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Comunicazione pubblica 2.0

La ricerca “Amministrazioni e Cittadini 2.0” si è svolta in due fasi. La prima fase, tra dicembre 2009 e maggio 2010, ha voluto raccontare come i comuni italiani di medie-grandi dimensioni utilizzano le bacheche di Facebook. Sono state coinvolte quattro amministrazioni del Nord Italia: Modena, Venezia, Reggio nell'Emilia e Rimini.

Nella primavera del 2012, invece, il focus si è spostato sugli utenti delle pagine Facebook della PA. Ha preso così il via la seconda fase dell'indagine, che ha coinvolto 10 amministrazioni comunali di medie dimensioni.

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Nuove forme di comunicazione pubblica per la partecipazione

La riflessione che Carlo Infante propone sposta l’attenzione dalle difficoltà tecniche a quelle sociali. La rete ci permette di inventare cose nuove. La creatività riguarda la reinvenzione dei valori d’uso di cose che già esistono. La nuova generazione che sta crescendo esprime un’attitudine a digitale a cui va dato ascolto attraverso nuove forme di comunicazione pubblica.

Comunicazione pubblica e ambiente: verso la green communication?

Stefano Cazora apre il suo intervento con una constatazione: in tempo di crisi la pubblica amministrazione sembra pensare di mettere a posto la coscienza tagliando le attività di comunicazione. Questo dimostra che per la nostra classe dirigente ancora non è chiaro che la comunicazione è un’attività strategica, non sussidiaria , per il conseguimento del bene comune e l’offerta di un buon servizio pubblico.

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Comunicazione pubblica: tra opportunità inesplorate e doveri inadempiuti

Partendo dall’esperienza di un ente tanto complesso quanto centrale per la vita del cittadino, Marco Barbieri propone una riflessione sulle potenzialità inesplorate e sui doveri inadempiuti in materia di comunicazione pubblica da parte delle amministrazioni italiane.

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Tutti i gap della comunicazione pubblica

Luigi Di Gregorio propone un’analisi dello stato dell’arte della comunicazione pubblica a partire dall’esperienza del  Dipartimento comunicazione di Roma Capitale, dove dal 2009 si sono registrati tagli percentuali del 70%. Per Di Gregorio la mancata applicazione delle norme in materia di comunicazione pubblica è legata ad una serie di gap culturali e organizzativi che vanno colmati. In primis, un gap tra quella che è cultura della comunicazione e quella che è invece la cultura della politica.

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Il dilemma della comunicazione delle istituzioni: Dimostrare o Argomentare?

Il budget della Provincia di Milano destinato alla comunicazione è passato dagli oltre cinque milioni di euro del 2009 all’attuale milione e ottocentomila. Da qui parte l’intervento di Angelo De Vivo, che interroga i presenti su quali siano le opportunità nascoste per la comunicazione pubblica in questo periodo di crisi così forte. La risposta che propone è legata alla possibilità, o meglio alla necessità, di passare da una comunicazione dimostrativa (su modello broadcast) a una comunicazione argomentativa. Cosa si intende per comunicazione argomentativa?

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Comunicare 2.0: dalla carta al bit. Il caso Registro.it

Anna Vaccarelli presenta il Il Registro.it, il nuovo sistema di registrazione dei domini a suffisso .it e la campagna di comunicazione che porta lo stesso nome. "Registro.it  ha portato una serie di cambiamenti importanti - spiega - in termini di procedure, di immagine e di comunciazione". Presentando la campagna di comunicazione collegata, ne illustra gli obiettivi: contribuire alla diffusione della cultura di Internet  e a un uso consapevole della rete oltre che alla valorizzazione dei nomi a dominio a suffisso .it .

Comunicare 2.0: dalla carta al bit. Gli aspetti "legali"

Patrizio Menchetti offre una dettagliata presentazione dell’impatto giuridico di un apporccio 2.0 alle attività di comuncazione.  In sintesi, sono due le aree interessate: privacy e tutela dei minori e proprietà intellettuale. Nel dare i riferimenti giuridici a livello nazionale e comunitario, individua le responsabilità emergenti in materia civile  e penale così come  le principali sanzioni amminsitrative.

Comunicare 2.0: dalla carta al bit. Gli aspetti "informativi"

Attraverso l’esperienza del CNR, Marco Ferrazzoli affronta la questione del “quanto pesano digitale, affini e dintorni nella comunicazione di un ufficio stampa della Pa”. In questo contesto riporta i lavori in corso al CNR, sottolineando i passi in avanti verso un approccio 2.0 pur riconsocendo le criticità: dalle resistenze interne all’insufficienza di relazioni con il mondo di blog e social network.

Comunicare 2.0: dalla carta al bit. Gli aspetti "sociali"

Nella sfera sociale sono notevoli i cambiamenti che il 2.0 introduce, come spiega Fiammetta Mignella Calvosa nel suo intervento. Cambia la relazione, la percezione e la misurazione dello spazio così come la percezione e la misurazione del tempo. Cosa succede alle relazioni e ai modi di lavorare quando il 2.0 si cala nella PA? Alla catena delle funzioni si sostituisce quella delle responsabilità, al principio del precedente la partecipazione e le regole condivise. Si aprono  - però  - anche nuove questioni sociali mentre si delineano nuovi ruoli.