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Il Project Management per l’innovazione sociale: mappe e strumenti utili per progettare (lavorare) e creare 'impatto sociale'

Roma, il pc spiegato agli anziani: arrivano le ragazze tecnologiche

Nel quartiere Settecamini di Roma, in seno al progetto sociale l’Angolo del Computer, si forma il gruppo di volontarie “Ragazze Tecnologiche”. Scopo di queste ultime è informatizzare associazioni, centri culturali, scuole e altre strutture, che potranno così beneficiare della donazione della strumentazione tecnologica e dei corsi.

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Coltiviamo un ecosistema innovativo: CROSS e la forza dell'economia non monetaria

Si è avviata a dicembre 2012 la sperimentazione del progetto europeo CROSS - Citizen Reinforcing Open Smart Synergies, co-finanziato dalla commissione europea nel quadro del VII Programma Quadro, CIP ICT PSP (Programma Quadro per la Competitività e l'Innovazione), che coinvolge direttamente la municipalità, aziende di servizi e associazioni del terzo settore di 5 città europee: Roma, Torino, Siviglia, Manchester e Budapest.

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La diffusione del Compact inglese a livello locale

La versione originale del Compact - il documento che nel Regno Unito dal 1998 regola i rapporti tra terzo settore e pubblica amministrazione - si rivolgeva esplicitamente ai dipartimenti del governo centrale di Londra e gli uffici decentrati ad esso collegati presenti su tutto il territorio inglese. I governi locali non erano invece citati nel testo e, in linea teorica, non erano quindi interessati dalle previsioni inserite nel documento. Tuttavia è proprio a livello locale che si concretizzano la maggior parte delle relazioni intercorrenti tra organizzazioni del terzo settore e apparato pubblico – alcune rilevazioni parlano di una percentuale che oscilla tra il 70 e il 90% - ed è in questo contesto che le richieste provenienti dalla società civile possono essere percepite con maggiore chiarezza e immediatezza.

Con questo terzo contributo continua l'approfondimento sul modello britannico a cura di Lorenzo Bandera, ricercatore dell'Osservatorio Secondo Welfare.

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L’implementazione del Compact all’interno della pubblica amministrazione centrale

"Approvato nel novembre del 1998, il Compact rappresenta la realizzazione dell’impegno assunto da Tony Blair nel corso della campagna elettorale dell’anno precedente: coinvolgere attivamente il terzo settore nella realizzazione delle politiche sociali del Regno Unito. Per diversi anni, infatti, pur ricoprendo un ruolo socialmente ed economicamente importante, le organizzazioni del terzo settore (OTS) non hanno goduto di alcun riconoscimento formale da parte delle istituzioni pubbliche, rimanendo quasi sempre escluse dai tavoli decisionali legati allo sviluppo e implementazione delle public policies del Paese. Proviamo a comprendere come gli apparati del governo centraleabbiano progressivamente fatto propri i principi del Compact, sviluppando misure capaci di migliorare i rapporti istituzionali con le OTS e atti a sviluppare forme di collaborazione sempre più intense con tali realtà".
Continua l'approfondimento sul modello britannico a cura di Lorenzo Bandera, ricercatore dell'Osservatorio Secondo Welfare.

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Il Compact inglese: obiettivi e principi dell'Accordo tra PA e terzo settore

Il Compact è un accordo che regola i rapporti tra pubbliche amministrazioni e organizzazioni del terzo settore (OTS) inglesi in tema di politiche sociali. Negli ultimi quindici anni, grazie alla sua natura flessibile e al pragmatismo degli attori coinvolti, ha contribuito ad un sostanziale miglioramento delle relazioni tra PA e OTS, favorendone la collaborazione in diversi ambiti e condizioni. Vediamo quali sono i principi stabiliti in questo documento e quali gli strumenti operativi predisposti per implementarli e farli rispettare.

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Il Compact britannico, un esempio positivo di secondo welfare

Come in molti altri Paesi europei, anche in Italia il sistema di welfare si trova oggi soggetto a due grosse pressioni. Da un lato i vincoli di bilancio impediscono incrementi di spesa e impongono importanti misure di contenimento dei costi. Dall’altro lato la continua trasformazione dei bisogni socialirichiede risposte molto complesse e diversificate. In questo senso appare particolarmente interessante un accordo che nel Regno Unito, da oltre 15 anni, regola i rapporti intercorrenti tra la pubblica amministrazione inglese e il terzo settore: il progetto Compact. In questo Dossier a più "puntate", Lorenzo Bandera, junior researcher presso Percorsi di secondo welfare ci guiderà in un’analisi sulla trasferibilità del modello nella realtà italiana.

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Chi chiede trasparenza dia il buon esempio: un manifesto per la trasparenza delle ONG

L'open government è un processo che per realizzarsi a pieno deve necessariamente fondarsi su tre protagonisti: l'amministrazione pubblica, le imprese e la società civile. Ciascuno deve fare la propria parte e soprattutto deve dimostrare di saper mettere in atto quello che chiede agli altri. Dall'associazione Stati Generali dell'Innovazione arriva un vero e proprio Manifesto per la trasparenza delle ONG, aperto all'adesione e al contributo, con l'obiettivo di diventare una proposta internazionale al prossimo incontro sull'Open Government Partnership a Roma.

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Sussidiarietà orizzontale e capitale sociale.

Giuseppe Cotturri introduce la nozione di capitale sociale, sempre più usata, che indica la capacità dei cittadini di farsi carico di problemi di interesse generale. Un tema scelto per aprire un confronto sul concetto di sussidiarietà orizzontale, inserito nella nostra Costituzione nel 2001con l'articolo 118. Una norma che fa riferimento all'iniziativa autonoma dei cittadini per la tutela dei beni comuni, ai fini del governo della società, con margini di manovra più ampi rispetto alla semplice erogazione di servizi in conseguenza della riduzione nell'offerta pubblica.

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I reggiani per esempio. A Reggio Emilia si sperimenta un nuovo modo di fare politica

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo di Annalisa Gramigna, esperta di comunicazione pubblica.

Un cop de mà

Foto di Jose Téllez

A Reggio Emilia si cambia registro. Va in scena la responsabilità sociale della società civile raccontata da cittadini, associazioni, imprese, scuole e parrocchie che hanno aderito a I reggiani per esempio inviando loro iniziative, progetti ed esperienze.

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