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Valutazione: nuove responsabilità e nuovi poteri per il dirigente nelle PA

Michel Martone analizza le innovazioni del D.lgs. 150/09 inquadrando la riforma Brunetta all’interno del processo evolutivo della privatizzazione del pubblico impiego. Finalmente – spiega Martone – ai dirigenti vengono affidati i famosi “poteri del privato datore di lavoro” in maniera che essi possano contribuire all’aumento di produttività ed emanciparsi dalla tenaglia tra potere politico e potere sindacale in cui sono stati costretti negli ultimi decenni.

Intervento all'intervista di Stefano Rolando al convegno " Non sprecare la crisi. La PA come management"

Secondo Cinzia Bricchi è importante la collaborazione tra ceto politico e manager pubblico e la qualità di tale collaborazione. Riguardo la crisi è necessaria una rifunzionalizzazione della spesa pubblica, sviscerando il bilancio per capire dove le risorse sono sprecate. Ci vuole una cultura della gestione delle risorse. Riguardo la valutazione dell'operato della dirigenza pubblica la Bricchi afferma che essa deve essere credibile e cioè deve valere per tutti e va programmata in modo efficace.

L’applicazione della riforma Brunetta ai mondi della Scuola, dell’Università e della Ricerca

Germana Panzironi illustra le questioni aperte sul tavolo per l’applicazione delle norme del D.lgs. 150/09 in contesti così peculiari come quelli amministrati dal MIUR. La valutazione del personale docente, così come dei tecnologi e dei ricercatori, necessita una serie di interventi che amplino le modalità rispetto al ricorso ai soli parametri oggettivi. Il DPCM dedicato e il disegno di legge universitario in iter parlamentare hanno proprio lo scopo di introdurre la cultura della valutazione, della meritocrazia e della premialità nelle “amministrazioni del sapere.

La manutenzione della riforma Brunetta: saldezza dei principi e piccole limature.

Andrea Simi conclude il convegno dedicato a una prima ricognizione sull’attuazione della riforma Brunetta affermando che la macchina ha bisogno di qualche messa a punto, ma è tranquillamente in grado di fare il lungo viaggio che la aspetta. Tra i punti su cui sono ipotizzabili degli interventi, Simi cita il parere non più vincolante del Comitato dei Garanti in tema di responsabilità dirigenziale, la copertura di posti di prima fascia mediante concorso, le modalità di applicazione nelle realtà regionali e l’attribuzione in capo al dirigente di sanzioni conservative forti.

L’esperienza della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense: la quota per i progetti

La Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense è un ente di modeste dimensione che gestisce la previdenza e l’assistenza di circa 200 mila avvocati iscritti agli albi in Italia.

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Punte d’eccellenza e buone pratiche diffuse: la presentazione degli enti pubblici

Nella presentazione dei relatori e degli argomenti trattati nel convegno è stato sottolineato come in ogni ente sono stati riscontrati degli elementi che vale la pena conoscere e diffondere perché sono best practice da considerare e tenere in mente per applicarle nei diversi contesti pubblici.

Le eccellenze degli enti pubblici sono venute fuori in molti ambiti sia nelle analisi dei fabbisogni sia nella formazione, accompagnate anche dalle buone pratiche diffuse sulla valutazione e condizione dei risultati.

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Il caso IPSEMA: tra grandi problemi e soluzioni semplici

L’IPSEMA è un ente piccolo che diventa sempre più piccolo nonostante assicuri la salute e sicurezza del lavoro marittimo. E’ un ente che applica oltre alle leggi italiane anche quelle comunitarie e internazionali. L’istituto nasce dalle ex casse marittime che nel ‘94 con una riforma furono accorpate nell’IPSEMA. Dal 94 la dotazione organica è andata sempre più scemando subendo tagli in modo lineare senza una logica e i risultati sono quelli di ritrovarsi oggi con solo 230 dipendenti come dotazione. Il lavoro deve andare avanti ma le forze diminuiscono ed invecchiano.

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Il processo di valutazione della performance: il caso vincente dell’INPS

Negli anni 80 l’INPS ebbe una svolta in termini di qualità ed efficienza partendo da 3 variabili:

  • l’apporto tecnologico
  • l’introduzione di un sistema di controllo di gestione (PPC)
  • gli interventi sulla motivazione

Questa svolta fu una grossa intuizione di alcuni dirigenti che individuarono le basi su cui si fonda l’attuale  sistema di controllo di gestione e di valutazione della produttività. A distanza di 30 anni il sistema è più sofisticato e migliorato, sono diverse le famiglie di indicatori:

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Note per l’applicazione della riforma Brunetta al sistema dei Comuni

I Comuni italiani hanno voluto accettare la sfida della valutazione e della trasparenza attraverso la costituzione della Commissione Nazionale ANCI per la Valutazione. Il suo Presidente Graziano Delrio evidenzia i meriti e le criticità della riforma in relazione alla sua applicazione al sistema delle Autonomie.

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Riforma Brunetta e contrattazione collettiva

La riforma del pubblico impiego del 1993 introdusse il concetto di privatizzazione che mise in evidenza la necessità di modernizzare gli appartati pubblici e moderare i salari dei dipendenti per far fronte ai caratteri di antieconomicità e improduttività della PA. Quindici anni dopo, la riforma Brunetta riprende il concetto di privatizzazione.

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