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Attivare le energie e distribuire le responsabilità per una politica territoriale comune

La percezione pubblica dei beni comuni – sostiene Minervini – oscilla tra la comprensione del loro indispensabile valore come fattore di sviluppo e la convinzione che essi costituiscano fondamentalmente un vincolo rispetto all’autonomia del soggetto e delle energie economiche del territorio. Nell’ottica della loro manutenzione allora il compito della PA è quello di investire in attivazione e in relazioni, laddove attivazione significa capacità di suscitare energie sociali e di distribuire responsabilità rispetto alle sfide globali.

La "tragedia dei beni comuni"

Cosa sono i beni comuni e in cosa consiste la “tragedia dei beni comuni”? Si tratta di beni materiali (il territorio, l’ambiente, le infrastrutture, i servizi di pubblica utilità), ma anche immateriali (la sicurezza, la legalità, la fiducia nei rapporti sociali) il cui stato di salute influisce sulla qualità della vita di ciascuno di noi. In Italia siamo relativamente “ricchi” quanto a beni privati, ma poverissimi, soprattutto nel confronto con gli altri paesi europei, per quanto riguarda i beni pubblici.Leggi tutto

Cittadinanza attiva e partecipazione: la Legge regionale della Toscana

Il percorso della Legge regionale della Toscana, approvata nel dicembre 2007 e promulgata nel gennaio 2008 dopo due anni di lavoro, durante i quali si è cercato di far partecipare più cittadini possibile alla redazione del testo. È stata inoltre introdotta una norma per cui la legge decade dopo cinque anni se non rinnovata esplicitamente al quarto anno dal Consiglio regionale.Leggi tutto

Le condizioni culturali e istituzionali per una maggiore considerazione dei beni comuni

Partendo da esempi quali la gestione politica e mediatica della questione sicurezza, le modalità di contrattazione sindacale e le richieste del settore imprenditoriale Mauro Bonaretti analizza come spesso l’attenzione ai processi sia concentrata più sulla fruizione individuale del singolo che su una consapevolezza del valore dei beni comuni.

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Comunicazione di cittadinanza ed educazione alla sostenibilità

A partire dall'esperienza di promozione e coordinamento di reti di Agende 21 locali e Centri di educazione ambientale sul territorio, una analisi critica dei punti forti e dei punti deboli dei processi in corso, evidenziazione condizioni, strumenti e azioni di miglioramento, esemplificazione di buone pratiche comunicative e partecipative a tutela e presidio dei beni comuni e della sostenibilità ambientale, sociale ed economica

I comportamenti emergenti e gli user generated content in una Intranet 2.0

Mettere le persone al centro della intranet. Far emergere i talenti, dare spazio ai contenuti dal basso. Trovare modalità premianti anche senza i meccanismi di riconoscimento funzionale. Una intranet 2.0 come ambiente di condivisione della conoscenza aziendale. Un palestra per il KM.

La community salverà le città digitali?

"Io mi accontenterei di trovare le informazioni che cerco in un sito della Pubblica Amministrazione. Gli esperimenti sono proprio l'ultima cosa di cui dovrebbero preoccuparsi…”. Questo post scovato in uno dei tanti blog indipendenti riassume l'atteggiamento diffidente dell'utenza evoluta di fronte ad alcuni "timidi tentativi" di introdurre il cosiddetto web 2.0 nella comunicazione online della Pubblica amministrazione. Atteggiamento diffidente dovuto anche al tortuoso percorso di alfabetizzazione informatica seguito dalla Pubblica amministrazione in questi anni.Leggi tutto

Sicurezza e percezione dei cittadini: gli enti pubblici come fonti di informazione affidabile

Antonio Moccaldi aggiunge alcune riflessioni al dibattito sul rapporto tra sicurezza ed informazione, sottolineando come sia fondamentale coniugare la realtà dei fatti con la conoscenza e la percezione da parte dell’opinione pubblica. Esempi negativi sono rappresentati dalla comunicazione sul problema dei rifiuti, sulla questione delle morti bianche o, in maniera ancora più emblematica, dall’informazione sulla produzione di energia nucleare.

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Web 2.0

L’impatto del Web 2.0 sulla Pubblica Amministrazione è legato principalmente al livello di attenzione che la P.A. riuscirà a mettere in questa nuova modalità distribuita di comunicazione. Sicuramente molte barriere oggi sono legate al contesto organizzativo, ma il Web 2.0 nasce proprio con l’obiettivo di interfacciare i cittadini e le imprese con la P.A. utilizzando strumenti semplici e facili da utilizzare.

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Il punto di vista dei giovani

I tempi dell’evoluzione di Internet e del Web corrono veloci: si parla già di Web 3.0. Ma cosa è successo in questi ultimi tre anni? Dopo un breve excursus storico sul Web 2.0, la studentessa Cecilia Dominici arriva a porsi un quesito cruciale sui suoi reali rischi e opportunità: è l’innovazione che è troppo veloce o l’integrazione che è troppo lenta? La P.A.

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