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La situazione nazionale sulle comunità minorili

Il quadro della situazione nazionale, proposto dal presidente della CNCM,  risente di alcuni ritardi e la situazione di difficoltà è generale, quindi ci si chiede quale sia il futuro delle comunità minorili. Occorre rimettere al centro delle politiche i minori, assicurando loro una continuità di intervento educativo e una risposta adeguata ai problemi di ciascuno. Questo è possibile solo se all’interno delle comunità ci sono figure di riferimento costanti e continue.

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L’educativa territoriale: un esempio dalla città di Napoli

Intervento della coordinatrice dell’educativa territoriale di un quartiere dell’area nord del Comune di Napoli. Sottolinea due aspetti che caratterizzano l’educativa: il primo elemento è che la divisione  in 30 centri prevede delle particolarità e specificità di attività e organizzazione per ogni territorio, ma non toglie nulla all’unicità del progetto, essendoci a monte un forte coordinamento centrale, che prevede la collaborazione di tutti i centri.

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Politiche per l’infanzia e l’adolescenza: centri di educazione diurna e accoglienza residenziale

Saluto di benvenuto agli addetti ai lavori da parte del dirigente delle politiche per l’infanzia e adolescenza del comune di Napoli. Viene descritto nell’intervento il tema specifico affrontato, un tema molto delicato che si pone l’obiettivo di confrontare ciò che gli enti locali realizzano nell’educativa e nell’accoglienza con particolare attenzione per l’infanzia e l’adolescenza. Si sono uniti due settori, quello della prevenzione e quello delle politiche di accoglienza residenziali perché c’è bisogno di collaborazione fra le parti.

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Le politiche sociali: l’esperienza Palermitana

Si parte dal dato oggettivo che le città meridionali ma non solo, sono sottoposte a gravi difficoltà economiche e il problema dei minori rischia di essere dimenticato per vari motivi. Il primo è perché i tessuti sociali complessi acuiscono le problematiche, altro motivo è che il mondo del privato sociale vive con difficoltà la gestione operativa di questo settore e rischia di creare un meccanismo, che alla lunga porta a problemi enormi.

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La Cooperativa Sociale Orizzonte e il “Progetto Girasole”

Viene di seguito data la testimonianza dell’esperienza della Cooperativa Orizzonte che opera a Napoli con 2 comunità, una per donne con figli e una per donne maltrattate. L’educativa e le comunità residenziali non sono due progetti in antitesi, anzi sono un sistema di offerta dei servizi sociali.

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Le politiche sociali sono un problema di cultura

Rimane aperto sulla vicenda dell’infanzia non un problema politico ma un problema culturale da affrontare. L’esperienza di Napoli è interessante e può diventare una mappa di lavoro da seguire. Occorre mutare i processi educativi in funzione dei cambiamenti sociali, che si riflettono anche sulle nuove generazioni. Il problema che rimane molto forte è incentrato su questa battaglia culturale, non basta più solo l’apporto economico che deve provenire dall’istituzione.

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"Il progetto l’Impronta” a Scampia

Il coordinatore del progetto “Impronta” nel territorio di Scampia riporta nell’intervento le fasi di procedimento del progetto. La prima fase si è svolta sul territorio, si è voluto entrare in punta di piedi partecipando alle attività invece di imporne nuove. In seguito si è passati ad una fase laboratoriale, dove si sono concretizzate le attività coinvolgendo i ragazzi in progetti reali, rendendoli protagonisti.

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Smart Grids e Smart Cities: il consumo energetico più intelligente.

Secondo la definizione della Commissione Europea una smart city è una città che ha un forte impulso verso l’efficienza energetica attraverso l’utilizzo di tutte le migliori tecnologie disponibili. In questa prospettiva l’UE ha bandito due Industrial Initiatives su Smart Grids e Smart Cities; Livio Gallo illustra la partecipazione di Enel in questo processo e ne evidenzia il contributo su tre driver principali: gestione dei flussi di energia da fonti rinnovabili, abilitazione e sviluppo della domanda attiva del cliente, trasferimento di innovazione tecnologica all’interno delle città.

Piacenza: una Smart City imperniata sul coinvolgimento dei cittadini.

Per governare lo sviluppo delle città, il Sindaco Reggi individua sette aree di intervento prioritarie: la mobilità, l’ambiente, la trasformazione urbana, l’economia delle conoscenze, il welfare e l’inclusione sociale, la cultura e il turismo.

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Il caso Genova: un approccio integrato all’innovazione.

 

Il Comune di Genova sta investendo sul progetto Smart Cities a partire dall’esperienza della Città Digitale affiancandovi una serie di Piani di settore - dal Piano del Verde a Urban Lab con Renzo Piano - che informano l’azione amministrativa lungo le direttrici dell’innovazione. Non in ultimo, spiega l’Assessore Montanari, Genova si sta fortemente impegnando all’interno del Patto tra i Sindaci per raggiungere obbiettivi misurabili di efficienza e risparmio energetici.