Cerca: Riforma PA, class action

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Lo scenario della Riforma Bruentta a due anni dalla pubblicazione

Carlo Dedodato apre il convegno presentando i partecipanti e introducendo il tema della giornata di lavori, la riforma Brunetta e le sue applicazioni alla contrattazione, nelle progressioni di carriera e nella distribuzione del salario accessorio.

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Eppur si muove. Primi risultati della diffida nella class action pubblica

La class action contro la pubblica amministrazione non è completa. Mancano ancora gli ormai “acclamati” standard qualitativi ed economici di riferimento. Eppure qualcosa si muove. Forse un po’ inaspettatamente. La diffida, primo passo dell’azione collettiva contro la pubblica amministrazione, sta dando i suoi, interessanti, primi risultati.

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Cittadinanzattiva avvia le prime class action contro la PA

Canone di depurazione pagato per un servizio non reso; mancato accertamento dell’invalidità civile; violazione dei termini per il rinnovo di permessi di soggiorno. Per questi disservizi e inefficienze, Cittadinanzattiva ha avviato le prime class action contro Pubbliche Amministrazioni e concessionari di servizi pubblici, sfruttando le disposizioni della Riforma Brunetta in materia di efficienza della PA che di fatto hanno reso operativa, dal gennaio 2010, la class action nel settore pubblico.

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Non solo PEC. Brunetta su decreto 150/09 e azione collettiva

Nel corso della conferenza stampa indetta in occasione della prima scadenza PEC per i professionisti obbligati a dotarsi di una casella di posta elettronica certificata entro il 29 novembre, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta ha spiegato che la PEC deve considerarsi il completamento informatico di una nuova procedura amministrativa.

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La controversa azione collettiva di Brunetta

Brunetta l’aveva annunciata da subito come un tassello della sua rivoluzione a sostegno del cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione. Prevista dalla legge 15/2009, promessa nel primo decreto delegato, da questo tagliata fuori e rinviata ad un decreto ad hoc, la cosiddetta class action contro la pubblica amministrazione è arrivata a ottobre sul tavolo del Governo per passare alle Commissioni parlamentari, alla Conferenza unificata ed entrare finalmente in vigore a gennaio 2010.

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Questa class action non ci piace perché nasce vecchia. Il punto di Cittadinanzattiva

“Ci piacerebbe essere smentiti dai fatti ma temiamo che questo strumento sia sostanzialmente inutile”, così l’avv. Liliana Ciccarelli, Responsabile nazionale settore conciliazione di Cittadinanzattiva, sulla class action contro la PA in vigore da gennaio 2010. L'handicap principale di questo strumento, per Cittadinanzattiva, è nella scelta miope di ignorare importanti innovazioni già in campo e di nascondere dietro parole dal suono "nuovo" la solita, vecchia dinamica: il cittadino contro la pubblica amministrazione in un labirinto di ricorsi, appelli, tempi dilatati e nessuna certezza di soluzione.
Cittadinanzattiva articola in tre punti la sua critica al testo sulla class action approvato in Consiglio dei Ministri e all'esame delle Commissioni parlamentari.

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Class action: attenzione all'effetto "moda"

Francesco Giorgianni introduce il punto di vista dell’Enel sulla class action, illustrando la procedura di conciliazione già attiva nell’azienda e dichiarandosi soddisfatto del rigore con cui le Autorità indipendenti lavorano in Italia. Augurandosi che la pubblica amministrazione italiana possa trasformarsi in una “amministrazione di risultati” chiede regole certe e una attenzione particolare del legislatore affinché la class action non si trasformi in “una moda al servizio del mercato degli avvocati”.

Quale class action?

Paolo Fraulino propone una riflessione sulla class action cosiddetta "normale", ovvero non riferita alla PA. In particolare si interroga sull’ultilità di un simile strumento e su quale possa essere la configurazione giuridica più opportuna. Si tratta di dare alle associazioni dei consumatori un nuovo diritto o piuttosto si tratta di una legittimazione processuale? La necessità assoluta è inquadrare la class action nelle regole processuali, per evitare di creare un pericoloso ibrido.Leggi tutto

Questa class action aiuta la PA a migliorarsi

"“Questa class action nasce dalla volontà della PA di migliorare se stessa, attraverso l’individuazione delle cause dell’inadempienza per poi rimuoverle, l’individuazione dei responsabili per sanzionarli e la diffusione della premialità per esaltare il merito. Il tutto con pochi costi se non addirittura con risparmio per l'amministrazione. Si tratta di un’azione collaborativa per la PA, in quanto aiuta la PA a migliorarsi”. Un analisi tecnico-giuridica del disegno normativo poi stralciato in sede di approvazione, nell’intervento di Ermanno De Francisco. "

Class Action: i nuovi strumenti per la tutela dei diritti

L’azione di classe (Legge Finanziaria 2008, articolo 2, commi 446 e 447; legge 4 marzo 2009, n. 15, articolo 4, lettera l) costituisce uno strumento legale capace di conferire tutela a diritti ed interessi afferenti una moltitudine di soggetti lesi da condotte plurioffensive, laddove il danno sofferto dal singolo sarebbe insufficiente a giustificare l’esercizio di un’azione individuale.Leggi tutto