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Un nuovo approcio alla salute sul lavoro

Per Paola Conti la complessità è il tema centrale nella tematica della sicurezza e salute sul lavoro. Il primo passo per affrontarla in ottica di genere sarà dunque dotarsi di strumenti di conoscenza e analisi per conoscere la realtà su cui si intende operare. L’interdisciplinarietà è la parola d’ordine per comprendere a fondo la questione di genere sui luoghi di lavoro, sorretta dalla convinzione che il cambiamento sarà sulle persone prima ancora che sulle organizzazioni.

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Introdurre salute e sicurezza sul lavoro in ottica di genere

Introducendo la tematica dell’approccio di genere alla salute e sicurezza sul lavoro, Antonella Ninci, evidenzia la responsabilità dell’INAIL in termini di prevenzione, formazione e forme di incentivazione alle imprese.

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Quali elementi distinguono un'azienda che valorizza le differenze di genere? L'esperienza del Friuli Venezia Giulia

I criteri di scelta per valutare le aziende partecipanti al concorso "Parità di genere, conciliazione e sicurezza nelle imprese del FVG".

Mettere a sistema le esperienze

In chiusura del convegno Graziella Rivitta auspica che i materiali raccolti e le iniziative intraprese possano essere sistematizzate, chiedendo un impegno forte da parte della Consigliera nazionale perché si arrivi alla costituzione di un Osservatorio sul tema delle Pari opportunità, a partire dall’esperienza delle Regioni

Ripensare e rivitalizzare gli organismi di Pari Opportuniità

Constatando che l’Unione Europea ha dichiarato lotta aperta ad ogni tipo di discriminazione, Francesca Bagni Cipriani riflette sulla necessità di dare nuova identità e nuova linfa alle iniziative e agli organismi che lavorano specificatamente per la parità di genere. Definendo l’attuale quadro normativo come favorevole ad una intensificazione degli sforzi sul territorio, sottolinea la necessità di cooperazione e sinergia, puntando a fare della parità di genere un elemento di mainstreaming in tutte le politiche.

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L’Inail e le pari opportunità: una storia lunga 18 anni

Nel primo intervento Marco Stancati ripercorre la storia del comitato pari opportunità dell’Inail. Ritiene che il tema della pari opportunità di genere debba essere affrontato perché la presenza delle donne nella PA sono in crescita continua e a questo proposito il telelavoro non è sempre una soluzione efficace. Sottolinea che non esistono modelli in grado di analizzare e rappresentare i cambiamenti in atto.

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L'impegno del Ministero per garantire uguaglianza

Silvia Della Monica sottolinea quanto ancora in Italia si avverta una totale mancanza di uguaglianza tra donne e uomini. Data la sua carriera pregressa di magistrato, Della Monica riporta alcuni dati significativi delle presenze femminili in magistratura: 41% di donne e solamente il 4% raggiunge posizioni di rilievo. Tra gli impegni del Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità vi è quello di presentare una legge sull’uguaglianza con l’obiettivo di intervenire su alcune questioni come la violenza contro le donne, il lavoro, l’occupazione etc….

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Il ruolo delle consigliere: il punto su l'adozione dei piani di azione positiva e sulle statistiche e sui bilanci di genere

Isabella Rauti sintetizza il contributo reso dalle consigliere per la preparazione e stesura della direttiva indicando i due punti di maggiore forza: l’adozione dei piani di azione positiva e le statistiche e i bilanci di genere. Ribadisce inoltre l’importanza dell’equità, della democratizzazione e dell’inclusione sociale auspicando una partecipazione maggiore e più attiva delle donne nelle fasi decisionali e nelle posizioni apicali.

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L'impegno di Mircrosoft per le donne

Anna Di Silverio presenta il punto di vista della Microsoft in materia di donne e di carriere. Nonostante il settore in cui opera l’azienda sia prettamente maschile, la Di Silverio sottolinea quanto il lavoro congiunto di uomini e di donne abbia dato sempre ottimi risultati. La Microsoft è da sempre impegnata nel rendere il ruolo delle donne più rilevante e importante.

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Il recepimento delle direttive comunitarie antidiscriminatorie

Laura Calafà sottolinea che dentro le pieghe delle direttive antidiscriminatorie recepite nel nostro paese si nascondono tratti di legislazione che dovrebbero essere rimodulati. Rileva la moltiplicazione dei fattori di rischio di discriminazione. Delinea il quadro istituzionale nazionale e comunitario soffermandosi sull’articolo 10 del decreto legislativo della legge 276 del 2003. Sottolinea la dimensione stereotipata dei ruoli di cura che non contempla un congedo di paternità come diritto proprio del padre.

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