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Il ruolo del tecnico dell'ente locale nell'iter realizzativo delle opere pubbliche

UNITEL ha come obiettivi statutari la valorizzazione professionale dei tecnici degli enti locali ed il miglioramento dei servizi alla collettività reso dagli uffici tecnici delle amministrazioni. Bernardino Primiani dopo aver presentato l'associazione, apre il convegno approfondendo il ruolo del tecnico nell'iter realizzativo delle opere pubbliche anche alla luce delle recenti novità normative, che, purtroppo. riducendo gli incentivi ed i meccanismi di premialità, ne sviliscono professionalità e compiti.

Come cambia il profilo dei tecnici della PA alla luce del nuovo codice degli appalti

Per Giuseppe Chinè ad oggi non esiste una disciplina sedimentata nel settore degli appalti pubblici e questo rapppresenta una enorme difficoltà per i tecnici della pubblica amministrazione che nel nuovo codice degli appalti assumono un nuovo ruolo e maggiori responsabilità. Tale complessità esige che i tecnici cambino volto, aggiornando la loro professionalità ed acquisendo competenze inerenti al diritto ed alla giurisprudenza. Naturalmente in questo contesto non possono mancare meccanismi premiali ed incentivi alla formazione continua.

I livelli della progettazione definiti dal nuovo codice degli appalti

Nei procedimenti di realizzazione di opere pubbliche gli errori progettuali rappresentano le cause maggiori di contenzioso tra pubbliche amministrazioni committenti ed imprese. Nel nuovo codice degli appalti sono elencati in maniera ben precisa i compiti che il tecnico progettista è chiamato ad assolvere e sono indicati con estremo dettaglio le componenti necessarie del progetto. Il testo, inoltre, introduce la novità dei tre livelli di progettazione:dalla fase preliminare alla progettazione esecutiva, sino al controllo sulla realizzazione dell'opera.

Le novità del codice degli appalti: una sfida lanciata alle amministrazioni pubbliche

Massimiliano Atelli, dopo aver ribadito che la figura del tecnico della Pa ha un ruolo centrale nella progettazione e realizzazione di interventi a beneficio della collettività, riassume le novità del codice dei contratti pubblici nella sfida lanciata alle amministrazioni pubbliche ad individuare dapprima le esigenze da soddisfare, per poi costruire su di esse la miglior forma contrattuale possibile. Questa sfida viene lanciata puntando sulla progressiva autosufficienza delle amministrazioni pubbliche e sull'obiettivo di riduzione del deficit interno degli enti.

Nuovo codice degli appalti e qualità delle opere pubbliche

Alessandro Botto pur riconoscendo nel nuovo codice degli appalti un riferimento importante per l'affidamento di opere pubbliche, sottolinea come il testo non risolva la mancanza di certezza normativa, dato il quadro di regole complesso e a volte contradditorio. La complessità del sistema deriva anche dal fatto che oggi non è più sufficiente un approccio formalistico al processo di affidamento, ma è necessario che le fasi di progettazione, realizzazione e verifica siano tese a misurare la qualità effettiva dell'opera pubblica realizzata.

La figura Responsabile Unico del Procedimento alla luce del regolamento che seguirà il nuovo codice degli appalti

Per Roberto Garofoli una delle criticità maggiori da affrontare nel sistema degli appalti pubblici è la polverizzazione delle stazioni appaltanti. E’ infatti impossibile pensare che ci siano competenze elevate in tutte le numerose stazioni appaltanti attualmente presenti in Italia, così come è difficile immaginare che piccoli Comuni abbiano al proprio interno le professionalità tecniche ed amministrative necessarie per realizzare grandi opere.Leggi tutto

ASFOR e l’offerta formativa presso la PA

A partire dal primo rapporto annuale sulla formazione nella PA redatto da SSPA, ASFOR si è impegnata con dedizione alla formazione presso le pubbliche amministrazioni. Luigi Pieraccioni, Presidente ASFOR, riporta l’esperienza dell’associazione, focalizzando l’attenzione sul processo di modificazione della domanda formativa, concepito non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi, e sulla necessità di adattare l’offerta formativa alle nuove esigenze.

Introduzione al convegno Misura PA. Primi risultati dei “cento indicatori

La possibilità di misurare l’azione del governare è uno dei presupposti alla base di ogni democrazia. La misurazione, quindi, della qualità delle istituzioni, delle amministrazioni e delle loro prestazioni è un problema ineludibile di ogni governo democratico. Stefano Sepe, CNEL, introduce e modera il convegno “Misura PA. Primi risultati dei “cento indicatori” richiamando l’attenzione su un aspetto provocatorio: le amministrazioni pubbliche, a differenza del settore privato, governano non solo un insieme più o meno definito e differenziato di attività, ma anche un insieme di policy.Leggi tutto

Dal principio alla prassi, la riforma del lavoro pubblico nei suoi aspetti applicativi

Leonello Tronti contesta il fatto che con la legge delega e il decreto si sia voluto limitare lo spazio della contrattazione affermando che essi ribadiscono principi già contenuti nei dispositivi legislativi precedenti. La vera rivoluzione, afferma, è nell’applicazione del principio che la valutazione definisce chi premiare e la contrattazione definisce quanto premiare.Leggi tutto

Il patto di stabilità e l'assenza di autonomia finaziaria degli enti locali

L'assenza di autonomia finanziaria per gli enti locali significa assenza di autonomia politica e si traduce nell'impossibilità per gli amministratori di attuare appieno i loro programmi di mandato. Se, inoltre, come emerge dai dati, 3/4 degli investimenti pubblici provengono dalla PA locale, l'assenza di autonomia finanziaria influisce negativamente sulla crescita economica dell'intero Paese.Leggi tutto