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La circolarità del patrimonio informativo della PA

Il concetto di” patrimonio informativo pubblico” apre uno spazio importante di innovazione nelle regole come nelle pratiche. Questo è il centro dell’intervento di Andrea Nicolini, che analizza opportunità e limitazioni alla circolarità del dato in campo normativo e tecnologico, individuando nel CAD il principale riferimento e in SPC uno strumento imprescindibile, sottolineando come i veri possessori del dato siano in ultima istanza cittadini e imprese.

Il patrimonio informativo di Sogei come strumento cognitivo di supporto alle decisioni

L’Ufficio Studi di Sogei da settembre 2007 sta lavorando ad uno studio articolato sul federalismo fiscale, il Presidente Gilberto Ricci ne annuncia la prossima uscita e nel suo intervento individua tre aree per le quali il sistema informativo della Società può essere un importante strumento di sviluppo: l’area della perequazione, l’area della cooperazione amministrativa e quella della cooperazione informatica.Leggi tutto

Patrimonio informativo, logiche e strumenti di azione di Sogei

Dopo una breve presentazione di Sogei Valerio Zappalà introduce le logiche con le quali la Società mette a disposizione dei soggetti istituzionali interessati il suo importante patrimonio di dati e servizi. All’illustrazione di alcuni prodotti di punta destinati alle PAC e alle PAL l’AD di Sogei fa seguire in questo intervento un approfondimento su due esigenze che egli riscontra nel sistema istituzionale: sviluppare la logica bidirezionale tra centro e periferia ed evitare sovrapposizioni di back office.

Conservare il digitale: un confronto internazionale

Mario Durignon presenta il convegno internazionale, tenutosi ad Asolo il 29 settembre 2006, dal titolo “Conservare il digitale: un confronto internazionale” riportando sommariamente i temi e le questioni affrontate dai vari relatori intervenuti offrendo un panorama vasto in materia di conservazione dei dati e sull’utilizzo di tecnologie digitali nei vari settori.

L’azione Digital Preservation Europe in una rete di best practice

Secondo Maurizio Lunghi, riprendendo i concetti espressi precedentemente da Alfredo Ronchi, nonostante il digitale abbia un enorme potenziale di utilizzo, presenta tutt’oggi elevate limitazioni nella conservazione dei dati. Quando il mondo si è affacciato al digitale, si pensava che la tecnologia fosse in grado di conservare e mantenere tutto; in realtà, a parte i costi elevati di gestione, è d’obbligo tenere in considerazione le scadenze temporali del digitale.

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L’azione Digital Preservation Europe in una rete di best practice

Chiara Cirinnà presenta il progetto Digital Preservation Europe indicando gli obiettivi principali prefissati da questa rete di coordinamento internazionale: creare una piattaforma polifunzionale, stimolare la diffusione dei servizi per la conservazione dei contenuti digitali e aumentare la consapevolezza, le capacità e le risorse disponibili. Particolare importanza ricopre la formazione e la specializzazione nel settore della digital preservation (repository con materiale per corsi, sviluppo di programmi formativi ecc…).

La valutazione come strumento per garantire un PA per lo sviluppo

Giuseppe Pennella, nelle sue conclusioni, sottolinea come i soggetti che hanno a cuore la crescita debbano misurare a valutare in maniera precisa basandosi su elementi certi e inconfutabili. C’è bisogno di terzietà e di indipendenza perché ordinare le informazioni significa eliminare i condizionamenti cresciuti nel tempo: quando il dato è certo e condiviso le scelte irragionevoli sono più difficili. Forse è anche giusto ridurre i costi della politica e dell’Amministrazione ma il vero punto è garantire la tenuta della PA per lo sviluppo.

La seconda fase della Ricerca Giannini: strumenti e risorse

Maria Letizia D’Autilia parla del contributo dell’ISTAT alla seconda fase della Ricerca Giannini, illustrando gli strumenti e le risorse che l’Istituto può mettere a disposizione. Nel 1997 l’ISTAT, attraverso una commissione di studio, predispone un nuovo impianto per le statistiche strutturali sulla Pubblica Amministrazione.

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La tutela della riservatezza nel sistema bancario

Zoffoli si chiede cosa accadrebbe se informazioni di carattere personale, derivanti da normali gesti quotidiani, quali pagamenti con carta di credito, venissero utilizzate da qualcuno in modo illecito. Nel settore Bancario la tutela della riservatezza è una esigenza primaria, da cui scaturisce l’esigenza di una azione volta a formare in primo luogo una “cultura della privacy” negli operatori del settore.

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Programmi di decentramento e diffusione delle informazioni

La banca dati dell’Anagrafe tributaria, afferma Ricci, è oggi la banca dati dell’economia italiana. Il governo, consapevole dell’enorme quantità di informazioni, ha inserito nella legge finanziaria una serie di disposizioni che prevedono uno dei più grandi programmi di decentramento e di diffusione delle informazioni ad altri settori. Si è inoltre rafforzato il sistema di sicurezza, già esistente, inserendo sempre più sistemi rigorosi per accesso alle informazioni, segmentandole.

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