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Intesa conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Marinella Marino entra nel dettaglio dell'attuazione del piano elaborato dal dipartimento per le Pari Opportunità per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, poi approvato dalla Conferenza unificata Stato-Regioni, per stabilire se alla prova dei fatti si stia dimostrando un valido strumento di policy. Nel frattempo, negli ultimi mesi, la forte accelerazione impressa al tema a livello europeo sta offrendo un enorme sostegno al lavoro del dipartimento.

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Immigrazione, diritto di cittadinanza e voto riforme necessarie per reale integrazione.

Antonio Russo ritiene che ad un anno dall'approvazione del piano per l'integrazione sia opportuno continuare ad intervenire utilizzando lo stesso approccio metodologico, visto che i 5 assi individuati sono gli stessi che ritroviamo all'interno del fenomeno migratorio sul territorio. Anche se si tratterà di aggiungere qualche considerazione in più alla luce della situazione straordinaria creatasi nel Nordafrica.

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L'integrazione ad un anno dal piano "Identità ed Incontro".

Natale Forlani illustra il contenuto del convegno, che verterà sul tema dell'integrazione alla luce del piano “Identità ed Incontro” approvato circa un anno fa dal governo e che rappresenta uno spartiacque nelle politiche dell'immigrazione in Italia. Dopo un decennio ad interrogarsi se fosse produttivo o meno accogliere gli immigrati, il nostro paese ha infatti deciso di passare a ragionare in termini di integrazione e a valorizzare la crescita della comunità straniera, composta da immigrati europei ed extraeuropei.

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Costruire il futuro: la sicurezza sociale dalla parte dei giovani

Per Mauro Nori a sfida del sistema previdenziale è quella di trovare una risposta al paradosso del benessere (l’invecchiamento generato da un buon sistema di welfare genera ulteriore richiesta di assistenza) che non può risiedere nell’incentivo alla previdenza complementare, almeno finché non si raggiungerà un livello retributivo adeguato. Due gli indirizzi di azioni da intraprendere: da una parte occorre cerare confidenza sui servizi di previdenza complementare e dall’altra occorre generare risorse da poter destinare alla previdenza complementare.

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Previdenza pubblica e complementare: le due gambe del sistema pensionistico di domani

Per Vera Lamonica una riflessione sul sistema pensionistico non può prescindere da una riflessione sulle politiche per rilanciare l’economia e la crescita del sistema. La forza di un sistema, infatti, sta soprattutto nella sua capacità di adattarsi al cambiamento e alcuni orizzonti bui che si prospettano oggi ai giovani che si affacciano al mercato del lavoro, potrebbero mutare se si riuscire a dare nuovo slancio al contesto economico.

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Un risposta strutturale per l’adeguatezza del sistema previdenziale del futuro

Maurizio Petriccioli propone una riflessione sull’importanza, nelle riforme del  1995, della decisione di salvaguardare la presenza pubblica nel sistema previdenziale e sulla necessità di aprire una discussione condivisa per costruire il sistema del futuro. Un sistema che vada nella direzione di una omogeneizzazione di tutte le contribuzione.

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Le politiche attive del lavoro per l’adeguatezza pensionistica

Nel suo intervento Domenico Proietti ricorda il ruolo del sindacato all’epoca delle riforme del sistema previdenziale del ’95 sottolineando come la condivisione delle scelte è un metodo che non va smarrito e anzi rafforzato, visto i risultati che dà. Nel momento si è assicurata la stabilità del sistema economico è il momento di passare ad una riflessione sull’adeguatezza delle prestazioni, che non può prescindere, però da uno sforzo dell’azione politica in direzione di una crescita economica dell’intero Paese.

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Ricostruire il sistema pensionistico adottando un punto inclusivo rispetto alle nuove generazioni

Il sistema previdenziale italiano per Edoardo Gambaccini è all’avanguardia per quanto riguarda la capacità di assicurare una sostenibilità a medio lungo termine ed è stato anche preso a modello per alcune proposte inserite dalla Commissione Europea nel libro verde dedicato al tema delle pensioni. Tuttavia esso genera una serie di preoccupazioni per quanto riguarda la tenuta del sistema sotto il profilo sociale e l’adeguatezza dei trattamenti futuri.

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Il contributo dell'INPADP alla stabilizzazione del sistema pensionistico.

Paolo Crescimbeni illustra gli interventi avviati dall’INPDAP per dare il proprio contributo alla stabilità del sistema pensionistico, che per lo più si sono concentrati nell’adeguarsi in maniera rapida ed efficiente alle nuove norme in materia di trattamento pensionistico dei dipendenti pubblici. Nella sua analisi Crescimbeni si sofferma sul fatto che nell’ambito del lavoro pubblico la previdenza complementare non è ancora riuscita a decollare ed è per questo che l’istituto sta avviando una serie di iniziative di comunicazione indirizzate ai propri utenti

Lo scenario del sistema previdenziale

Antonio Finocchiaro apre il convegno inquadrando il problema. Tre sono i fattori che da qualche anno a questa parte hanno portato ad una situazione non più governabile, e che deve essere necessariamente gestita in maniera innovativa: da una parte l’allungamento della vita, con il conseguente innalzamento dell’età media, in secondo luogo l’abbassamento del tasso di natalità, ed infine la crisi economica che ha rallentato la crescita del PIL e bloccato la incremento salariale.

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