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Qualità della regolazione e competitività: spunti dall'evidenza empirica

Una regolazione di qualità è strumento di crescita che incide sul benessere e la competitività. Francesco Sarpi  presenta lo studio di tre indicatori internazionali che mostrano la posizione del nostro Paese rispetto ad altri. I due indicatori fondamentali sono quello dell'Ocse sulla regolamentazione dei prodotti e quello della Banca Mondiale sulla facilità del fare impresa (Doing Business). La terza ricerca, meno nota ma molto interessante, è svolta dalla Banca d’Italia la quale ha estratto, su una serie di indicatori della Banca Mondiale, indicatori di competitività regionale. 

Milgiorare la qualità della regolazione nelle regioni della Convergenza. Il progetto POAT

"Le difficoltà per le imprese sono più alte nelle regioni che hanno più necessità di attrarre imprese Nel Sud  l’intermediazione pubblica è altissima”. Così  Amadio Salvi apre il suo intervento in cui da un lato traccia un quadro a tinte fosche sulle difficoltà delle imprese nel rapporto con lo Stato e la pubblica amministrazione, dall’altro presenta le iniziative di miglioramento e supporto messe in campo nell’ambito del QSN 2007 -2013. Si sofferma in particolare sul progetto POAT, rivolto alle quattro regioni della Convergenza.

Il valore delle regole di drafting regionali

Le tecniche legislative comprendono le regole di redazione dei testi, la tematica della valutazione ex ante/ex post degli effetti della regolamentazione e le procedure. Possono essere globalmente indicate come principi, metodi e puntuali prescrizioni che devono essere usate per la formulazione sostanziale e formale degli atti normativi, per la loro strutturazione e per il loro inserimento nel sistema normativo generale. Il fine è quello dell'efficienza sotto il profilo della chiarezza, precisione, applicabilità e della non contraddittorietà.

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La rilevanza di una migliore regolazione per i destinatari delle norme

Martina Mondelli sottololinea come la buona regolazione sia da considerarsi un fattore strategico di competitività. Tracciando lo sconfortante quadro delle vessazioni amministrative a cui le imprese italiane sono sottoposte, sintetizza le esigenze e le richieste più pressanti. Al primo posto la riduzione di burocrazia (9 imprenditori su 10), seguita da uniformità applicativa di norme regionali.  Conclude “l’ analisi dell’impatto della regolamentazione deve diventare una priorità politica. Ma è fondamentale assicurare il coinvolgimento dei destinatari delle norme.”

L'analisi di impatto della regolazione: lezione apprese e criticità emerse

La Regione Toscana ha intrapreso un'attività di AIR, Analisi d'Impatto della Regolazione, intrapresa in via sperimentale nel 2001 e successivamente inquadrata nel processo giuridico legislativo con la legge regionale n.55 del 2008. Simonetta Cerilli presenta l'esperienza della Regione, mettendo in evidenza oltre alle tappe del percorso seguito, le criticità incontrate e le soluzioni prese a fronte dei problemi emersi.

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Il ruolo della trasparenza e della partecipazione

Nicola Corvasce riporta l'esperienza della Regione Puglia e una serie di considerazioni inerenti il ruolo del partenariato, della partecipazione nelle politiche di sviluppo. La partecipazione in sè non garantisce il successo ma è utile nella costruzione di una better regulation, è un modo per avvicinarsi maggiormente alle problematiche del territorio ed evitare errori già in partenza. La valutazione non può essere fatta se non sulla base di scelte che sono state prese anche con la partecipazione alle procedure.

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Conoscere i destinatari della regolazione. Il punto di Rete Impresa Italia

 “Quando parliamo di better regulation dobbiamo innanzitutto capire quali imprese abbiamo davanti.” Così parla Andrea Stabile per la neonata Rete Impresa Italia. Ricordando che l’impresa media italiana è composta da quattro addetti (dati Istat 2010), riporta la riflessione alle reali esigenze del nostro tessuto imprenditorale. Per farlo, usa l’esempio concreto di un acconciatore che, nonostante le recenti liberalizzazioni, è sottoposto ad una media di 23 adempimenti per il solo avvio di attività. Tra le richeste di Rete Impresa Italia, il divieto di introduzione di nuovi oneri.

Better Regulation: strumento di sviluppo e competitività nel quadro di collaborazione Stato - Regioni. Presentazione dei temi

Claudio Zucchelli  propone una riflessione sulla natura e gli scopi della regolazione dei mercati e, sposando un approccio evoluzionista, introduce il tema dell’utilità e dell’appropriatezza dell’AIR. “ L’AIR– spiega – va inteso innanzitutto come strumento per capire quali siano i problemi e i meccanismi di autoregolamentazione, poi per capire perché essi non funzionano o deviano dal corretto funzionamento.” La sfida  - conclude – è per lo più culturale, confessando di credere molto poco nelle leggi.

Una riflessione sul ricorso alla clausole valutative di proposta dell'esecutivo

Gli Statuti recano disposizioni riguardanti la valutazione delle leggi che può avvalersi dell’apposizione di specifiche clausole valutative. Esse sono tra i principali strumenti individuati per dettare i tempi e le modalità del controllo dell’attuazione e della valutazione dell’efficacia di un intervento normativo. Maria Buono presenta alcune riflessioni ed esperienze sul ricorso ad una nuova modalità di valutazione di proposta dell'esecutivo.

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Concorrenza, competizione, competitività e regolazione

Edoardo Burlini parla di concorrenza, competizione e competitività. Molto spesso questi tre concetti vengono usati come sinonimi ma pur essendo strettamente legati tra loro intendono aspetti diversi del funzionamento dei mercati. La regolazione applicata al mercato deve tener conto di questà diversità.