Cerca: Economia, creatività

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  • Cod. lab.133
  • 09/05/2011
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  • Padiglione 9
  • Stand 2B

Roma Provincia Creativa

Talenti e creatività per superare la crisi. Irene Tinagli a FORUM PA 2010

Fuga di cervelli, Paese bloccato, invecchiamento della classe dirigente: tutte espressioni che vengono spesso associate all’Italia e che non depongono certamente a favore della nostra capacità di competere a livello internazionale. Ma dove sta l’origine di questi problemi? Come mai in Italia i talenti non vengono formati, attratti e valorizzati? E qual è, in questo scenario, il ruolo delle città e dei territori? Irene Tinagli, via skype da Madrid, ci aiuta a riflettere sulla situazione italiana e sulle strategie da adottare per investire, finalmente, sulle competenze e sulla creatività degli individui. Un tema sfaccettato, che Tinagli - ricercatrice presso l’Università Carlos III di Madrid, nominata Young Global Leader dal World Economic Forum nel marzo 2010 - ha affrontato nel suo libro “Talento da svendere” (Einaudi, 2008) e che sarà approfondito a FORUM PA 2010, nell’evento “Le città come attrattori di talenti”, in programma il 17 maggio alle ore 15.

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La minoranza vitale dei grandi numeri.

Alla stazione successiva...

by cagiflickr

“Avevamo pensato di dover cercare le minoranze vitali nei modi e nei luoghi in cui siamo abituati a pensarle: piccole organizzazioni strutturate, organizzate, elitarie, orgogliose. Non è così: paradossalmente oggi le minoranze le fanno i grandi numeri”. Con questo ossimoro Giuseppe De Rita ha chiuso la presentazione della ricerca Censis dedicata a “L’ascesa dei segmenti vitali”, cioè ai processi che alimentano l’emergere di nuove minoranze in grado di interpretare il desiderio di ascesa e di rivalsa che, nonostante i chiari segni di declino della nostra economia, ancora animano il tessuto sociale italiano.

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I consigli di un Nobel per rilanciare l'economia italiana

Edward Prescott

by Stefano Corso

Edward Prescott, il premio Nobel per l’economia che ha aperto FORUM PA 2008, offre il suo punto di vista sulla situazione economica e sullo stato della pubblica amministrazione italiana. Come può il nostro paese, e noi con lui, guadagnare punti in competitività ed essere più produttivo? Da dove bisogna partire e su cosa puntare? E quale dovrebbe essere il ruolo della pubblica amministrazione nel gioco delle parti?

 

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Gli investimenti delle Autonomie Locali per la cultura e i progetti di gestione

Roberto Grossi porta il punto di vista delle autonomie locali nel dibattito sul finanziamento e la gestione del settore dei beni culturali. Nella sua ottica esiste un forte elemento di socialità che impedisce che la responsabilità maggioritaria nella gestione dei beni culturali vada al mercato. Propone un modello che contempli l’integrazione del pubblico con il privato in una ottica di cogestione, mentre restino in capo all’istituzione pubblica l’incidenza sui prezzi, la definizione delle politiche sociali, la garanzia del diritto di accesso alla cultura.Leggi tutto

Liberiamo le idee, la creatività e le responsabilità individuali.

Partenza inconsueta, ieri, per l’edizione 2008 di FORUM PA. Per la prima volta in diciannove anni il convegno inaugurale si è aperto con una passerella “di idee”, anziché “di politici”. Fatto salvo il saluto d’apertura di Renato Brunetta, neo ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione – per il suo “piano d’azione” mai più una PA autoreferenziale, ma che abbia famiglie, imprese e cittadini più deboli come stella polare – il dibattito è volato alto sui temi dell’ingegno e della creatività, dati per scontati in Italia eppure stranamente insufficienti ad indirizzare il Paese verso la competitività.

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La creatività e la cultura del progetto dal design alla Pubblica Amministrazione

Per Andrea Granelli la sfida da affrontare nel nostro Paese è quella di trasformare la creatività in azioni concrete. La prima di queste iniziative, suggerita nel Rapporto, è volta a rilanciare la cultura della creatività e del progetto presenti nel design in altri settori e, soprattutto, nella Pubblica Amministrazione. E’ necessario quindi portare la cultura del digitale e del virtuale dentro i prodotti fisici e tradurre la creatività in buona progettazione e in managerialità.

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La generazione di senso nel vivere contemporaneo

Luca de Biase affronta la questione della creatività e della cultura contemporanee partendo dall’esigenza della narrazione, ovvero dalla necessità dello sviluppo di una capacità di interpretare e raccontare quali sono “le tracce che il futuro ci ha già lasciato nel presente” per dedurne una progettualità personale ma anche collettiva.

Rapporto Creatività: il modello italiano di creatività

Il sistema delle industrie culturali e delle attività di tipo creativo in Italia è, in realtà, un macrosettore non censito dall’ISTAT che vale circa il 10% del PIL. Il Rapporto studia questo macrosettore ed intende ricercare il modello italiano di creatività in riferimento alle componenti tecnologiche che la sostengono, ma anche alla qualità sociale cui essa spesso si accompagna.

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La promozione dell’identità innovatrice italiana

Umberto Vattani declina il tema dell’innovazione rispetto alle specificità della promozione del Made in Italy sui mercati globalizzati. Innovare significa allargare orizzontalmente i settori di esportazione senza fossilizzarsi sulle tradizionali eccellenze ma anche - per il Presidente dell’ICE - approfondire in verticale il panorama dei processi, che sono capaci di dare all’imprenditoria italiana un’identità di grande qualità riconoscibile all’estero. Ingegno e creatività dunque, ma in un’ottica di sistema.