Cerca: Economia, Governance, Atti FORUM PA 2008

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Partnership per fare: il rapporto pubblico-privato

Qual è oggi il rapporto tra pubblico e privato nella nostra economia e quale il modello che si dovrebbe seguire nella gestione della dimensione territoriale dello sviluppo? Oggi siamo di fronte a un problema politico di non poco conto. Appare evidente, infatti, come il mercato e le liberalizzazioni non bastino a restituire spinta al consumo interno, secondo motore dell'economia. Anche i sistemi agganciati alla dimensione più liberale del mercato hanno dovuto fare marcia indietro: si pensi gli USA e alla Gran Bretagna, che sono intervenuti per salvare le banche!Leggi tutto

Il ruolo delle imprese private nella realizzazione delle infrastrutture urbane

Nel governo della città il settore pubblico ha il dovere politico di creare la strategia, quindi di definire le scelte fondamentali; dopodichè, quando si decide di rivolgersi al privato, è molto importante affidargli l'intero processo di gestione e non singoli pezzi. In questo modo, il privato si assume anche i compiti di pianificazione, programmazione e controllo, con le relative responsabilità.Leggi tutto

Partnership per fare: la valorizzazione dei beni pubblici sul territorio

Le occasioni offerte dai beni pubblici presenti in gran numero sul territorio nazionale; le politiche di gestione attuabili in questo settore per rispondere ai temi emergenti che influiscono sulla città e sul territorio; il metodo e gli strumenti di governo dei beni pubblici per la riduzione della spesa, la razionalizzazione degli usi e la valorizzazione dei beni stessi, nell'ottica della partnership pubblico/privato, ma soprattutto di quella pubblico/pubblico attraverso lo strumento dei PUV (Programmi Unitari di Valorizzazione).Leggi tutto

La questione delle partnership sotto il profilo della democrazia economica

Giuseppe Tripoli sottolinea come il confine dei settori che rientrano nell’ambito del pubblico sia in realtà molto variabile nel senso che al di là delle aree indicate dai teorici dello Stato minimo ci sono esigenze che ad un certo punto emergono e che non si possono non considerare come pubbliche, cioè come dimensioni che coinvolgono la collettività.

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Il Ruolo delle Imprese Private nella Realizzazione delle Infrastrutture Urbane

Giancarlo Cremonesi è molto critico rispetto all’impostazione generalmente seguita dalle Amministrazioni Pubbliche nel partenariato pubblico/privato perché esse dovrebbe fare programmazione strategica e controllo, cosa che invece per lui non fanno. Cremonesi sottolinea anche la necessità di offrire agli investitori privati regole chiare e tempi certi e l’importanza di utilizzare alcuni beni pubblici (invece che venderli per coprire i buchi di bilancio...) come compensazione dei capitali privati investiti per la modernizzazione non più rimandabile del sistema infrastrutturale italiano.

Un modello di sanità in cui la qualità può abbattere i costi e produrre ricchezza

Il sistema sanitario lombardo è nato sulla convinzione che attraverso la qualità si possano abbattere i costi impropri e produrre anche un innalzamento del livello socioeconomico territoriale. Dopo aver proceduto nell’accreditamento dei providers e lavorato per un mantenimento della qualità dei servizi il Piano attuale si occupa dello sviluppo del sistema. L’Assessore Bresciani illustra i quattro vettori dello sviluppo attuale: 1. partecipazione attiva; 2. riorganizzazione del sistema di emergenza e urgenza; 3. spostamento di diagnostica e cura di primo e secondo livello sul territorio; 4.Leggi tutto

Spesa pubblica e cultura: ruolo dello Stato e funzioni del settore privato

Alessandro Leon presenta la sua tesi secondo la quale il finanziamento del settore culturale non è risolvibile con le contribuzioni private. Il problema non è solo finanziario, ma esiste un serio problema culturale in sede di dialogo interistituzionale. C’è una incapacità sostanziale da parte della PA a vedere nelle politiche culturali anche politiche di sviluppo economico e sociale. Di conseguenza rileva una impellente necessità di innescare una filiera della cultura capace di produrre anche benefici esterni.Leggi tutto

Patrimonio culturale italiano: spesa pubblica, spesa privata, spesa sociale

Walter Santagata presenta il Libro bianco sulla creatività. La domanda di partenza è: esiste un modello italiano di creatività? Santagata ne delinea uno che, facendo leva su tecnologia, stile di vita italiano, cultura e tradizioni, permette un posizionamento competitivo dell’Italia sullo scacchiere internazionale. Il modello italiano risulta strategicamente vincente per due motivi: la qualità materiale del Made in Italy e la sua forte connotazione sociale.Leggi tutto

“Valorizzazione dei beni culturali: intervento pubblico e contributi privati”

Presentando il punto di vista delle aziende, Patrizia Asproni sostiene l’opportunità di dare spazio ai privati nella gestione museale. Riconosce nella formula del controllo statale e della gestione delegata ai privati una strategia potenzialmente vincente. La presenza forte del pubblico nella gestione rallenta il raggiungimento di risultati a causa del peso dei partiti politici, della burocrazia e di un modello di gestione inefficiente a cui si somma una storica incapacità a leggere i dati legati ai beni culturali in chiave economica.Leggi tutto

Gli investimenti delle Autonomie Locali per la cultura e i progetti di gestione

Roberto Grossi porta il punto di vista delle autonomie locali nel dibattito sul finanziamento e la gestione del settore dei beni culturali. Nella sua ottica esiste un forte elemento di socialità che impedisce che la responsabilità maggioritaria nella gestione dei beni culturali vada al mercato. Propone un modello che contempli l’integrazione del pubblico con il privato in una ottica di cogestione, mentre restino in capo all’istituzione pubblica l’incidenza sui prezzi, la definizione delle politiche sociali, la garanzia del diritto di accesso alla cultura.Leggi tutto