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La presenza femminile nelle amministrazioni pubbliche

Beatrice Magnolfi presenta la Direttiva per le carriere femminili nella PA soffermandosi su alcuni dati che confermano un’alta percentuale (54%) di donne presenti nella Pubblica Amministrazione; tuttavia per ruoli dirigenziali e apicali i numeri sono ancora bassi. Nonostante le donne che lavorano nella PA siano tutelate dal punto di vista normativo, questo non giustifica il basso numero di presenze; purtroppo in molti casi le leggi non vengono rispettate.

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Le Donne in uno scenario nuovo della PA. La Direttiva per le carriere femminili nella PA

Maria Giulia Catemario presenta la direttiva per le carriere femminili nella PA da un punto di vista più tecnico soffermandosi sul motivo che ha portato alla redazione di questa direttiva (attuazione delle norme vigenti, maggiore presenza delle donne in posizioni apicali, fornire linee guida alle amministrazioni ecc…).

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Una direttiva per la PA con obiettivi da proiettare nel mondo del privato

Paola Mascaro presenta il punto di vista del mondo privato. Secondo il suo parere il ruolo della Pubblica Amministrazione deve essere più ampio e dovrebbe tendere uno sguardo anche al settore privato. In realtà esistono molte analogie tra pubblico e privato e alcuni punti affrontati dalla Senatrice Magnolfi nel suo intervento trovano largo consenso anche nel settore privato tenendo tuttavia in considerazione gli aspetti specifici dei due settori: valorizzazione delle differenze e innovazione.

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Le donne e la carriera diplomatica. Piccoli passi per grandi successi

Emanuela D’Alessandro racconta l’evoluzione della carriera diplomatica dal punto di vista femminile. Circa 40 anni fa ci fu la prima donna ambasciatrice; nel 2005 hanno ricevuto l’incarico due diplomatiche. L’abisso tra uomini e donne è enorme e nonostante all’interno del MAE si registri un 46% di presenza femminili, la percentuale scende vertiginosamente al 14% per le donne in carriera diplomatica e al 34% per la carriera direttiva-amministrativa. Rispetto al passato si sono fatti notevoli passi in avanti.

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Una migliore organizzazione sociale per garantire i diritti alle donne

Cecilia D’Elia sottolinea che la direttiva per le carriere femminili nella PA può apportare notevoli benefici a tutte le donne e non solo a quelle che lavorano nella Pubblica Amministrazione. Il problema fondamentalmente risiede non tanto nelle leggi, già presenti, quanto piuttosto nell’organizzazione sociale. Il Comune di Roma registra un’alta presenza di donne (62%), soprattutto in alcuni settori, in particolar modo a livelli intermedi ma il numero di presenze femminile scende per le posizioni apicali.

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L'alto valore della direttiva per le donne

Caterina Cittadino sottolinea l’importanza e l’alto valore della direttiva per le carriere femminili nella PA che, non aggiungendo altre norme a quelle già presenti, non fa altro che mettere in evidenza le leggi già vigenti. Ciò che la direttiva tende a fare è educare gli amministratori a rispettare e mettere in pratica le norme. Alcune riflessioni vengono fatte sul tema delle donne, il lavoro pubblico e le riforme dell’impiego con un occhio attento al precariato e al rapporto delle donne con la scienza e le tecnologie.

La violenza contro le donne: analisi del fenomeno e risposta istituzionale

Alessandra Kustermann sottolinea il ruolo dei media nell’emersione di reati sulle donne perpetuati da extra-comunitari e rimarca il fatto che la violenza domestica è una delle prime cause di morte per omicidio. Ritiene occorra spostare la riflessione dalla presunta straordinarietà dei fenomeni di violenza ad una attenta osservazione degli eventi. Kustermann riporta i dati raccolti dall’Istat sulle violenze alle donne italiane. I partner e gli ex partner sono i responsabili della quota più elevata di tutte le violenze fisiche e sessuali.

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Gli Enti Locali e gli interventi per la conciliazione. L’esperienza del progetto TEMPO del Comune di Firenze

Uomini e donne sperimentano in modi diversi la dimensione temporale a causa dei ruoli che la società assegna loro; poiché il tempo di vita coincide generalmente con il tempo di lavoro – che potremmo considerare di natura maschile - agli altri tempi, dedicati a compiti tradizionalmente femminili come la cura della casa e della famiglia, viene attribuito scarso valore sociale.

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Il tempo delle donne: una risorsa inestimabile

I dati OCSE dimostrano che il tasso di fertilità in Italia è fra i più bassi dei Paesi membri, mentre il tasso occupazionale delle madri con figli di età inferiore ai 6 anni è pari al 53%, contro il 78% svedese e il 65% francese. Al contrario di quanto si pensa comunemente, più le donne lavorano e più hanno la volontà/possibilità di avere dei figli.

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