Cerca: Intervento, Accountability, Atti FORUM PA 2009

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Quale futuro per il giornalismo d’inchiesta in Italia?

Il giornalismo dovrebbe servire a "mettere il sale sulla coda di chi comanda, esercitare il controllo su chi ha il potere". A ricordarcelo è Paolo Mondani, giornalista di Report, che a questo proposito lancia una provocazione: è possibile assistere senza dire nulla al fatto che l'inchiesta giornalistica sparisca dai quotidiani e dalla televisione? Un problema che oggi esiste: né Rai né Mediaset stanno costruendo giornalisti d'inchiesta e quelli che ci sono stanno invecchiando; ci sono soggetti nuovi, come Current Tv, ma le realtà più tradizionali si chiudono rispetto a queste realtà nuove.Leggi tutto

Il bilancio partecipato nella Regione Lazio

"“A quale ambito di bilancio regionale, secondo te, dovrebbero andare risorse aggiuntive per l'anno 2010?”. Questa la domanda che la Regione Lazio pone ai propri cittadini all’interno dell’iniziativa “Metti la tua voce in bilancio”.Leggi tutto

Questa class action non è una class action

La class action verso la PA è una class action fittizia, perché non risponde ai due criteri fondamentali: l’interesse collettivo e il risarcimento del danno. Constatato ciò, Carlo Riccardi si domanda perché un cittadino dovrebbe aderire a una azione collettiva. Con questo disegno normativo esiste una convenienza in termini di costi – benefici per il cittadino che decide di partecipare a una azione collettiva? La conclusione è che sarebbe più opportuno prevedere meccanismi stragiudiziali più semplici e efficaci

Impresa, corruzione e PA: questione di responsabilità

Marcella Panucci propone una riflessione sui fattori endogeni all’impresa che favoriscono fenomeni corruttivi. A partire dal Decreto legislativo 231/2001, il mondo dell’impresa ha dedicato crescente attenzione ai sistemi di controllo interno, attraverso la mappatura del rischio e la proceduralizzazione delle attività. Un punto fondamentale su cui lavorare rimane la responsabilizzazione e l'eventuale sanzione del dirigente pubblico come dell’amministratore d’impresa.

Giornalismo e web: fine dei giornali di carta?

La carta stampata avrà un ruolo se saprà fare da filtro e cercare di competere con internet non sulla quantità, ma sulla qualità dell’informazione. Federico Ferrazza risponde così all’ormai nota domanda: il web ucciderà i giornali? Il problema sta, quindi, nel dare un taglio diverso ai diversi mezzi di informazione: carta e tv, per esempio, non devono per forza puntare sulla velocità dell’informazione ed è inutile cercare di competere con il web da questo punto di vista.Leggi tutto

Mettiamoci la faccia. Il customer focus del Comune di Parma

180.000 abitanti, 32 sedi distaccate riunite in un’unica dal 2000, 1500 dipendenti in un edificio costruito in project financing, 40 sportelli polifunzionali, 420 servizi sotto analisi per comprimere al massimo i tempi, un grande e continuo sforzo di formazione dei dipendenti. E’ il Comune di Parma, che, spiega Bernini, punta a una nuova relazione con il cittadino e “ci mette volentieri la faccia”.

Mettiamoci la faccia. Il customer focus del Comune di Bolzano

Come la misurazione della qualità entra nella gestione? Caramaschi risponde illustrando la riorganizzazione del Comune di Bolzano, che ha portato da 13 a 7 dirigenti apicali, attraverso l’aggregazione per macro processi e attività omogenee, il controllo di gestione secondo le indicazioni europee, il piano di sviluppo strategico, il quadro di qualità in cui rientrano carte dei servizi e rilevazione della soddisfazione.

Mettiamoci la faccia. Il customer focus del Comune di Reggio Calabria

Il percorso intrapreso dall’amministrazione comunale di Reggio Calabria, unico comune del Mezzogiorno ad adottare la sperimentazione delle emoticon, nell’intervento del sindaco Giuseppe Scopelliti. L’obiettivo è rendere l’amministrazione capace di coinvolgere il cittadino. Nota dolente rilevata: spesso la politica è più veloce della pubblica amministrazione.

Forza e debolezza della Commissione per l’Accesso

Nel suo intervento Caramazza analizza la storia e le funzioni della Commissione per l’Accesso, che lui stesso definisce come un cane messo a guardia della trasparenza che può abbaiare ma non può mordere. La Commissione, di cui Caramazza illustra dettagliatamente compiti, obbiettivi e procedure, ha infatti poteri di referto, di vigilanza e di proposta ma non ha poteri ordinatori, coercitivi e sanzionatori e non è dunque configurabile come un’Autorità indipendente.Leggi tutto

Accesso, trasparenza a riservatezza: retroscena di un menage à trois

Giacchetti parte con un’analisi storica della nozione di trasparenza e dei suoi rapporti con l’evoluzione legislativa per arrivare a spiegare come l’originario segreto che copriva tutte le decisioni del potere esecutivo si è ristretto al segreto di Stato, al segreto aziendale e al segreto istruttorio. Successivamente l’intervento si concentra sulla nozione di “interesse”, che comprende le motivazioni e determina le condizioni di accesso ai documenti amministrativi.