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Agenda Digitale: tanti cantieri - soprattutto nelle regioni - che vanno resi operativi

L’Agenda Digitale nazionale si potrà realizzare solo se scendiamo ad un livello maggiormente operativo e se si attua una piena collaborazione tra centro e territori, in primis le Regioni. Questi i due punti cardine per l'attuazione dell'Agenda Digitale, secondo Antonio Samaritani intervenuto oggi a Roma alla presentazione della strategia "Lazio Digitale", che ha proposto anche una lista di priorità su cui lavorare insieme.

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Verso una carta della cittadinanza digitale. Ne parliamo a #FPA2015

La “Legge Madia” prevede una “Carta della cittadinanza digitale” che apre a nuovi diritti che l’accesso alla rete e l’uso delle nuove tecnologie rendono disponibili per i cittadini e imprese. Si tratta adesso di attuare quanto proposto e aprire nuovi canali di comunicazione tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese. Il pomeriggio del 26 maggio a FORUM PA 2015 si terrà l'evento "Verso una carta della cittadinanza digitale" in collaborazione con Stati Generali dell'Innovazione.

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La "carta della cittadinanza digitale" è in Senato

Mentre in aula si svolgono le votazioni per l'elezione del Capo dello Stato, le Commissioni parlamentari continuano a lavorare su riforme altrettanto importanti - anche se di minore interesse per i media tradizionali. E' il caso del disegno di legge delega "Madia" sulla riforma delle amministrazioni che, in base ad un emendamento del relatore, potrebbe rivelarsi un grande passo in avanti per quanto riguarda i diritti dei cittadini nel processo di digitalizzazione ed ammodernamento della PA. Il primo articolo diverrebbe di fatto una vera e propria "Carta della cittadinanza digitale".

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Wikipedia salva tutti?

Molti se ne sono accorti a partire da una di quelle grandi piccole curiosità che quotidianamente ci portano a Wikipedia. Ieri Wikipedia Italia ha “nascosto” le sue pagine reindirizzando ogni sua voce a un comunicato di allarme e protesta contro il cosiddetto comma “ammazza blog”, ovvero il comma 29 del Ddl sulle intercettazioni in discussione in Parlamento in questi giorni. “Questo comma ucciderà Wikipedia”, questa brutalmente la sintesi del comunicato di Wikipedia Italia. A fronte di una appassionata mobilitazione in rete e della presa di posizione di esponenti di entrambi gli schieramenti, ieri la Commissione Giustizia della Camera è giunta ad un’intesa, specularmene detta “salvablog”. Vediamo a che punto siamo.

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"Pane e internet" contro il digital divide in Emilia - Romagna

La Regione Emilia-Romagna apre la seconda edizione di Pane e Internet”, progetto per la riduzione del digital divide attraverso l’alfabetizzazione digitale.

A beneficiare dei nuovi corsi 10.000 persone, appartenenti alle categorie più esposte a rischio di digital divide, ovvero: anziani, donne - perlopiù casalinghe, immigrati over 45, persone che per età, interessi, usi, abitudini, si ritrovano ad essere distanti dal computer e dall’universo di internet.

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I Civis.net, gli Off line e gli altri. Cittadinanza digitale in numeri

L’Osservatorio Capitale Sociale ha iniziato a “dare i numeri” della cittadinanza digitale in Italia, rilevando quanti e chi sono i cosiddetti Civis.net. A partire dall’incrocio di due variabili - la lettura dei quotidiani on line e l’uso di internet per discutere e informarsi di politica - si delineano i profili dei cittadini on line e di quelli off line. Non sono numeri che dicono tutto, assumendo una prospettiva parziale, ma sicuramente suggeriscono qualcosa. Ad esempio che la cittadinanza digitale include ma supera il profilo dell’utenza e che difficilmente si improvvisa.

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Internet riguarda tutti. Voci dall’Internet Governance Forum Italia 2010

Internet riguarda tutti.  Imprese, informatici, università e centri di ricerca, pubbliche amministrazioni, organizzazioni sociali, cittadini di tutte le età e latitudini. Riguarda le persone. Quelle che lo usano, quelle che vorrebbero usarlo a condizioni migliori e soprattutto quelle che non lo usano. Così l’Internet Governance Forum Italia 2010 mette al centro, con un fuori programma, il “diritto ad internet”.

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Dal wifi libero alla cittadinanza digitale

Quali sono i problemi della responsabilità e della sicurezza che sussistono intorno al tema del “wifi libero”? Che utilità reale ha per la sicurezza nazionale la normativa inserita nell'articolo 7 del decreto Pisanu? Come si coniugano privacy, responsabilità dell'uso della rete e diritti/doveri di cittadinanza? Su questi temi si è articolato l'incontro tematico “Dal wifi libero alla cittadinanza digitale” organizzato dal Laboratorio dell'Innovazione nell'ambito dell'IGF Italia. L'incontro si inserisce nella discussione oggi in corso in Italia sul “wifi libero”, con la consapevolezza della sua stretta correlazione sia con il tema della regolamentazione e della responsabilità sulla rete sia, in generale, con le scelte strategiche che i Paesi devono assumere in tema di accesso alla rete, di utilizzo di Internet e, più ampiamente, di cittadinanza digitale.

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Il Digitale è Politico: una nuova generazione di diritti di cittadinanza

La convinzione che abbiamo raggiunto è che l'idea di affidare le istanze legate ai diritti digitale alla sola "governance" non basta. Questi diritti civili di nuova generazione si potranno affermare solo con il formarsi di un movimento che coinvolga un'ampia parte della società civile e dell'opinione pubblica. Il nostro obiettivo è quindi quello di individuare gli elementi necessari alla crescita di tale movimento, che è esattamente quanto abbiamo cominciato ad esplorare con l'incontro "Il Digitale è Politico: una nuova generazione di diritti di cittadinanza", all'interno dell'IGF Italia 2010.  In particolare sono quattro gli aspetti che abbiamo voluto approfondire.

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Il diritto di accesso a Internet

La proposta – non in programma – di Stefano Rodotà di riconoscere all’accesso a Internet la dignità di diritto costituzionale inserendo nella nostra Carta Costituzionale un art. 21 bis ha, inesorabilmente, rappresentato il fulcro delle discussioni nel corso del convegno sul diritto all’accesso a Internet, organizzato dall’ITTG – Istituto di Teoria e tecnica dell’informazione giuridica, di Firenze nell’ambito dell’IGF Italia 2010. L’art. 21 bis della Costituzione italiana ipotizzato recita "Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale". La proposta ha diviso gli addetti ai lavori non tanto sulla possibilità di considerare il diritto all’accesso a Internet un diritto fondamentale – o addirittura costituzionale – del cittadino quanto piuttosto sull’opportunità e la necessità di farlo attraverso un’integrazione della Costituzione.

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