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CAD e gestione documentale: cosa è veramente successo

Il video del keynote è disponibile su innovatv.it a questo link.

Pubblica Amministrazione che si trasforma: Cloud Computing, Federalismo, Interoperabilità.

 Le amministrazioni dal punto di vista delle dimensioni e delle possibilità di progettare e gestire sistemi informativi complessi, non sono tutte uguali; se però le consideriamo dal punto di vista degli adempimenti previsti dal CAD, o dalla normativa sulla tutela dei dati personali, hanno tutte senza distinzioni gli stessi obblighi giuridici: da questa considerazione parte Osnaghi per affermare che lo Stato dovrebbe offrire soluzioni e creare le condizioni perché siano resi disponibili alle amministrazioni servizi standard certificati, e questo si potrebbe fare proprio utilizzando la tecn

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L'open data dalle parole ai fatti. Ma cosa dice la norma?

Se un’amministrazione volesse aprire i propri dati, secondo le norme vigenti potrebbe farlo? Quali potrebbero essere limiti e tranelli da cui guardarsi bene? A queste domande risponde Elio Guarnaccia che chiarisce subito che sebbene la normativa in materia privacy sia spesso indicata come un ostacolo alla realizzazione dell’open data, nei fatti non è così. “Quella sulla privacy – sostiene – è una normativa a tutela  del cittadino e in questo senso va applicata. Dunque non si riferisce a quei dati aggregati per cui non c’è riferimento a un soggetto individuato o individuabile”.

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Opportunità e punti di attenzione nell’implementazione del Cad e nel nuovo sviluppo del SPC

Per Francesco Tortorelli l’interoperabilità è un tema vastissimo che tocca ambiti molto ampi e differenti ed è anche per questo che il presupposto per realizzarla è quello di lavorare con un approccio sistemico sia a livello tecnico sia a livello di governance. In Europa la Digital Agenda impegna i Paesi membri per i prossimi 10 anni ad effettuare politiche coerenti con i principi in essa contenuti, compreso quello di realizzare un’infrastruttura per l’interoperabilità (programma ISE).

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I gruppi di lavoro istituiti da DigitPA per l’attuazione del CAD

DigitPA ha il compito di definire le regole tecniche e attuative per consentire l’effettiva applicazione del Codice dell’Amministrazione Digitale. Come si sta muovendo, quindi, DigitPA? Ce lo spiega Maria Pia Giovannini che, nella sua relazione, illustra i gruppi di lavoro istituiti per lo studio, l’approfondimento e la redazione delle regole tecniche in alcuni ambiti identificati come prioritari, come la firma digitale, le banche dati e l’identità digitale.

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Per un effettivo esercizio dei diritti di comunicazione digitale

 L’articolo n.3 del Codice dell’Amministrazione Digitale stabilisce che i cittadini hanno diritto ad utilizzare la tecnologia per tutti i rapporti con la Pubblica Amministrazione. Questo diritto non è effettivamente esercitato né garantito a livello collettivo, mentre da qui bisogna partire per costruire una PA più efficace ed efficiente. Anche da parte dei cittadini – sottolinea Gerittsen – dovrebbe esserci una spinta maggiore per far valere questo loro diritto. 

L’impegno della Regione Siciliana per la semplificazione e la digitalizzazione della PA

Gaetano Armao fa il punto sul processo di riforma e innovazione che la Regione Siciliana sta portando avanti e nell’ambito del quale è stato recepito il Codice dell'Amministrazione Digitale. Tra gli interventi ricordati dall’Assessore Armao, la legge regionale sulla semplificazione amministrativa (legge regionale 5 aprile 2011 n. 5), il Piano per l'innovazione tecnologica della Regione (PITRE), da predisporre entro giugno 2011, e il protocollo di intesa firmato nel dicembre 2010 tra il ministro Brunetta e il governatore della Regione Siciliana.

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La gestione digitale del patrimonio documentale: le soluzioni per l'innovazione dei processi nella PA

L’adozione di strumenti e soluzioni utili alla dematerializzazione dei processi documentali comporta, per le Pubbliche Amministrazioni, vantaggi indiscutibili in termini di risparmio, di miglioramento dell’efficienza e di riduzione del margine di errore. In particolare la Pubblica Amministrazione può ottenere vantaggi specifici in termini di miglioramento del rapporto con il cittadino, con il territorio e con le imprese.

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Nuovo CAD: un'opportunità per le imprese?

Paolo Angelucci riportando il punto di vista di Assinform (Associazione nazionale delle aziende di servizi di informatica e telematica) sottolinea le opportunità, ma anche i rischi, che il nuovo CAD porta con sé per le imprese di settore, ma anche per tutte le imprese in generale. Si tratta di una grande occasione, che però per essere colta necessita di una reale revisione dei processi da parte delle amministrazioni.

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Il nuovo CAD: autenticità dei documenti e certezza del diritto

Garantire l’autenticità dei documenti e garantire la certezza del diritto: sono i due obiettivi che, assieme all’efficienza e alla semplificazione, la PA deve perseguire nella sua opera di digitalizzazione. Lo sottolinea con forza Andrea Lisi nell’esaminare alcuni punti del nuovo CAD che presentano ancora debolezze e rischi; primo fra tutti, l’aspetto della conservazione digitale. Gli archivi digitali, sottolinea Lisi, devono consentire a pubblici ufficiali di prelevare documenti e attestare la loro conformità o autenticità; e questo non solo oggi ma anche tra dieci, venti o cento anni.

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