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Quali elementi distinguono un'azienda che valorizza le differenze di genere? L'esperienza del Friuli Venezia Giulia

I criteri di scelta per valutare le aziende partecipanti al concorso "Parità di genere, conciliazione e sicurezza nelle imprese del FVG".

Lavoro Femminile e Salute delle Donne

I cambiamenti della composizione per sesso della forza lavoro implica la necessità di esplorare le possibili differenze tra uomini a donne sia nelle esposizioni, che nella valutazione dei rischi e dei danni da lavoro. Tali differenze possono essere di origine sia biologica che socio-ambientale o di “genere”. Con l’eccezione delle differenze dovute alla funzione riproduttiva, molte altre differenze, sono finora poco note e ancora meno approfondite dalle ricerche.

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Il lavoro del Gruppo Donne, Salute, Lavoro

Marina Finardi presenta vision, mission e attività del Gruppo Donne, Salute, Lavoro in una riflessione che parte dalle novità introdotte dal Testo Unico su salute e sicurezza sul lavoro. L’obiettivo del lavoro del Gruppo è definire una valutazione dei rischi che consideri le differenze di genere. Il metodo di lavoro proposto è quello della collaborazione e del dialogo culturale nei sistemi di rappresentanza, a fronte di una certa rigidità riscontata non solo nei datori di lavoro ma anche negli stessi lavoratori.

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Introdurre salute e sicurezza sul lavoro in ottica di genere

Introducendo la tematica dell’approccio di genere alla salute e sicurezza sul lavoro, Antonella Ninci, evidenzia la responsabilità dell’INAIL in termini di prevenzione, formazione e forme di incentivazione alle imprese.

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Riformare il sistema delle Pari Opportunità

Fausta Guarriello commenta il lavoro portato avanti sotto la spinta delle Consigliere di parità, elogiandolo e condividendo le principali istanze segnalate nelle Linee guida per i Comitati Pari Opportunità.

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Comitati di Pari Opportunità: l’esperienza della Regione Emilia Romagna

Chira Costa riporta l’esperienza della Regione Emilia Romagna in materia di Comitati di Pari Opportunità. Sintetizza le principali innovazioni apportate sotto la sua presidenza, ovvero: elezione del presidente a suffragio universale tra i dipendenti regionali, costituzione di un unico comitato del comparto e della dirigenza, attenzione posta a tutte le discriminazioni all’interno dell’ente, partecipazione del Comitato di Pari Opportunità alle trattative in materia di personale su tutte le materie con ricadute ipotetiche in tema di discriminazione.

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Le criticità dei Comitati Pari Opportunità

Mimmo Carrieri offre una sintesi delle criticità emerse in riferimento ai Comitati Pari Opportunità e alla loro funzionalità. Ritiene necessario lavorare per una maggiore partecipazione al processo decisionale a fronte dell’attuale incidenza modesta, dovuta in larga misura alla frammentarietà degli organismi di parità. Tra le aree su cui investire maggiormente: la definizione degli obiettivi, la strumentazione per il loro raggiungimento e forte orientamento al risultato attraverso una più marcata messa a fuoco operativa.

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Innovare il Comitato Pari Opportunità della Corte dei Conti

Oriana Calabresi parte dalla proposta di istituire un’Autorità per le pari opportunità, con potere sanzionatorio al fine di avanzare lungo il rafforzamento funzionale dei Comitati Pari Opportunità e della cultura antidiscriminatoria che veicolano. Riportando l’esperienza della Corte dei Conti che ha lavorato a una sperimentazione sulle Linee Guida proposte dalla Rete dei Comitati Pari Opportunità, insiste sulla necessità di semplificazione per risolvere le questioni di raccordo tra Comitati interni a una stessa amministrazione.

Ripensare e rivitalizzare gli organismi di Pari Opportuniità

Constatando che l’Unione Europea ha dichiarato lotta aperta ad ogni tipo di discriminazione, Francesca Bagni Cipriani riflette sulla necessità di dare nuova identità e nuova linfa alle iniziative e agli organismi che lavorano specificatamente per la parità di genere. Definendo l’attuale quadro normativo come favorevole ad una intensificazione degli sforzi sul territorio, sottolinea la necessità di cooperazione e sinergia, puntando a fare della parità di genere un elemento di mainstreaming in tutte le politiche.

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Per una nuova politica dei diritti nelle organizzazioni

Daniela Belotti ripercorre brevemente la storia dei Comitati di Pari Opportunità – CPO nella realtà italiana. Partendo dai dati attuali dal mondo del lavoro, ancora non soddisfacenti, auspica da un lato il potenziamento della rete degli organismi di parità attraverso obiettivi comuni, scambio di buone pratiche e azioni di monitoraggio, dall’altro lo studio e l’avanzamento di proposte positive da raccogliere in un Documento comune.