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Smart Working: uno strumento a supporto della conciliazione vita - lavoro

Cosa sappiamo delle pratiche e dei risultati del cd smart working? Quale è la situazione in Italia e come potrebbe evolvere? Con quali vantaggi? Esistono pratiche da approfondire e "copiare"? Cosa ci fa più paura di un modo del tutto nuovo di lavorare? Antonella Marsala, insieme a Francesca Maria Montemagno, anima questa sessione che parte da un'analisi dello stato dell'arte in termini di dati e analisi.

Le pari opportunità nel mercato del lavoro.

Caro Lucrezio Monticelli sottolinea come al ministero del Lavoro esiste tutto un apparato dedicato alle pari opportunità, il cui centro propulsore è la Consigliera nazionale di Parità, affiancata dal Comitato Pari Opportunità. Ottima è inoltre la collaborazione con il dipartimento delle Pari Opportunità, con cui si sono programmati tanti interventi in materia, tra cui Italia 2020, ossia il fondamentale documento contenente il programma di azioni per l'inclusione delle donne sul mercato del lavoro.

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L'alleanza per l'occupazione al femminile.

Alessandra Servidori spiega come il tema dell'occupazione femminile sia all'ordine del giorno dei lavori di governo. Si è infatti costituito al riguardo un'alleanza interministeriale, grazie ad gruppo di che comprende i dicasteri del Lavoro, delle Pari Opportunità e della Pubblica Amministrazione, che lavora a tempo pieno sul tema, con l'aiuto delle associazioni, i cosiddetti corpi intermedi, secondo quello che è il concetto di sussidiarietà. Impegnata al riguardo anche la Commissione europea, con l'obiettivo di definire la strategia da qui al 2020

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La riforma della PA per l'occupazione al femminile.

Antonio Naddeo parla della forte collaborazione sul tema del lavoro femminile tra il suo dipartimento e la Consigliera di parità, sia nella scrittura della riforma della PA, che nella fase applicativa all'interno della Civit, la Commissione che si occupa del tema della valutazione. Buona la collaborazione anche con il dipartimento delle Pari Opportunità, con cui è partito in passato un monitoraggio ora diventato annuale per capire la condizione del lavoro femminile nella PA, in cui la situazione risulta a suo avviso migliore rispetto al privato.

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Occupazione femminile e la disparità tra pubblico e privato.

Alessandra Servidori auspica che all'interno della strettissima alleanza realizzata tra i 3 ministeri del Lavoro, delle Pari Opportunità e della Pubblica Amministrazione sul tema dell'occupazione femminile si arrivi se non alla parificazione almeno alla comparazione sistematica del lavoro nel settore pubblico e privato. La differenza sta infatti diventando eclatante, quando invece spesso sistemi o tipologie contrattuali potrebbero essere gli stessi, a volte rappresentanti della PA sono convitati di pietra, quando invece ci sarebbero nuove pratiche da scambiarsi.

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L'alleanza tra lavoro e famiglia.

Per Francesco Belletti partecipare a FORUM PA 2011 come rappresentante di una rete di associazioni familiari rientra nella logica di essere con orgoglio uno dei nodi di una rete plurale che nei nostri territori è quella che fa la cittadinanza. Passando al tema dell'occupazione femminile, per il Forum delle Famiglie la prima sfida è quella di riconoscere la necessaria alleanza tra lavoro e famiglia come due diritti-doveri di questa cittadinanza. Al contrario essi sono considerati in contrapposizione, è per questo che si parla di conciliazione.

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La conciliazione attraverso una nuova contrattazione collettiva.

Giorgio Santini dichiara che per il sindacato l'approccio da seguire per costruire un percorso di conciliazione dei tempi di vita delle donne è quello dell'occupabilità, secondo due direzioni: da una parte, quella delle politiche genericamente sociali, dall'altra con le politiche legate alla loro inclusione nel mercato del lavoro. Va in questo senso l'accordo siglato con il ministero del Lavoro il 7 marzo, che resta però solo un protocollo di intenti ed una premessa al lavoro da compiere.

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Creare l’integrazione partendo dalla progettazione

Di fronte alla nuova concezione di handicap non come uno stigma caratterizzante particolari individui ma come uno stato in cui tutte le persone possono trovarsi cambia anche il problema di come costruire le tecnologie per l’integrazione. Sebastiano Bagnara spiega come l’unico modo per superare il fastidio sociale e l’irrilevanza economica dell’handicap sia quello di partire nella progettazione dal lato più difficile – costituito dalla creazione di oggetti realmente inclusivi – per poi coprire tutti i casi più semplici.

Quali elementi distinguono un'azienda che valorizza le differenze di genere? L'esperienza del Friuli Venezia Giulia

I criteri di scelta per valutare le aziende partecipanti al concorso "Parità di genere, conciliazione e sicurezza nelle imprese del FVG".

Lavoro Femminile e Salute delle Donne

I cambiamenti della composizione per sesso della forza lavoro implica la necessità di esplorare le possibili differenze tra uomini a donne sia nelle esposizioni, che nella valutazione dei rischi e dei danni da lavoro. Tali differenze possono essere di origine sia biologica che socio-ambientale o di “genere”. Con l’eccezione delle differenze dovute alla funzione riproduttiva, molte altre differenze, sono finora poco note e ancora meno approfondite dalle ricerche.

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