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Le politiche di valorizzazione del patrimonio culturale nel Quadro Strategico Nazionale 2007 – 2013

Gregorio Angelini illustra come il MiBAC stia portando a conclusione la redazione del Documento Unitario di Strategia Specifica (DUSS), come previsto dalle disposizioni del Quadro Strategico Nazionale e della Delibera di attuazione. Per godere appieno della opportunità rappresentata dal QNS in sinergia con i Fondi europei, il settore dei beni culturali italiano deve correggere l’eccessiva dispersione delle risorse e programmare in modo coordinato e parallelo tutte le risorse aggiuntive a quelle regionali.

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Patrimonio culturale italiano: spesa pubblica, spesa privata, spesa sociale

Walter Santagata presenta il Libro bianco sulla creatività. La domanda di partenza è: esiste un modello italiano di creatività? Santagata ne delinea uno che, facendo leva su tecnologia, stile di vita italiano, cultura e tradizioni, permette un posizionamento competitivo dell’Italia sullo scacchiere internazionale. Il modello italiano risulta strategicamente vincente per due motivi: la qualità materiale del Made in Italy e la sua forte connotazione sociale.Leggi tutto

Dare valore all'e-Gov attraverso la pianificazione strategica

Oggi è possibile aggiornare e riformulare le strategie di eGovernance attraverso una migliore pianificazione strategica delle iniziative. La relazione vuole fornire una chiave di lettura nuova alle esigenze delle città digitali, apportando il contributo di quattro anni di ricerche sul tema della misurazione e del design degli interventi di e-Government.

“Valorizzazione dei beni culturali: intervento pubblico e contributi privati”

Presentando il punto di vista delle aziende, Patrizia Asproni sostiene l’opportunità di dare spazio ai privati nella gestione museale. Riconosce nella formula del controllo statale e della gestione delegata ai privati una strategia potenzialmente vincente. La presenza forte del pubblico nella gestione rallenta il raggiungimento di risultati a causa del peso dei partiti politici, della burocrazia e di un modello di gestione inefficiente a cui si somma una storica incapacità a leggere i dati legati ai beni culturali in chiave economica.Leggi tutto

Analisi dei processi di dematerializzazione

Valentina Casola riporta l’analisi dell’esperienza di dematerializzazione avviata presso la Regione Campania e l’Università di Napoli. Due le principali considerazioni: la necessita di ridisegnare innanzitutto il processo informativo, scardinando le pratiche quotidiane con cui si lavora sui dati e educando le persone ai nuovi strumenti informatici e l’opportunità di costituire un’interazione di filiera verticale,

La strategia organizzativa degli archivi digitali

Maria Grazia Pastura individua nella cooperazione interistituzionale la strategia vincente sul piano della dematerializzazione, rilevando la necessità di dotare ogni struttura di un modello di riferimento per il proprio archivio. Senza dubbio la dematerializzazione va inserita in una logica di sistema che tenga conto delle fasi di gestione e di conservazione.

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Il Decalogo ANDIGEL per la riforma del Codice delle Autonomie

Nel dibattito sulla riforma del Codice delle Autonomie, l’Associazione dei Direttori Generali ha scelto di non proporre un punto di vista che riguarda la propria funzione e la propria categoria professionale, perchè non è più tempo che chi opera nella PA si preoccupi in primis della propria sopravvivenza: la priorità deve essere la modernizzazione ed il funzionamento del sistema Paese. Per questi motivi ANDIGEL ha proposto un semplice decalogo per il legislatore.

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Cure primarie: l’esperienza della Regione Emilia Romagna

I molteplici cambiamenti demografici e le continue trasformazioni dei processi assistenziali mettono in luce un’importante questione: chi gestisce e governa l’intero sistema delle cure primarie? Durante la conferenza nazionale sulle cure primarie di Bologna, anche sulla base del rapporto 2006 dell’OMS, emerse la reale necessità di trovare degli attori che potessero da un lato, guidare il sistema assistenziale, e dall’altro erogare i servizi. La giusta chiave di lettura è, quindi, una corretta integrazione istituzionale ai vari livelli di governo e una maggiore integrazione professionale.

Comuni ed enti locali nel processo di dematerializzazione

Sonia Massobrio propone una riflessione sul ruolo di Comuni ed Enti locali nel processo di dematerializzazione, osservando come la dinamica istituzionale verso il federalismo non faciliti la definizione chiara di funzioni e competenze tra livelli amministrativi. Accogliendo con generale favore l’approccio dei lavori interregionali, chiarisce le istanze degli Enti locali.

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Integrazione multidisciplinare: medici, infermieri e assistenti sociali insieme per sostenere la persona.

I Medici di medicina generale partecipano attivamente ai processi di integrazione a vari livelli: istituzionale, territoriale, interdisciplinare. Giacomo Milillo, però, pone l’attenzione su un processo necessario per il sostegno e la cura delle persone che vede coinvolte varie figure professionali: l’integrazione multidisciplinare. Secondo il Segretario Generale della FIMMG, il medico generale deve essere affiancato da altre due figure: l’infermiere e l’assistente sociale.

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