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“I sentieri della memoria”: carta di accesso del territorio della Regione Sardegna

Il progetto “I sentieri della memoria”, afferma Gizzi, nasce dalla convinzione che un territorio conosciuto, percorso e visitato in modo consapevole sia più sicuro, e con l’intento di fornire a tutti i soggetti uno strumento per la conoscenza della realtà territoriale, sulla quale mettere in atto azioni coordinate volte all’eliminazione del rischio.Leggi tutto

Finalità della misura 1.3 del PON Sicurezza

La Vacca spiega come è stata portata avanti la misura 3 dell’Asse 1 del PON Sicurezza che si indirizza, essenzialmente, allo sviluppo e adeguamento delle tecnologie del sistema informatico e di comunicazione per la sicurezza. In particolare, sono state svolte attività di intervento per la tutela delle risorse culturali, con la finalità di potenziare il sistema di controllo tecnologico del territorio per migliorare la protezione e la legalità nelle grandi aree archeologiche e museali.Leggi tutto

“I sentieri della memoria”: sicurezza e fruibilità dei Beni Culturali. Un servizio per l’arte, un’opportunità per il turismo

Gallotti illustra il lavoro svolto per la realizzazione del progetto “I sentieri della memoria”. Il lavoro di schedatura, effettuato da 20 persone suddivise per area, ha permesso la raccolta di circa 1600 opere presenti nel territorio della regione Sardegna, che sono state inserite, successivamente, in una banca dati per la creazione di un sistema informatico geografico. La carta di accesso realizzata è accompagnata da una guida suddivisa in 3 sezioni, che fornisce al visitatore informazioni utili per una sua migliore fruizione.

La conoscenza del territorio per la scoperta dei “paesaggi nascosti”

Mozzi evidenzia come la conoscenza dell’evoluzione di un territorio possa contribuire ad accrescere la possibilità di tutela dei beni archeologici. Conoscere la morfologia di un territorio e la distribuzione delle sue risorse può avere delle ricadute sull’elaborazione di modelli di distribuzione dei siti sul territorio, permettendo di fare ipotesi di rischio archeologico anche in aree in cui l’evoluzione morfologica può aver sepolto il patrimonio archeologico.Leggi tutto