Cerca: Intervento, Sviluppo e Competitività, tecnologie per i beni culturali

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Il patrimonio culturale italiano come vantaggio competitivo

Mario Resca sottolinea come sia finita per l’Italia l’epoca dello sviluppo manifatturiero, e come il Paese debba invece puntare sul più produttivo degli investimenti possibili: la tutela e la divulgazione del proprio patrimonio culturale e paesaggistico. Dopo aver letto un messaggio del Ministro Galan, Resca illustra l’azione della DG per la valorizzazione incentrata sul recupero di quote di mercato nella grande competizione turistica internazionale. Il 2010 ha visto un aumento del 16% dei visitatori nei musei statali, con un conseguente aumento dei ricavi del 7,5%.

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Passato e presente: animus loci e tecnologie per la promozione culturale

Prendendo come esempio il Museo del Vetro di Murano o la vendita on line di artigianato artistico dalle colline toscane, Scognamiglio sottolinea come sia fondamentale saper coniugare un’ottima valorizzazione dello spirito dei luoghi e un efficace sviluppo dei nuovi mezzi di comunicazione per promuovere veramente il patrimonio culturale italiano.

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La customer experience e la cura della fruizione culturale

Andrea Granelli concentra il suo intervento sul necessario dialogo tra tradizione e innovazione che si deve istaurare quando si parla di consumo culturale. L’attenzione a come il consumatore entra in rapporto con la cultura è un tema su cui non ci si interroga abbastanza, mentre invece è fondamentale studiarlo per elaborare nuove forme di mediazione e promozione culturale.

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Tutela del patrimonio e sviluppo culturale del cittadino

Il Generale Muggeo presenta l’attività del Comando per la Tutela del Patrimonio culturale dell’Arma dei Carabinieri, fondato nel 1969 e da allora attivo nella protezione dei beni e dei siti artistici nazionali. Poter fruire delle opere – dice Muggeo – significa poter annodare il passato al presente per costruire un futuro migliore. In quest’ottica il comando si è dotato di una banca dati unica al mondo per ricchezza di contenuti: ciò che non è catalogato è inesistente, mentre ciò che si conosce è più facile da ritrovare.

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La cultura come ingrediente dinamico del benessere sociale

Dopo aver richiamato l’attenzione sulla scarsezza delle risorse a disposizione, la dr.ssa Recchia sottolinea come il MiBAC debba recuperare una legittimazione a livello di opinione pubblica, da una parte nei confronti di chi protesta per i tagli, e dall’altra di quei contribuenti che non fruiscono di cultura pur partecipando economicamente alla sua produzione.

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La fruizione e conservazione del patrimonio digitale

Oggi parte della produzione artistica nasce già dal digitale. E' per questa ragione che è necessario studiare sistemi di conservazione del patrimonio digitale attraverso le nuove tecnologie. Pontevolpe si sofferma sulle tipologie di documento utilizzate oggi (testi su siti web, mail ecc...) evidenziando le differenze con i testi del passato e di coseguenza i vari modi di conservazione dei dati

La tecnologia applicata ai Beni Culturali: l'esperienza del Comune di Roma

Come può la tecnologia essere al servizio dei beni culturali? Nonostante l'alta concentrazione di patrimonio culturale in Italia e una cospicua presenza sul territorio nazionale di aziende produttrici di strumenti e prodotti informatici, manca ad oggi il punto di incontro tra le parti. Questo produce un effetto negativo sull'utilizzo corretto della tecnologia applicata alla sfera culturale. L'Assessore Croppi pone l'accento sul problema dell'accesso alla rete da parte di tutti a costo zero e sulla possibilità e i vantaggi, per le amministrazioni pubbliche, di utilizzare i software open source.

L'industria informatica e i Beni Culturali

L’intervento di Paolo Vigevano muove dalla questione di modi e spazi di intervento per l’informatica nel settore dei beni culturali. Riflettendo sull’opportunità di costituire uno strumento ad hoc nell’industria culturale, ipotizza la formazione di un consorzio no profit, che non sia sotto un Ministero ma lavori a stretto gomito con la PA.

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Tecnologie, Made in Italy e Beni Culturali

Livio Barnabò illustra obiettivi e approccio innovativo verso il made in Italy, cogliendone la relazione con le tecnologie e i beni culturali. Alla base la volontà di superare il concetto di distretto per lavorare sulla filiera, seguendo tre linee di politica industriale: approccio al mercato dal tattico allo strategico, terziarizzazione virtuosa del manufatturiero, realizzazione di progetti di benchmarking per il futuro competitivo delle pmi.

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Fisicità, formazione e immaterialità: l’articolata composizione del valore culturale

“Il più grande lutto dell’antichità è stato l’incendio della Biblioteca di Alessandria”: da questa immagine l’Assessore Mongiu parte per descrivere l’importanza epocale assunta dalle nuove tecnologie per la conservazione e la promozione dei beni culturali. La Regione Sardegna raccogliendo questa sfida si è dotata e sta implementando un’articolata digital library orientata a valorizzare tutti gli aspetti collegati all’immaterialità del patrimonio culturale.