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Pubblico impiego: una rivoluzione necessaria

La mobilità volontaria dei dipendenti pubblici italiani è praticamente inesistente: il 99,4% dei dipendenti pubblici non ha mai cambiato “posto di lavoro”. Solo sei lavoratori su mille si sono spostati da una amministarzione a un’altra dello stesso comparto, mentre sono addirittura solo otto su diecimila gli impiegati che hanno cambiato comparto. Non a caso, dunque, nella Riforma Renzi - Madia - di cui aspettiamo i primi testi ufficiali - la norma che fa più discutere è quella sulla mobilità. FORUM PA rende disponibile la Ricerca “Pubblico impiego: una rivoluzione necessaria”, gratuitamente scaricabile in versione integrale.

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Ministro Brunetta su stabilizzazione precari nella PA: "Stabilizzazione diffusa, incostituzionale"

 Nel corso del Question Time tenutosi ieri nell’aula di Montecitorio, il deputato Mario Pepe (Gruppo misto) ha chiesto al ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta di adottare iniziative normative volte a destinare annualmente risorse per la stabilizzazione dei lavoratori ‘precari’ delle amministrazioni centrali dello Stato. Ecco la risposta del Ministro. 

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Emiliano sindaco "sceriffo" e gli spazzini "wanted"

Si è rivelata senz’altro dirompente l’iniziativa del primo cittadino di Bari che ha recentemente “denunciato” attraverso facebook alcuni operatori ecologici (dis)impegnati nell’espletamento delle loro mansioni. Ma è proprio questo che ci si aspetta dall’uso delle nuove tecnologie da parte degli amministratori pubblici? Giova a qualcosa e a qualcuno sollecitare segnalazioni che sfiorano la delazione oppure è lecito piuttosto favorire lo sviluppo di supporti che possano rivelarsi funzionali alla migliore partecipazione attiva al governo delle nostre città?

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Lessico civile per le amministrazioni pubbliche. Per un patto di dignità tra istituzioni e cittadini.

L’editoriale di oggi riporta anche nel titolo e senza interventi miei, una “nota formale”[1] che il Comune di Reggio Emilia, nella persona del suo Sindaco Graziano Delrio, ha diretto al Presidente dell’Associazione dei Comuni italiani e che mi sembra prezioso per il suo contributo al dibattito su innovazione nella PA, lavoro pubblico, rapporto con i cittadini, lotta ai fannulloni ecc. Insomma su tutti i temi che saranno oggetto dei prossimi decreti delegati che la legge delega di Brunetta (L.15/09) partorirà.

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La trasparenza opaca della PA

E' di qualche giorno fa la pubblicazione sul sito del Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione dei dati sui costi delle consulenze e delle collaborazioni esterne nella PA.
Premesso che la trasparenza è un valore fondante di qualsiasi azione che riguardi l'amministrazione della cosa pubblica e che, quindi, l'iniziativa è sicuramente un segnale da apprezzare, ci fanno riflettere le considerazioni emerse in un editoriale di Carlo Mochi Sismondi e in un commento di Gaudenzio Garavini sulla capacità dei numeri "nudi" di esprimere senso.

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Le condizioni incentivanti dei comportamenti virtuosi nel pubblico impiego

Giuseppina Baffi concentra il suo intervento sugli strumenti che possono portare il dipendente ad avere una maggiore passione per il proprio lavoro. Sotto questo aspetto individua due punti critici: quelle zone grigie di passaggio di competenze all’interno del procedimento amministrativo frammentato in cui si annida l’assenza di responsabilità e alcune situazioni in cui il pessimo ambiente fisico di lavoro si ripercuote negativamente sull’approccio psicologico alle mansioni.

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Premiare e punire significa tutelare

Cesare Vaciago afferma che non esistono differenze sostanziali tra l’impiegato privato e quello pubblico. In tutto il mondo ogni tipo di impiego si divide in un 25% di persone che tirano la barca, un 25% di persone che sono la zavorra e un 50% di persone che si comporta a seconda di come vede trattati i primi e i secondi. Le due leve che devono essere garantite per via normativa per una sostanziale riforma del lavoro pubblico nella visione di Vaciago sono: 1. la possibilità di punire e premiare i dirigenti; 2. uno scivolo adeguato per incentivare il prepensionamento.

Il principio di responsabilità come chiave di volta per le PA che funzionano

Rino Tarelli rifiuta le formulazioni che nell’ultimo anno hanno costruito l’immagine dei fannulloni perché le considera incapaci di offrire una valutazione seria dei problemi. Bisogna invece a suo avviso ripartire dalle professionalità dei manager pubblici per costruire un sistema fondato sulla responsabilità e la competenza invece che sull’appartenenza politica.

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I lavoratori pubblici e il riscatto delle Pubbliche Amministrazioni

È vero o no che il discredito evidente di cui gode la nostra Pubblica Amministrazione sta travolgendo il ruolo istituzionale e la stessa dignità di migliaia di lavoratori pubblici? Questi lavoratori sono la causa della crisi di credibilità dell’Amministrazione o ne sono le prime vittime? Per rispondere a queste domande Pietro Barrera ha organizzato questo convegno, che introduce e conclude sottolineando – anche con diversi aneddoti – come oggi si abbia un quadro legislativo e contrattuale sufficientemente agile per intervenire efficacemente.