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La creatività e la cultura del progetto dal design alla Pubblica Amministrazione

Per Andrea Granelli la sfida da affrontare nel nostro Paese è quella di trasformare la creatività in azioni concrete. La prima di queste iniziative, suggerita nel Rapporto, è volta a rilanciare la cultura della creatività e del progetto presenti nel design in altri settori e, soprattutto, nella Pubblica Amministrazione. E’ necessario quindi portare la cultura del digitale e del virtuale dentro i prodotti fisici e tradurre la creatività in buona progettazione e in managerialità.

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Rapporto Creatività: il modello italiano di creatività

Il sistema delle industrie culturali e delle attività di tipo creativo in Italia è, in realtà, un macrosettore non censito dall’ISTAT che vale circa il 10% del PIL. Il Rapporto studia questo macrosettore ed intende ricercare il modello italiano di creatività in riferimento alle componenti tecnologiche che la sostengono, ma anche alla qualità sociale cui essa spesso si accompagna.

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Sistemi di valutazione dei servizi sanitari: indicatori comuni per una migliore valutazione

Data la sua esperienza come Direttore Generale di un’azienda sanitaria, Marco Bonamico sottolinea quanto in sanità sia necessaria una valutazione dei servizi sanitari. Il problema è trovare degli indicatori comuni che permettano una valutazione completa dei risultati. Serve quindi più uniformità tra i vari sistemi in modo che gli esiti delle valutazione possano essere messi a confronto.

Mettere a sistema la valutazione dei servizi per garantire livelli qualitativi adeguati

L’Agenzia Nazionale dei Servizi Sanitari ha incentivato un progetto di verifica e di confronto tra le Regioni sul lavoro che hanno compiuto per la valutazione dei servizi. Il suo Direttore Aldo Ancona illustra alcuni risultati del lavoro che ha coinvolto 7 Regioni italiane e ne trae alcune conclusioni: quelli regionali sono metodi che fanno sistema perché sono fortemente ancorati alla componente professionale, tecnica, scientifica e politica ma si deve lavorare anche per sviluppare una valutazione del sistema nazionale, che si presenta ancora drammaticamente spaccato tra Nord e Sud.

Approfondire la valutazione secondo le complesse articolazioni dei livelli qualitativi

Carla Colicelli sottolinea come l’aziendalizzazione e il federalismo abbiano permesso al sistema sanitario di fare dei passi in avanti ma abbiano anche prodotto alcuni problemi aggiuntivi, in primis alcune soluzioni troppo burocratizzate, troppo legate alla dimensione economica e poco attente all’esito degli interventi e alla qualità delle prestazioni pubbliche.Leggi tutto

Sistematizzare i processi valutativi per implementare i percorsi di qualità

Dopo aver specificato le declinazioni del concetto di valutazione Francesco Ripa di Meana sottolinea come la grande discrezionalità e la negazione della possibilità di valutare siano a monte del difficile legame tra Direzione Generale e politica. Per questo FIASO sta lavorando sulla legittimazione di una quindicina di indicatori per proporre un metodo semplice di raggiungere il vero obbiettivo: che in tutta Italia si faccia una valutazione oggettiva e che non ci siano luoghi dove c’è un’ossessione valutativa e luoghi dove non si fa nulla.

Responsabilità territoriali, perequazione e risorse per una sanità valutabile

Quella del bilancio - sostiene Mengozzi - non può essere l’unica priorità della valutazione e una certa visione del federalismo può diventare dirompente perché il processo solidaristico è quello che fino ad oggi ha tenuto in piedi il sistema sanitario pubblico. Mengozzi propone allora di ragionare sull’introduzione dell’obbligatorietà della valutazione purché essa sia sostenuta con le risorse necessarie.Leggi tutto

Le dimensioni della valutazione

La valutazione del personale è un tema complesso, che va a incidere su dimensioni diverse e portanti dell’organizzazione del lavoro. La valutazione dovrebbe operare su tre ambiti: la dimensione relazionale e di responsabilità (relazione, colloquio, comunicazione, trasparenza ), la dimensione di risultato e tecnica (programmazione, obiettivi, collegamento con le strategie e con la qualità), la dimensione di confronto tra enti e benchmarking.

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Un percorso per il miglioramento dei sistemi di valutazione

Nel dicembre 2007, Cittalia-Anci ricerche ha intrapreso un percorso con circa 140 Comuni italiani sul tema della valutazione del lavoro pubblico, partendo da quella dei dirigenti. La qualità delle prestazioni è un argomento spinoso e affrontarlo è fondamentale per cercare di risolvere il serio problema della scarsa efficienza della Pa italiana. La relazione si concentra sullo stato dei governi comunali, fatto di molte luci ma anche di molte ombre, con una polarizzazione tra gruppo di testa e di coda dei Comuni quanto a livello di prestazioni.Leggi tutto

La valutazione come opportunità per la dirigenza pubblica

Per ottenere i risultati sperati dalla valutazione della dirigenza pubblica bisogna fare in modo che i dirigenti non la vedano come un processo in cui sono soltanto dei “controllati”, ma come uno strumento a loro disposizione per mettere in mostra i risultati raggiunti e recuperare un rapporto con i cittadini. Insomma, la valutazione come opportunità, come leva di riscatto per la dirigenza. Se si affermasse questa visione, ecco che ci sarebbe la volontà dei dirigenti di essere coinvolti e di partecipare alla definizione dei sistemi di valutazione.

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