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Governare l'economia collaborativa: introduzione

"Si può innovare con il permesso?". Ivana Pais introduce e modera il panel di discussione dedicato al tema "Governare l'economia collaborativa".

I beni comuni al centro dell'economia collaborativa

Christian Iaione, direttore Labsus - Laboratorio della Sussidiarietà propone una riflessione su cosa è richiesto allo stato nel nuovo scenario disegnato dalle dinamiche sociali, economiche e civiche in atto.  Al centro ci sono i cittadini attivi, con le loro competenze ed energie che chiedono nuovo spazio e nuove regole di collaborazione con la PA.  In questa prospettiva il Regolamento comunale sull'amministrazione condivisa per la cura dei beni comuni, recentemente adottato a Bologna, può essere un importante punto di partenza.

 

Un impegno per Roma sharing city

Il vicesindaco di Roma Capitale, Luigi Nieri riflette su opportunità e criticità aperte dall'economia collaborativa in una città complessa quanto Roma. Si dice infine convinto che il futuro della capitale dovrà obbligatoriamente passare attraverso la dinamiche della condivisione.

Cosa influisce sul tuo benessere? Prosegue il lavoro di Istat e Cnel per andare “oltre il PIL”

Indagini per rilevare se gli italiani sono soddisfatti e cosa influisce maggiormente sulla loro percezione di benessere. Ma soprattutto un sito web dedicato per spiegare cosa significa misurare il benessere equo e sostenibile e chiedere il contributo di cittadini, istituzioni, centri di ricerca, associazioni, imprese. Prosegue così l’iniziativa congiunta del Cnel e dell’Istat per definire nuovi parametri sui quali valutare il progresso della societa.

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How's life? Un Rapporto dell'OCSE sulla qualità della vita oltre il PIL

Il PIL non può essere la sola misura del benessere di un Paese, perché la qualità della vita e la soddisfazione delle persone dipendono da tanti fattori che non sempre vanno di pari passo con l’aumento del reddito: inquinamento, emarginazione, rapporti interpersonali, sono solo alcune delle dimensioni che influenzano il benessere dei cittadini. Per una vita di qualità, infatti, il reddito è certamente un fattore importante, ma ce ne sono altri che contano ancora di più. E di questo devono tenere conto i governi nelle loro scelte e nella loro azione politica. A ricordarcelo è il nuovo Rapporto OCSE “How's life? Measuring well-being”.

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La provincia di Pesaro va (molto) oltre il PIL e punta diritta alla felicità

Grande attenzione e partecipazione al convegno “Oltre il PIL: l’impatto delle misure di benessere, sviluppo e qualità della vita sulle politiche dei Governi, delle istituzioni, delle imprese”. L’intervento di Matteo Ricci, presidente della provincia marchigiana che si è candidata a diventare “leader nazionale del benessere” con un progetto dedicato, forse anche un esempio da prendere in considerazione su scala nazionale per il futuro

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Per misurare la qualità della vita il PIL non basta

Anche l’Italia si attiva sul fronte del BES, il Benessere Equo e Sostenibile. È ormai operativo da qualche mese un progetto - lo studio durerà un anno e mezzo - di CNEL e ISTAT utile per sviluppare una serie di indicatori relativi alle diseguaglianze (non solo di reddito) e alla sostenibilità (non solo ambientale) che si pone l’obiettivo di focalizzare al meglio la situazione nazionale. Anche il prossimo FORUM PA dedicherà un ampio approfondimento al tema, con un convegno dedicato.

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Partnership per fare: la valorizzazione dei beni pubblici sul territorio

Le occasioni offerte dai beni pubblici presenti in gran numero sul territorio nazionale; le politiche di gestione attuabili in questo settore per rispondere ai temi emergenti che influiscono sulla città e sul territorio; il metodo e gli strumenti di governo dei beni pubblici per la riduzione della spesa, la razionalizzazione degli usi e la valorizzazione dei beni stessi, nell'ottica della partnership pubblico/privato, ma soprattutto di quella pubblico/pubblico attraverso lo strumento dei PUV (Programmi Unitari di Valorizzazione).Leggi tutto

Attivare le energie e distribuire le responsabilità per una politica territoriale comune

La percezione pubblica dei beni comuni – sostiene Minervini – oscilla tra la comprensione del loro indispensabile valore come fattore di sviluppo e la convinzione che essi costituiscano fondamentalmente un vincolo rispetto all’autonomia del soggetto e delle energie economiche del territorio. Nell’ottica della loro manutenzione allora il compito della PA è quello di investire in attivazione e in relazioni, laddove attivazione significa capacità di suscitare energie sociali e di distribuire responsabilità rispetto alle sfide globali.

La "tragedia dei beni comuni"

Cosa sono i beni comuni e in cosa consiste la “tragedia dei beni comuni”? Si tratta di beni materiali (il territorio, l’ambiente, le infrastrutture, i servizi di pubblica utilità), ma anche immateriali (la sicurezza, la legalità, la fiducia nei rapporti sociali) il cui stato di salute influisce sulla qualità della vita di ciascuno di noi. In Italia siamo relativamente “ricchi” quanto a beni privati, ma poverissimi, soprattutto nel confronto con gli altri paesi europei, per quanto riguarda i beni pubblici.Leggi tutto