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La normativa relativa alla dirigenza strategica delle aziende sanitarie

Giorgio Spadaro focalizza il suo intervento sulla normativa legata alla direzione strategica delle aziende sanitarie. Dopo un approfondito excursus storico sulla nascita della figura del direttore generale Spadaro si concentra sulle responsabilità giuridiche contabili, civili e penali sostenendo che l’attuale normativa, i ritardi da parte degli organi politici regionali nella definizione degli obiettivi, e il meccanismo dello spoil system pongono il direttore generale in una posizione estremamente debole.

Percorsi virtuosi di accesso alla dirigenza pubblica

Dopo aver aspramente criticato i fenomeni distorti di attuazione dell’art.19 comma 6 Gianfranco D’Alessio riaffronta la questione dell’eliminazione del ruolo unico della dirigenza e ribadisce che l’art.97 deve valere sempre di più per riqualificare le modalità di accesso ed i percorsi interni alle carriere amministrative. D’Alessio affronta poi la questione del precariato e dopo aver valutato positivamente l’esperienza del corso/concorso della SSPA conclude il suo intervento esprimendosi a favore del reclutamento in forma unitaria.

La portata innovativa dei corsi/concorso della SSPA

Stefano Sepe conduce un bilancio di quel tentativo di innovazione che sono stati i corsi/concorso sottolineando come essi siano stati un elemento dirompente come pochi altri nella storia amministrativa italiana. Essi hanno contribuito notevolmente ad abbassare l’età media della dirigenza di seconda fascia, hanno permesso un ingresso non dal basso e hanno valorizzato la carriera amministrativa.

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Il principio di responsabilità come chiave di volta per le PA che funzionano

Rino Tarelli rifiuta le formulazioni che nell’ultimo anno hanno costruito l’immagine dei fannulloni perché le considera incapaci di offrire una valutazione seria dei problemi. Bisogna invece a suo avviso ripartire dalle professionalità dei manager pubblici per costruire un sistema fondato sulla responsabilità e la competenza invece che sull’appartenenza politica.

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Politiche del personale nella Pa: ruolo e funzione dei dirigenti

Restituire alla dirigenza della Pa un reale potere disciplinare e gestionale nei confronti del resto del personale. Evitare lo spoil system, mettendo in primo piano la valutazione dei dirigenti, prima garanzia rispetto a decisioni ispirate da logiche di appartenenza politica o di altro genere. Infine, riconoscere il giusto valore ai quadri direttivi, che svolgono un ruolo fondamentale nella gestione del personale, con una funzione gestionale, di coordinamento e disciplinare che va ad affiancare quella dei dirigenti.

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Verso un equilibrio tra la separazione del potere di indirizzo politico e la gestione amministrativa

Quando si parla di PA non le si può trasferire meccanicamente il modello valutativo appartenente al settore privato, in quanto gli obiettivi pubblici variano da settore a settore della pubblica amministrazione. I punti di crisi dell’attuale sistema sono legati in primo luogo alla scarsa attenzione al problema della responsabilità politica, in secondo luogo alla difficoltà nel mettere in funzione i principi contenuti nelle norme stesse e nel dare incentivi corretti ed allineati con gli obiettivi del dirigente e gli obiettivi della politica.

La pubblica amministrazione tra vertici politici e gestione amministrativa: un intreccio difficilmente districabile.

Antonio Naddeo introduce la tavola rotonda sul tema dell’etica nella pubblica amministrazione. Sulla base degli attacchi provenienti da più fronti, solleva la questione della gestione della pubblica amministrazione in rapporto alla sfera politica. Naddeo si esprime sul tema del turnover e della stabilizzazione dei precari. Egli si sofferma, durante il dibattito, sulle questioni dei sindacati e dei sistemi di controllo di gestione e di valutazione interni ed esterni.

La pubblica amministrazione e le sue inefficienze: il ruolo della sudditanza ai poteri politici

Vincenzo Cerulli Irelli muove il suo intervento partendo dal tema dell’interconnessione tra la politica e l’amministrazione burocratica. Racconta come negli anni novanta venne messa a punto la formula della separazione fra politica e amministrazione ma una serie di collegamenti non hanno funzionato. Lo spoil system si è espanso notevolmente. Il risultato è di forte sudditanza dell’amministrazione rispetto alla classe politica. I rimedi che ritiene efficaci sono: portare gli incarichi a tempi più lunghi; inserire strumenti e obiettivi di valutazione giuridicamente vincolanti.Leggi tutto

Spunti sulla annunciata riforma della dirigenza pubblica

Secondo D’Alessio il dibattito relativo al regime privatistico e pubblicistico è oggi ancora aperto. Sebbene ritenga che non occorrano modifiche normative atte a sconvolgere l’attuale sistema, si rende però opportuno operare alcuni aggiustamenti che risolvano le diverse ambiguità del sistema.Leggi tutto

Il ruolo dello Spoil System alla luce delle recenti sentenze della Corte Costituzionale

Le sentenze 103/104 confermano in maniera netta il ruolo primario dell’impianto costituzionale, perché dimostrano quanto la Costituzione sia adatta a governare il rapporto tra politica ed amministrazione. La Pubblica Amministrazione è un apparato servente dello Stato e non della politica del momento. Il rapporto che esiste tra la gestione, l’amministrazione e la politica va sempre visto e declinato nella ricerca dell’interesse superiore del paese.

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