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Fattori responsabilizzanti per processi di valutazione reali

Tiziano Treu riconosce come tra il disegno di riforma del pubblico impiego degli ultimi vent’anni e la sua realizzazione ci sia stata una sfasatura dovuta alla mancanza nel settore pubblico di un fattore responsabilizzante analogo a ciò che rappresenta il mercato per il privato. Amministrare la valutazione e gli incentivi è una cosa molto difficile e l’introduzione delle fasce secondo Treu è stata un errore autodistruttivo.

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Per una nuova leadership della dirigenza pubblica

Michel Martone spinge a non enfatizzare la portata del D.lgs.150/09, che nella realtà non ha avuto quell’impatto traumatico che ci si auspicava o si temeva. Il dirigente è chiamato a troppe responsabilità ogni volta che fa qualcosa, ma la responsabilità più importante – quella di risultato – non vale a salvarlo da tutte le altre.

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Nuovi strumenti per il datore di lavoro pubblico

 Antonio Naddeo sintetizza nel suo intervento il percorso di riforma del pubblico impiego, dalle privatizzazioni degli ’90 al D.lgs. 150/09. In questa ultima fase, sottolinea Naddeo, il legislatore è andato a intervenire sui punti in cui è stato carente nella prima fase di riforma: il ruolo dei dirigenti nella valutazione del personale, il ruolo delle sanzioni disciplinari e la ridefinizione dei comparti di contrattazione.

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D.lgs.150/09: verso una ri-pubblicizzazione del pubblico impiego?

Alberto Stancanelli ricorda come negli anni passati l’amministrazione non abbia svolto adeguatamente il ruolo di datore di lavoro, cosa che ha portato alla distribuzione a pioggia degli incentivi e alla mancanza di meritocrazia; a questa situazione però le riforme Brunetta a suo avviso non rispondono in maniera adeguata.

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Public management e produttività

Carlo Dell’Aringa invita a non abbandonare la sfida di trasferire nel settore pubblico le pratiche virtuose di gestione delle risorse umane del settore privato. L’urgenza attuale è quella del recupero di produttività, ma la legge da sola non basta, anzi a volte può essere controproducente nei cambiamenti culturali perché rischia di provocare reazioni contrarie.

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Due appuntamenti sulla contrattazione nel pubblico impiego

Tra i temi che più interessano il lavoro pubblico in questi anni c’è sicuramente quello della contrattazione, stretto com’è tra il principio incentivante previsto dal d.lgs. 150/09 e le recenti norme in tema di congelamento salariale. A FORUM PA 2011 due eventi nella giornata di mercoledì 11 maggio, proveranno a illustrare la situazione e proporre possibili “vie d’uscita”.

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Applicazione della Legge 15/2009 sulla riforma della contrattazione collettiva

Un dettagliato excursus sugli aspetti applicativi della Legge 15/2009, incentrato sui quattro principi di delega fondamentali stabiliti dalla “legge Brunetta”: • convergenza degli assetti regolativi del lavoro pubblico con quelli del lavoro privato (con particolare riferimento al sistema delle relazioni sindacali); • miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia delle procedure della contrattazione collettiva; • valorizzazione del merito e riconoscimento di meccanismi premiali per i singoli dipendenti, sulla base dei risultati conseguiti dalle relative strutture amministrative; • definizione Leggi tutto

Lo spazio della contrattazione nella gestione delle pubbliche amministrazioni

Lo spazio della contrattazione è importante, ma non può essere demandato tutto a questa sfera, annullando ogni possibilità di gestione all’interno della pubblica amministrazione. Secondo Gallozzi, nel rapporto dirigente-organizzazione sindacale-classe politica, il dirigente spesso si è trovato “schiacciato” tra gli interessi e le pressioni degli altri due soggetti.Leggi tutto

Come attuare i principi della retribuzione di risultato

Massimo Massella Ducci Teri denuncia come per tanti anni il sistema della valutazione sia stato interpretato soltanto come un metodo per legittimare l’attribuzione a tutti della retribuzione di risultato. La riforma dunque è fallita nell’attuazione a causa della poca forza della classe dirigente, che deve essere supportata da un’adeguata formazione manageriale ed eventualmente da strutture di controllo sulla contrattazione di secondo livello.

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