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A Biella amministrazione e cittadini dialogano sui social

Oggi poco meno di un italiano su due ha un profilo sul social network più famoso del mondo, Facebook. Non può quindi restare lontano da questa piazza chi deve parlare ai suoi cittadini, ovvero un Comune. Oggi portiamo all’attenzione dei lettori l’esperienza della città di Biella che negli ultimi mesi ha avviato un’intensa attività digitale, puntando proprio sui social. Dai “question time” con gli assessori sulla pagina Facebook del Comune al protocollo #segnalaloaBiella, per far parlare cittadini e uffici anche attraverso WhatsApp. E per promuovere il territorio e le sue bellezze, le immagini di #innamoratidelBiellese su instagram.

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Social network e PA, a volte funziona: guardate il Comune di Milano

Il Comune di Milano si distingue sui social per la capacità di coinvolgere, attraverso elementi ludici e visivi, i propri cittadini. Un bell'esempio di social PA a cui hanno contribuito due giovani comunicatori: Paola Bonini, responsabile del social media team, e Alessio Baù, responsabile dei contenuti, che ci spiegano come si crea un racconto della città con volontà politica, formazione e..indovinate? Partecipazione civica. Entriamo in modalità display.

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Le PA su Facebook: ancora poche e malandate

Torniamo ad occuparci della ricerca FacebookPA, curata da Giovanni Arata, che indaga annualmente l’orizzonte “social” delle amministrazioni locali e regionali italiane, focalizzandosi sulla piattaforma di Mark Zuckeberg. Poche le novità rispetto all’anno scorso: le PA su Facebook sono poche e – con le dovute eccezioni – ancora poco consapevoli del mezzo o addirittura dormienti. Non mancano però i campioni.

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Pa e social media tre ricerche presentate a #FORUM PA 2013

Qual è la situazione del rapporto tra Pubbliche Amministrazioni e social media dopo oltre un anno dalla pubblicazione delle linee guida del Ministero della Funzione Pubblica? Se ne è parlato oggi a FORUM PA 2013 alla presenza di ricercatori e amministrazioni che hanno consolidato la loro presenza sui social network.

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Le pa e i social network: ecco la prima ricerca quali-quantitativa

L’affezione degli italiani ai social network ha avuto un impatto tangibile sulle aziende commerciali, ma quanto sta influendo sulla capacità delle Pubbliche amministrazioni di ripensare il rapporto col cittadino? Per comprendere lo stato della presenza sui social media dei comuni capoluogo, io e Giovanni Arata (ricercatore freelance già noto per i rapporti su Facebook e Twitter della serie #socialPA) abbiamo svolto un'indagine quali-quantitativa sulle loro performance. Grazie allo strumento di analisi Social Analytics di Blogmeter, per la prima volta, siamo riusciti a raccogliere oltre 200.000 dati prodotti dalle attività di queste amministrazioni su Facebook e su Twitter nell'arco di 3 mesi (1 novembre 2012 - 31 gennaio 2013).
Ecco le evidenze principali emerse, che potranno essere approfondite scaricando la ricerca completa.

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Dipendenti pubblici sui social network. Dal “social networking break” alla qualità del lavoro

Perché la PA italiana dovrebbe investire di più sui social network, mettendo i suoi dipendenti in condizioni di frequentare gli spazi social e fare rete on line? Lo abbiamo chiesto a Steve Ressler, fondatore e presidente di GoovLoop, il social network che negli USA mette in rete oltre 60.000 tra dipendenti pubblici e persone a vario titolo interessate all'innovazione della PA, a margine dei lavori del Barcamp InnovatoriPA 2012.

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Facebook PA. La sintesi di Giovanni Arata @Barcamp InnovatoriPA 2012

Facebook PA è il rapporto curato da Giovanni Arata, ricercatore free lance, che mappa e analizza la presenza delle amministrazioni italiane (comuni, province e regioni) sul più popolare social network. Le presenze si attestano tra 1200 -1300 su ben 21 milioni di account italiani registrati, ma ci sono alcune good news. Ad esempio in un tessuto caratterizzato da molti piccoli centri, come quello italiano, ci sono piccoli comuni e province che fanno un lavoro egregio sui social media. E i funzionari, sono abbastanza social? E, ancora, chi gestisce Facebook nelle diverse amministrazioni? La sintesi nell’intervista a Giovanni, a margine dei lavori del Barcamp InnovatoriPA 2012, il 18 maggio a FORUM PA 2012.

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Non sempre i cittadini vogliono alzare il telefono. Su Facebook per migliorare i servizi pubblici locali

Che milioni di cittadini siano su Facebook non è una novità. Che ci passino tanto tempo con le motivazioni più disparate non è propriamente affare della pubblica amministrazione, se non fosse che questo frequentatissimo spazio sociale può essere facilmente usato per migliorare i servizi pubblici. Così si accende la lampadina dell’eureka statunitense, ancora una volta, e succede che il team CivicPlus, specializzato nel web delle amministrazioni locali, sviluppa un'application che si chiama Citizen Request Tracker (CRT), gratuita e facile da scaricare dal proprio profilo Facebook. Per fare cosa? Per inviare segnalazioni di malfunzionamento o incuria (dall’illuminazione pubblica ai cani randagi) nella propria città, mantenendo traccia delle richieste, delle risposte e delle comunicazioni di follow up. 

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Lotta fra media: tv e radio francesi mettono al bando i social network. Ma i veri "nemici" siamo tutti noi

Il Conseil Supérieur de l’Audiovisuel ha stabilito che nelle trasmissioni non si possono più pronunciare le parole “Facebook” e “Twitter”: utilizzare questi termini equivale a fare pubblicità tout court a quei marchi a scapito della concorrenza, quindi delle stesse emittenti. Una presa di posizione dura in difesa della categoria dell’informazione, che però testimonia la sempre più crescente influenza della comunicazione in rete. Con queste iniziative si certifica di fatto la crescita di un fenomeno i cui contorni futuri, nella loro imponenza, sono ancora tutti da definire.

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Se i social network ti si rivoltano contro: il caso della moschea di #Sucate

Chi frequenta i social network si sarà accorto che da ieri pomeriggio circolano curiosi messaggi su un fantomatico (ed inesistente) quartiere di Milano di nome “Sucate” e sulla sua via principale: via Giandomenico Puppa. Sono gli strascichi di una piccola gaffe fatta su Twitter dall’uscente sindaco di Milano Letizia Moratti. Un esempio di come usare in maniera poco corretta gli strumenti sociali della rete possa causare più danni che benefici.

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