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E' finalmente possibile misurare i comportamenti. Contributo di Gianni Scopetani

“L’ammodernamento tecnologico e organizzativo della pubblica amministrazione si è rilevato insufficiente a garantire l’atteso miglioramento di efficacia ed efficienza.” Da questa constatazione parte il lavoro di analisi di Gianni Scopetani, Responsabile Area Sviluppo, manutenzione delle metodologie di Audit e Risk assessment, D.C. Ispettorato Audit e Sicurezza dell' INPS e la sua proposta di una nuova metodologia per l’audit nei servizi e nella PA. A seguire vi proponiamo un suo contributo di sintesi del lavoro presentato nel testo “Metodologia per l’audit nei servizi e nella PA. La misurazione dei comportamenti: tecniche e strumenti innovativi”, edito da FrancoAngeli mentre vi diamo appuntamento a FORUM PA 2011 per un approfondimento sul tema.

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Un nuovo modello organizzativo per combattere la corruzione

Giuseppe Cerasoli incentra il suo intervento sui temi dell’adeguatezza dei sistemi di governance nella PA e sull’etica dei pubblici dipendenti. Nella sua riflessione affronta i temi della selezione e della rotazione dei pubblici dipendenti, della redazione del codice etico e del disegno di sistemi di controllo per prevenire i rischi di corruzione e frode. L’obiettivo è quello di un nuovo modello organizzativo che assicuri alla PA trasparenza e tracciabilità delle decisioni da in lato, valutazione indipendente e controllo efficace dall’altro.

Impresa, corruzione e PA: questione di responsabilità

Marcella Panucci propone una riflessione sui fattori endogeni all’impresa che favoriscono fenomeni corruttivi. A partire dal Decreto legislativo 231/2001, il mondo dell’impresa ha dedicato crescente attenzione ai sistemi di controllo interno, attraverso la mappatura del rischio e la proceduralizzazione delle attività. Un punto fondamentale su cui lavorare rimane la responsabilizzazione e l'eventuale sanzione del dirigente pubblico come dell’amministratore d’impresa.

L'esperienza INPS: una realtà in crescita

Raffaello Marchi riconosce all’audit il ruolo di un sistema di valutazione per la crescita della pubblica amministrazione. L’audit deve indurre dei miglioramenti sia in maniera preventiva che repressiva, indicando quali sono le strade per procedere in una direzione corretta. L’audit è anche un sistema di monitoraggio e consulenza e comporta un grado di attuazione delle scelte gestionali in tempo reale. Le prospettive future sono la creazione di una rete di audit tra tutti gli enti previdenziali in stretto dialogo con le agenzie fiscali.

La gestione del Rischio nell'Agenzia del Territorio

Francesco Fiumanò illustra la struttura di auditing e le attività dell’Agenzia del Territorio.Leggi tutto

L'internal auditing nell'Agenzia delle Entrate: una realtà in evoluzione

Salvatore Di Giugno illustra la missione e l’architettura della Direzione Centrale Audit e Sicurezza dell’Agenzia delle Entrate. L’esigenza di questa struttura direzionale nasce dalla necessità di integrare esigenze aziendali e spinte normative. Questo ha determinato un nuovo assetto dell’organigramma interno all’Agenzia. E’ opportuno che le attività di auditing vengano realizzate sia preventivamente che ex post nella verifica di irregolarità.Leggi tutto

La governance della pubblica amministrazione e gli obiettivi dell’internal auditing

Giuseppe Cerasoli introduce i principali obiettivi della funzione dell’internal audit. Il primo punto da cui occorre partire, a suo giudizio, è definire un corretto modello di governance della pubblica amministrazione per diffondere un’etica dei comportamenti, misurare i risultati dell’organizzazione e renderli trasparenti alla collettività. I ruoli operativi dell’internal auditing, più nello specifico, sono: motore di sviluppo di sistemi di misurazione e gestione del rischio; valutazione dei sistemi di controllo interno; strumento di evidenza dell’adeguatezza delle performance. Leggi tutto

Come si innesta la funzione di audit in una realtà come quella dell'Inail?

Stefania Di Pietro interviene nell’ambito della tavola rotonda interessata a conoscere quale sia la funzione organizzativa più idonea per lo start up della funzione di audit in una realtà come quella dell’Inail. Domanda inoltre se non sia preferibile creare una struttura ex novo, e in questo caso quali siano le professionalità da prevedere e come queste integrino la funzione di controllo preventiva con quella ex post.Leggi tutto

L'audit e gli strumenti di autovalutazione: due strumenti da usare in sinergia

Paolo Olimpieri, a partire dalla sua esperienza di ispettore, sostiene che quando di verifica una frode non è sempre semplice individuare i distinti ambiti di responsabilità. Di conseguenza ci sono situazioni in cui è molto difficile spiegare ad un magistrato cosa è accaduto e dargli un parametro che gli permetta di individuare l’effettivo grado di responsabilità delle persone coinvolte. Nell’ambito della tavola rotonda egli domanda se o processi di autovaltuazione possano servire anche all’ente come strumento di presentazione all’esterno. Risponde Salvatore Di Giugno.

Come si individuano le aree dei processi che saranno analizzati nell'audit?

Angela Razzino sottolinea come gli enti previdenziali abbiano due ordini di vertice differenti: uno burocratico, l’altro politico. Questa situazione rende critica la gestione in piena indipendenza di una funzione delicata come quella di audit. L’audit si indirizza all’analisi del processo per individuarne eventuali criticità. Ogni processo ha un rischio che non può essere eliminato ma presidiato. Nell’ambito della tavola rotonda la Razzino domanda a chi competa la mappatura dei processi che poi verranno analizzati dall’audit.