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Soggetti pubblici e privati nella gestione di dati sensibili

Massimiliano Atelli affronta il tema della circolazione delle informazioni nel sistema pubblico. Introducendo il concetto di riservatezza, osserva le diverse accezioni che esso può assumere, sottolineando le conseguenze in tema di gestione e conservazione da parte della PA dei dati ritenuti riservati. In particolare, nel suo intervento indica un problema di eccessiva semplificazione nella normativa sulla privacy in tema definizione di soggetti pubblici e privati e conseguente regolazione delle condotte.

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Agenzia delle Entrate e Legge sulla privacy

Mario Mazzeo incentra il suo intervento sull’analisi del caso della pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti da parte della Agenzia delle Entrate. Precisando che la privacy dovrebbe lavorare come una forma di tutela e non un alibi, definisce i principi posti dall’attuale normativa in tema di “dati conoscibili da chiunque”.

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Knowledge Cafè: lanciare sogni nella PA

Paolo Martinez, aprendo il Knowlegde Cafè dedicato al tema della e-democracy, presenta il metodo innovativo del Knowledge Cafè, adottato da svariate organizzazioni per facilitare lo scambio e la condivisione di idee e per stimolare la creatività. Nell’illustrate le regole di condivisione, invita a essere visionari, ricorda come prima o poi la visione si realizzi e come sia importante lanciare “sogni” anche all’interno della PA.

Le condizioni incentivanti dei comportamenti virtuosi nel pubblico impiego

Giuseppina Baffi concentra il suo intervento sugli strumenti che possono portare il dipendente ad avere una maggiore passione per il proprio lavoro. Sotto questo aspetto individua due punti critici: quelle zone grigie di passaggio di competenze all’interno del procedimento amministrativo frammentato in cui si annida l’assenza di responsabilità e alcune situazioni in cui il pessimo ambiente fisico di lavoro si ripercuote negativamente sull’approccio psicologico alle mansioni.

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Premiare e punire significa tutelare

Cesare Vaciago afferma che non esistono differenze sostanziali tra l’impiegato privato e quello pubblico. In tutto il mondo ogni tipo di impiego si divide in un 25% di persone che tirano la barca, un 25% di persone che sono la zavorra e un 50% di persone che si comporta a seconda di come vede trattati i primi e i secondi. Le due leve che devono essere garantite per via normativa per una sostanziale riforma del lavoro pubblico nella visione di Vaciago sono: 1. la possibilità di punire e premiare i dirigenti; 2. uno scivolo adeguato per incentivare il prepensionamento.

Il principio di responsabilità come chiave di volta per le PA che funzionano

Rino Tarelli rifiuta le formulazioni che nell’ultimo anno hanno costruito l’immagine dei fannulloni perché le considera incapaci di offrire una valutazione seria dei problemi. Bisogna invece a suo avviso ripartire dalle professionalità dei manager pubblici per costruire un sistema fondato sulla responsabilità e la competenza invece che sull’appartenenza politica.

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I lavoratori pubblici e il riscatto delle Pubbliche Amministrazioni

È vero o no che il discredito evidente di cui gode la nostra Pubblica Amministrazione sta travolgendo il ruolo istituzionale e la stessa dignità di migliaia di lavoratori pubblici? Questi lavoratori sono la causa della crisi di credibilità dell’Amministrazione o ne sono le prime vittime? Per rispondere a queste domande Pietro Barrera ha organizzato questo convegno, che introduce e conclude sottolineando – anche con diversi aneddoti – come oggi si abbia un quadro legislativo e contrattuale sufficientemente agile per intervenire efficacemente.

La nuova comunicazione interna. Reti, comunità e narrazioni per superare il modello trasmissivo

Passare dal tradizionale modello del codice al modello inferenziale nei processi di comunicazione interna. Questo il primo passo da compiere per ottenere una comunicazione moderna ed efficace, che sappia sfruttare pienamente anche tutte le opportunità offerte dagli strumenti del web 2.0. Il modello del codice si preoccupa, infatti, solo di trasmettere un messaggio dal mittente al destinatario, attraverso un canale, senza preoccuparsi di ricevere alcun tipo di feedback: non c’è una logica di tipo partecipativo e la comunicazione è indifferenziata.

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Organizzazioni che ascoltano

La dimensione partecipativa del web, con i suoi molti strumenti (wiki, blog, rating, tagging) fornisce molti spunti alle organizzazioni del settore pubblico e alle comunità locali, per consentire loro di diventare degli organismi realmente democratici, "learning organizations" e "learning communities", che sappiano ricavare ogni giorno le informazioni chiave per governare i processi direttamente alla fonte, cioè dalla società civile.

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Introduzione

A sette anni di distanza dall’entrata in vigore della Legge 150, si cerca di tracciare una sorta di bilancio degli elementi di eccellenza prodotti ed esaltati dalla nuova normativa e, per converso, quelli di criticità che hanno impedito ad alcune PPAA di ottimizzare gli sforzi nell’ambito delle attività di informazione e comunicazione.

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