Cerca: Economia, Accountability, Atti FORUM PA 2007

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Una forte cooperazione interistituzionale per politiche migliori per i giovani

Palmiro Ucchielli incentra il suo intervento principalmente sull’importanza di una cooperazione interistituzionale per implementare politiche per i giovani che siano ad ampio respiro e che tocchino tutti i settori di maggiore interesse per la crescita di un individuo (lavoro, scuola, sport, politica). Inoltre un’attenzione particolare richiede il rapporto dei giovani con l’Europa e la necessità di formare gli stessi affinché siano testimoni di una nuova classe dirigente.

L'esperienza della Regione Puglia: i giovani per lo sviluppo locale

Guglielmo Minervini presenta l’attività della Regione Puglia in materia di politiche giovanili soffermandosi sul disagio economico in cui versa il nostro paese, impedendo così uno sviluppo e maggiori possibilità per i giovani, e sulla necessità di intraprendere politiche per i più giovani intersecandosi con altri enti e ministeri. I giovani devono ritornare al centro per rilanciare il paese in tutti settori. Leggi tutto

L'esperienza della Regione Marche: l'impegno a sostegno dei giovani

Luigi Minardi sottolinea la novità e fa un parallelismo tra la creazione del Ministero delle Politiche Giovanili e dell’Assessorato alle Politiche Giovanili nella Regione Marche. Nonostante l’Assessorato sia nato poco più di un anno fa, già nel 1995 la Regione aveva emanato una legge sulle politiche giovanili; oggi si contano numerose iniziative volte a garantire sicurezza e impegno nei confronti dei giovani come per esempio i buoni casa o il prestito d’onore per avviare un’azienda.Leggi tutto

I giovani protagonisti di un'Italia che cambia

Cristian Carrara affronta nel suo intervento alcuni temi che vedono i giovani come protagonisti. Sulla base della sua esperienza sia di portavoce del Forum Nazionale Giovani che di giovane, secondo Carrara oggi è difficile poter definire esattamente cosa siano i giovani; il panorama giovanile si presenta decisamente frammentario per le tante idee che circolano. Finalmente, anche grazie al Ministero, oggi si parla del tema dell’accesso per i giovani come punto di partenza per lo sviluppo sia personale che del paese.

I cittadini attivi: uno scrigno di conoscenza, soluzioni e motivazioni.

Giustino Trincia fa riferimento a cinque ambiti nei quali ritiene occorra implementare il principio di sussidiarietà orizzontale: la semplificazione amministrativa; la regolazione del mercato; il ruolo negoziale delle organizzazioni civiche per dirimere le controversie; la nascita e la diffusione di servizi di informazione, assistenza e intervento a favore dei cittadini; i sistemi di promozione e verifica della qualità basati sull’impegno civico.Leggi tutto

Una rivoluzione culturale per produrre un cambiamento reale nel rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini

Emanuele Forlani risponde agli spunti sollevati da Valeria Spagnuolo e parla di esperienze di sussidiarietà orizzontale come base di una rivoluzione culturale. Forlani riflette su una serie di punti che considera dei tabù da sfatare: non è vero che pubblico coincide con statale; non è vero che la sussidiarietà abbia a che fare solo con il welfare; la sussidiarietà non è uno scopo ma uno strumento. Forlani sottolinea la necessità di un profondo cambiamento culturale e lessicale per cambiare il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini.Leggi tutto

Per andare oltre il bricolage di sussidiarietà occorre superare la dicotomia pubblico-privato

Tiziano Treu ritiene che le esperienze locali siano molto importanti nella determinazione della cultura e delle pratiche di sussidiarietà. Per andare oltre il bricolage di sussidiarietà occorre una sistematizzazione più ampia. Nel nord Europa esiste il PPP (Public Private Partnership) che Treu ritiene una vera miniera a cui il nostro Paese dovrebbe attingere anche per rompere le catene ideologiche che vedono opposti il settore pubblico e quello privato. Treu accenna alle varie forme di sussidiarietà possibili.Leggi tutto

Quali sono gli strumenti attraverso cui la cittadinanza attiva concretizza il proprio ruolo di risorsa per il Paese?

Valeria Spagnuolo sottolinea come la cittadinanza attiva rappresenti un valore aggiunto per la pubblica amministrazione e per tutta la società civile poiché la partecipazione dei cittadini alla vita sociale e politica rappresenta uno strumento di confronto e di stimolo continuo. Spagnuolo introduce la tavola rotonda con degli spunti: quali sono le modalità operative che possono rendere concreto il valore della cittadinanza attiva? Come si aiutano i giovani a far crescere il loro livello di partecipazione?

Il ruolo della Guardia di Finanza e gli strumenti operativi per la lotta alla corruzione

Giuseppe Vicanolo descrive le attività investigative condotte dalla Guardia di Finanza che, secondo il proprio ruolo istituzionale di polizia economica finanziaria, è coinvolta in prima linea nella lotta alla corruzione. Egli descrive i sistemi messi a punto dalla criminalità organizzata per sfuggire ai controlli fiscali. Vicanolo illustra i dati registrati dalla Guardia di finanza su reati commessi contro la pubblica amministrazione nel 2006 attraverso i quali si registra un aumento del 50%.Leggi tutto

Il concetto di CSR: definizione e stato dell’arte

Un’impresa è socialmente responsabile quando crea valore per la società civile nel medio e lungo termine, afferma Luciano Hinna, ma la CSR è un prisma con tante facce, poiché diverse sono le definizioni che ne vengono date. In comune vi è il concetto della consapevolezza, in quanto l’impresa - sia essa pubblica, privata o non-profit – deve essere consapevole che la propria attività mette in moto dei meccanismi sul mercato e, se da un lato, può creare opportunità per altri soggetti, dall’altro può lederne gli interessi. E gli interessi vengono tutelati dai comportamenti, non dalle norme.