Cerca: Intervento, Atti FORUM PA 2008, politiche socio-sanitarie

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Il punto di vista degli infermieri sul processo di integrazione socio-sanitaria.

Sono tre i concetti chiave su cui verte l’intervento di Marcello Bozzi: i bisogni di salute dei cittadini, l’assistenza primaria e la programmazione. Leggi tutto

Catalizzare l’integrazione

Stefano Inglese ha organizzato questo convegno come prosecuzione del lavoro iniziato con la Conferenza sulle Cure Primarie tenutasi a Bologna nel febbraio 2008. La discussione e l’operatività si svolgono su due assi: quello che riguarda l’integrazione istituzionale ai diversi livelli e quello che presta attenzione alla dimensione dell’integrazione professionale e disciplinare. Scopo dell’evento è quello di partire dalla dichiarazione dei dieci principi di Bologna per rilanciare, riaprire e mantenere viva la discussione sui sistemi di assistenza primaria.

Politiche per la sicurezza: l'importanza della concertazione istituzionale

L'importanza di politiche per la sicurezza concordate e concertate tra i diversi livelli istituzionali è il tema trattato nel suo intervento da Luisa Laurelli, Presidente della Commissione Consiliare Speciale Sicurezza ed Integrazione sociale, Lotta alla Criminalità del Consiglio Regionale del Lazio. In mancanza di questa concertazione possono nascere fenomeni di allarmismo, dovuti alle diverse valutazioni da parte delle istituzioni, mentre politiche divergenti tra loro possono generare effetti negativi dal punto di vista della coesione sociale.

Disagio sociale e sicurezza: la situazione nei piccoli Comuni

Come sindaco di un comune molto piccolo (il Comune di Paganico Sabino, con 190 abitanti), Clemente Dominici inserisce ed esamina il problema della sicurezza all'interno di questo tipo di realtà, in particolare in relazione alle competenze della polizia municipale, che in alcuni piccoli Comuni non c'è, se c'è fa part-time e, soprattutto, non ha i mezzi necessari a svolgere al meglio il proprio lavoro. L'Anci, in sintonia con la Regione, dovrebbe porsi il problema di dare nuove forme di organizzazione alla polizia municipale nei piccoli Comuni.Leggi tutto

La sicurezza nei piccoli Comuni

Emilio Cacciotti, sindaco di Carpineto Romano, comune con meno di 5mila abitanti, mette in evidenza il problema fondamentale di questo tipo di realtà: la mancanza di risorse finanziarie, che non consente di porre rimedio alle carenze organizzative in materia di sicurezza. Il problema va poi affrontato anche dal punto di vista sociale: se i cittadini temono soprattutto la microcriminalità, bisogna comprendere i fenomeni prima di affrontarli.Leggi tutto

Le condizioni indispensabili per l’integrazione reale

Per parlare di integrazione – spiega Pier Natale Mengozzi – si deve individuare contemporaneamente ciò che va dato sul piano sanitario e ciò che va dato sul piano socio-assistenziale. Se si hanno i LEA ma non si hanno i LIVEAS non si ha l’integrazione. Bisogna quindi in primis cercare di capire quanto vorrebbe dire in termini economici un Fondo sociale nazionale e poi decidere quali sono i diritti sociali e quali quelli sanitari. Una volta stabiliti quali sono i diritti, per tutto ciò che non è diritto va fatta una grande campagna per la compartecipazione dei cittadini alla spesa sociale.

Le azioni e i paradigmi necessari per la costruzione dell’integrazione

Per FIASO l’integrazione deve essere il senso stesso dell’innovazione nelle aziende sanitarie per quanto riguarda la parte territoriale; fare integrazione – spiega Francesco Ripa di Meana – significa ripartire dal fatto che chi governa, chi gestisce e chi paga devono agire in un unico sistema e che l’ elemento di governo deve essere unico. A questo scopo è stato creato un Laboratorio che parte dalla definizione di che cosa è il servizio per poi misurarlo e misurarne l’impatto in termini di qualità e di quantità valutando anche i modi in cui fino ad esso si è proceduto all’integrazione.

Approfondire la valutazione secondo le complesse articolazioni dei livelli qualitativi

Carla Colicelli sottolinea come l’aziendalizzazione e il federalismo abbiano permesso al sistema sanitario di fare dei passi in avanti ma abbiano anche prodotto alcuni problemi aggiuntivi, in primis alcune soluzioni troppo burocratizzate, troppo legate alla dimensione economica e poco attente all’esito degli interventi e alla qualità delle prestazioni pubbliche.Leggi tutto

Sistematizzare i processi valutativi per implementare i percorsi di qualità

Dopo aver specificato le declinazioni del concetto di valutazione Francesco Ripa di Meana sottolinea come la grande discrezionalità e la negazione della possibilità di valutare siano a monte del difficile legame tra Direzione Generale e politica. Per questo FIASO sta lavorando sulla legittimazione di una quindicina di indicatori per proporre un metodo semplice di raggiungere il vero obbiettivo: che in tutta Italia si faccia una valutazione oggettiva e che non ci siano luoghi dove c’è un’ossessione valutativa e luoghi dove non si fa nulla.

Responsabilità territoriali, perequazione e risorse per una sanità valutabile

Quella del bilancio - sostiene Mengozzi - non può essere l’unica priorità della valutazione e una certa visione del federalismo può diventare dirompente perché il processo solidaristico è quello che fino ad oggi ha tenuto in piedi il sistema sanitario pubblico. Mengozzi propone allora di ragionare sull’introduzione dell’obbligatorietà della valutazione purché essa sia sostenuta con le risorse necessarie.Leggi tutto