Cerca: Economia, Atti FORUM PA 2007, politiche per il mezzogiorno

Risultati 1 - 10 di 12

Risultati

La priorità 7 del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013

Autore, tra gli altri, del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013, Tito Bianchi espone i contenuti della Priorità 7, relativa alla competitività dei sistemi produttivi e occupazione. Il QSN richiama il tema dello sviluppo locale in più assi o priorità d’intervento e fornisce indicazioni che dovrebbero trovare coerenza e applicazione all’interno dei programmi di sviluppo della politica regionale.Leggi tutto

Aspetti positivi e negativi del Rapporto DPS 2006

Il Rapporto DPS rappresenta un documento di eccezionale qualità che affronta tematiche complesse, afferma Gianfranco Viesti. In alcuni ambiti, come la territorializzazione della spesa, ha fatto fare notevoli passi in avanti al nostro Paese, collocandolo al primo posto, tra quelli europei, per la capacità di osservare, misurare e valutare quanto è stato realizzato. È pensato per l’utente, che dal sito può scaricare file utili, ed è estremamente trasparente.Leggi tutto

L’utilità della condivisione dei dati del Rapporto DPS 2006

Tiziana Arista evidenzia la necessità che i dati del Rapporto DPS 2006, pur essendo accessibili a tutti, vengano maggiormente comunicati, soprattutto a coloro che amministrano e governano le Regioni e gli enti territoriali. Le sfasature informative, infatti, sono particolarmente evidenti per chi, in particolare nelle Regioni, ha un ruolo di coordinamento generale e si rapporta sia con le strategie di sviluppo regionale sia con le politiche ordinarie per il Sud.Leggi tutto

I percorsi dei territori e delle politiche per lo sviluppo territoriale: il Rapporto DPS 2006

Il Rapporto DPS, ormai giunto al 9° anno, è formalmente parte dei documenti di programmazione, spiega Paola Casavola. La sua missione specifica consiste nell’informare il Parlamento e i lettori interessati, da un lato, sullo stato dei territori e sul contenuto e avanzamento delle politiche di sviluppo regionale, dall’altro, introduce e spiega in quali direzioni ci si muoverà per lo sviluppo. Il Rapporto ha una struttura abbastanza standardizzata, fornisce dati dettagliati, non relativi esclusivamente a macro-aree, ma anche a livello regionale.

L’attività della Svimez

Il rapporto DPS è diventato uno strumento di lavoro estremamente utile per la ricchezza delle informazioni e la qualità delle analisi che contiene, sostiene Nino Novacco. Esso contribuisce ad aumentare la conoscenza economica del nostro Paese, in particolare arricchisce la dotazione nazionale di dati di carattere territoriale decisivi in un Paese come il nostro in cui sono presenti così profonde differenze territoriali nelle condizioni di sviluppo economico e sociale.Leggi tutto

Presentazione del Rapporto DPS 2006

È importante abbinare una buona programmazione a buoni risultati, afferma Carlo Sappino, perché i risultati rappresentano un linguaggio semplice attraverso il quale la collettività può esercitare un controllo effettivo sull’utilizzo delle risorse pubbliche. È in questa chiave che va letto il rapporto del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo, per la ricchezza dei dati, per le analisi presentate, per il tentativo di ricostruire, tramite un insieme di dati, un filo rosso che consenta di capire come le politiche abbiano impattato su indicatori significativi dello stato di salute dei territori

Il Rapporto DPS 2006 e il Mezzogiorno

Dal Rapporto DPS 2006 emerge chiaramente un problema di sovrapposizione di traguardi, sostiene Massimo Lo Cicero. Molto ancora rimane da spendere del ciclo 2000-2006, in particolare nel Mezzogiorno dove la macchina della distribuzione delle risorse appare più farraginosa, e, contemporaneamente, si pone la difficoltà di impiantare la spesa 2007-2013. Il Mezzogiorno, come evidenzia il Rapporto, è omogeneamente povero e ciò comporta – com’è naturale in una tale situazione di arretratezza - maggiore concentrazione del reddito e opportunismo politico, con conseguente fuga del capitale umano.

Coinvolgimento di autori e attuatori delle politiche di programmazione: il caso della Calabria

Giovanni Soda sottolinea la necessità di coinvolgere gli autori e gli attuatori delle politiche di programmazione per la responsabilizzazione di tutti gli attori della filiera istituzionale. Porta la testimonianza di un partenariato istituzionale in Calabria per la costruzione dei P.O.R sui fondi strutturali. Parla dei volumi di esportazione che si realizzano in Calabria per evidenziare la bassissima competitività della regione. Sottolinea alcune delle criticità della programmazione 2000-2006.

Investimenti infrastrutturali e programmazione economica.

Francesco Saponaro sottolinea i punti critici nel collegamento tra investimenti infrastrutturali e pronostico della loro efficacia. Propugna l’attivazione imprenditoriale nel campo dei servizi, sviluppando strumenti in grado di far crescere la domanda. Parla della capacità fiscale e della spesa pro-capite della Regione Puglia. Approfondisce alcuni temi relativi alla programmazione economica e alla ricerca, sottolineando l’investimento formativo sui giovani pugliesi sostanziato attraverso il sistema del contratto etico.

Quadro Strategico Nazionale: l’urgenza degli investimenti per il Mezzogiorno

Franco Garufi sostiene la necessità di una coerenza forte tra i programmi operativi regionali e gli interventi centrali. La sicurezza e la legalità sono temi da affrontare con estrema priorità per definire l’assetto del QSN. Sottolinea la necessità di realizzare investimenti infrastrutturali nel Mezzogiorno per far sì che si verifichi una reale crescita dell’economia. Introduce il tema della migrazione delle giovani intelligenze che abbandonano il Mezzogiorno e sottolinea l’urgenza di politiche per la loro reintegrazione nel tessuto meridionale.