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Accesso ai vertici della PA: mettersi in gioco, da “Playmakers” a “Movimentitaly”

Sangiorgi presenta i risultati del progetto “Playmakers”, promosso da Andigel e Fondazione Alma Mater  con l’obiettivo di individuare un modello che sia di supporto per la scelta delle figure di vertice negli enti locali, attraverso la definizione delle competenze necessarie e la valutazione dei profili professionali.

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Il progetto “Playmakers”: bilanci e prospettive

Andigel e Fondazione Alma Mater  promuovono da oltre due anni il progetto “Playmakers” con l’obiettivo di elaborare un modello per definire il profilo dei Direttori Generali degli Enti locali e individuare così le caratteristiche che deve avere chi vuole ricoprire questo ruolo. Nel progetto rientrano, quindi, la valutazione dei profili e delle competenze, lo sviluppo delle professionalità e la definizione di interventi formativi.

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La PA come “sistema”: una visione necessaria per la selezione dei vertici apicali

La selezione dei vertici apicali delle amministrazioni è un argomento centrale e difficile da affrontare, in cui si inseriscono tre elementi: il tema del rapporto fiduciario, che non si può ignorare; il vincolo sul cosiddetto sistema dello spoil system; il tema delle competenze e professionalità necessarie. Questo il quadro tracciato da Andrea Garlatti, che sottolinea come tutto ciò si inserisca in un contesto in cui ci sono enti locali con molto personale e grandi professionalità e altri sotto organico, e in cui sono presenti forti limiti agli incarichi esterni.

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Dirigenza pubblica: come coniugare incarichi fiduciari e garanzia di professionalità

Carlo Mochi Sismondi introduce il convegno presentando premesse e obiettivi del progetto Movimentitaly, promosso da FORUM PA insieme ad Andigel e alla Fondazione Alma Mater dell'Università di Bologna, per trovare una metodologia in grado di risolvere il problema della modalità di accesso alla dirigenza pubblica. La premessa è che, a partire dagli anni Novanta, sostanzialmente con la riforma Bassanini, è stata riconosciuta al vertice politico di una organizzazione la potestà di scegliere con incarico fiduciario la dirigenza.

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Valutare e monitorare la professionalità della dirigenza pubblica

Michele Bertola introduce alcuni elementi di riflessione sulla figura del Direttore Generale: la provenienza diversificata (da enti, aziende private, aziende municipalizzate, PA centrale); il fatto che l’esperienza come DG sia spesso solo una tappa di una carriera che contempla varie esperienze; il fatto che vengano richieste competenze molto varie, funzionali alle specifiche esigenze del singolo ente; il fatto che queste competenze non siano definite una volta per tutte, ma mutino nel tempo in relazione ai nuovi bisogni dell’ente.

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Una dirigenza competente per una PA più moderna

Il capitale umano e l’innovazione possono costituire la chiave di volta dell’amministrazione locale, sono i due aspetti che potenzialmente fanno crescere la performance di un Comune. Lo sottolinea Marcello Moro evidenziando come, in questo, un ruolo fondamentale venga svolto dal direttore generale, una figura che invece troppo spesso è stata usata solo per assegnare cariche “di favore”.

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