Cerca: Intervento, Accountability, Atti FORUM PA 2008

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Premiare e punire significa tutelare

Cesare Vaciago afferma che non esistono differenze sostanziali tra l’impiegato privato e quello pubblico. In tutto il mondo ogni tipo di impiego si divide in un 25% di persone che tirano la barca, un 25% di persone che sono la zavorra e un 50% di persone che si comporta a seconda di come vede trattati i primi e i secondi. Le due leve che devono essere garantite per via normativa per una sostanziale riforma del lavoro pubblico nella visione di Vaciago sono: 1. la possibilità di punire e premiare i dirigenti; 2. uno scivolo adeguato per incentivare il prepensionamento.

Il principio di responsabilità come chiave di volta per le PA che funzionano

Rino Tarelli rifiuta le formulazioni che nell’ultimo anno hanno costruito l’immagine dei fannulloni perché le considera incapaci di offrire una valutazione seria dei problemi. Bisogna invece a suo avviso ripartire dalle professionalità dei manager pubblici per costruire un sistema fondato sulla responsabilità e la competenza invece che sull’appartenenza politica.

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Come recuperare la fiducia delle comunità locali attraverso la qualità di progettazione delle infrastrutture

Mario Virano parla della costruzione della Torino Lione e dei contrasti sorti con le comunità locali in Val di Susa, come di un fenomeno non occasionale, né legato ad uno specifico territorio o gruppo sociale. Tale vicenda può considerarsi a tutti gli effetti un pezzo della modernità, poiché raccoglie in sé problemi locali e globali. La nostra inadeguatezza rispetto a tali fenomeni deriva da una ritardo culturale, normativo e amministrativo nel gestire dinamiche “glocal”.Leggi tutto

Il ritardo nelle infrastrutture: un problema di fiducia e partecipazione dei cittadini

Per Marco Baldi il grave ritardo nel processo di trasformazione del territorio ha la sua causa non tanto nella scarsità di risorse finanziarie, come si riteneva in passato, quanto nella perdita di fiducia, sedimentata nel Paese, nei confronti di coloro che le infrastrutture devono progettarle e realizzarle. Vi è quindi una scarsa “tensione collettiva” che dimostra come il Paese non sia sensibile a questo tema.Leggi tutto

Pratiche partecipative e governo del territorio

Le pratiche partecipative nascono dal carattere discutibile dei modelli di assetto futuro e dalla loro debole capacità di legittimazione. Nel caso del progetto urbanistico, come nella progettazione delle infrastrutture, mettono in causa il carattere astratto della razionalità tecnica economica delle pratiche tradizionali. Mettono in crisi globalmente i tradizionali dispositivi tecnico politici con cui si esprime l'urbanistica.Leggi tutto

Il governo dell'ente locale tra efficienza e trasparenza

Può suscitare perplessità che dopo 18 anni dall’ingresso della L 142/1990 che ha inaugurato la Riforma delle Autonomie Locali, vi sia ancora la necessità di dibattere sul tema della trasparenza e dell’efficienza a garanzia del buon governo dell’ente locale. Per chi vive la quotidianità dell’ente locale questa considerazione ha un valore relativo: il nostro Paese è lungo, ha storie diverse che lo arricchiscono, ma anche lo differenziano da regione a regione da provincia a provincia, da comune a comune.Leggi tutto

Infrastrutture e cittadini: un rapporto da reinventare

Esiste un disagio diffuso in tutto il mondo, nel rapporto fra i cittadini e la realizzazione di nuove infrastrutture. Questa tensione sottesa, e, tuttavia, continuamente percepibile, trova in Italia un territorio particolarmente fertile, che rischia di paralizzarne lo sviluppo infrastrutturale e socio economico. Lo scenario è complesso e non si può prescindere dai molteplici aspetti che lo caratterizzano.Leggi tutto

La governance dei processi decisionali sulle infrastrutture: costruire la fiducia e favorire la partecipazione

L’elemento imprescindibile nei processi di infrastrutturazione del territorio è la fiducia da parte delle comunità interessate. Tale fattore non si crea con le leggi, né con l’intervento di particolari tecniche di coinvolgimento della popolazione. Vi è, infatti, un gap decennale che il nostro Paese registra in questo ambito soprattutto per problemi di governance dei processi decisionali e di architettura istituzionale, che vede i diversi soggetti, enti regolatori e soggetti regolati, rapportarsi tra loro in maniera non sempre trasparente.Leggi tutto

Il nuovo approccio delle aziende energetiche rispetto agli stakeholder

In questo breve intervento, Paolo Messa sottolinea l’importanza e la centralità del tema della comunicazione laddove si parla di infrastrutture, delle difficoltà nel realizzarle e della necessità di un processo di coinvolgimento della popolazione. Le esperienze discusse durante il dibattito risultano essere molto utili all’interno del contesto di Forum PA rivolto ai decisori pubblici che, molto spesso, non corrispondono soltanto ai ministeri e alle strutture centrali, ma anche ad una platea diffusa di decisori presenti negli enti pubblici

La nuova comunicazione interna: l'esperienza della Fondazione Accademia di S. Cecilia

La case history della Fondazione Accademia nazionale di Santa Cecilia, la cui area comunicazione e marketing ha cominciato ad occuparsi di comunicazione interna, non solo per se stessa ma anche per gli altri, arrivando quasi senza rendersene conto a risultati di grande modernità. Una storia antichissima quella di Santa Cecilia, lunga 500 anni per l'Accademia e 100 per l'orchestra, che nel 2000 ha segnato un punto di svolta legato alla privatizzazione.

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