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Talenti e creatività per superare la crisi. Irene Tinagli a FORUM PA 2010

Fuga di cervelli, Paese bloccato, invecchiamento della classe dirigente: tutte espressioni che vengono spesso associate all’Italia e che non depongono certamente a favore della nostra capacità di competere a livello internazionale. Ma dove sta l’origine di questi problemi? Come mai in Italia i talenti non vengono formati, attratti e valorizzati? E qual è, in questo scenario, il ruolo delle città e dei territori? Irene Tinagli, via skype da Madrid, ci aiuta a riflettere sulla situazione italiana e sulle strategie da adottare per investire, finalmente, sulle competenze e sulla creatività degli individui. Un tema sfaccettato, che Tinagli - ricercatrice presso l’Università Carlos III di Madrid, nominata Young Global Leader dal World Economic Forum nel marzo 2010 - ha affrontato nel suo libro “Talento da svendere” (Einaudi, 2008) e che sarà approfondito a FORUM PA 2010, nell’evento “Le città come attrattori di talenti”, in programma il 17 maggio alle ore 15.

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La minoranza vitale dei grandi numeri.

Alla stazione successiva...

by cagiflickr

“Avevamo pensato di dover cercare le minoranze vitali nei modi e nei luoghi in cui siamo abituati a pensarle: piccole organizzazioni strutturate, organizzate, elitarie, orgogliose. Non è così: paradossalmente oggi le minoranze le fanno i grandi numeri”. Con questo ossimoro Giuseppe De Rita ha chiuso la presentazione della ricerca Censis dedicata a “L’ascesa dei segmenti vitali”, cioè ai processi che alimentano l’emergere di nuove minoranze in grado di interpretare il desiderio di ascesa e di rivalsa che, nonostante i chiari segni di declino della nostra economia, ancora animano il tessuto sociale italiano.

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Liberiamo le idee, la creatività e le responsabilità individuali.

Partenza inconsueta, ieri, per l’edizione 2008 di FORUM PA. Per la prima volta in diciannove anni il convegno inaugurale si è aperto con una passerella “di idee”, anziché “di politici”. Fatto salvo il saluto d’apertura di Renato Brunetta, neo ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione – per il suo “piano d’azione” mai più una PA autoreferenziale, ma che abbia famiglie, imprese e cittadini più deboli come stella polare – il dibattito è volato alto sui temi dell’ingegno e della creatività, dati per scontati in Italia eppure stranamente insufficienti ad indirizzare il Paese verso la competitività.

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La creatività e la cultura del progetto dal design alla Pubblica Amministrazione

Per Andrea Granelli la sfida da affrontare nel nostro Paese è quella di trasformare la creatività in azioni concrete. La prima di queste iniziative, suggerita nel Rapporto, è volta a rilanciare la cultura della creatività e del progetto presenti nel design in altri settori e, soprattutto, nella Pubblica Amministrazione. E’ necessario quindi portare la cultura del digitale e del virtuale dentro i prodotti fisici e tradurre la creatività in buona progettazione e in managerialità.

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La generazione di senso nel vivere contemporaneo

Luca de Biase affronta la questione della creatività e della cultura contemporanee partendo dall’esigenza della narrazione, ovvero dalla necessità dello sviluppo di una capacità di interpretare e raccontare quali sono “le tracce che il futuro ci ha già lasciato nel presente” per dedurne una progettualità personale ma anche collettiva.

Rapporto Creatività: il modello italiano di creatività

Il sistema delle industrie culturali e delle attività di tipo creativo in Italia è, in realtà, un macrosettore non censito dall’ISTAT che vale circa il 10% del PIL. Il Rapporto studia questo macrosettore ed intende ricercare il modello italiano di creatività in riferimento alle componenti tecnologiche che la sostengono, ma anche alla qualità sociale cui essa spesso si accompagna.

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La promozione dell’identità innovatrice italiana

Umberto Vattani declina il tema dell’innovazione rispetto alle specificità della promozione del Made in Italy sui mercati globalizzati. Innovare significa allargare orizzontalmente i settori di esportazione senza fossilizzarsi sulle tradizionali eccellenze ma anche - per il Presidente dell’ICE - approfondire in verticale il panorama dei processi, che sono capaci di dare all’imprenditoria italiana un’identità di grande qualità riconoscibile all’estero. Ingegno e creatività dunque, ma in un’ottica di sistema.

Milano, una piattaforma on line per le imprese creative

Provincia di Milano e Camera di Commercio di Milano hanno realizzato un portale delle imprese creative con l'obiettivo di mettere in rete i più interessanti punti nodali della creatività milanese, di aiutare questo tipo di attività ed essere autentici motori dello sviluppo territoriale.

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Luca De Biase, giornalista de Il Sole 24Ore – Nòva

foto luca de biase

L’organizzazione dal basso o bottom-up, che caratterizza la società italiana, ha spesso rappresentato un limite per il nostro Paese. Un limite che in passato si è cercato di superare rincorrendo altri modelli organizzativi, ma che nella Società della conoscenza può essere sfruttato come punto di forza.

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Giovani idee cambiano l’Italia

WHAT IS DA BIG IDEA

by Cassidy Curtis

Creatività, talento, inventiva, spirito di iniziativa e capacità progettuale. Sono le qualità dei giovani “under 35” che hanno partecipato al Concorso “Giovani idee cambiano l’Italia”, promosso nel 2007 dal Ministero per le Politiche giovanili e le Attività sportive (POGAS), dal quale sono venute fuori “64 buone ragioni per avere fiducia nel nostro Paese”. Così sono stati ribattezzati, infatti, i 64 progetti selezionati tra gli oltre 3600 presi in esame per le quattro categorie previste dal bando: Innovazione tecnologica, Utilità sociale e impegno civile, Sviluppo sostenibile, Gestione di servizi urbani e territoriali.

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