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Il CNEL e la valutazione delle prestazioni finali erogate dalle PPAA

 L’art. 9 del D.lgs. 150/09 attribuisce al CNEL il compito di stendere una relazione annuale sulla qualità delle prestazioni finali rese dalle amministrazioni ai cittadini e alle imprese. Manin Carabba sottolinea come, se la Corte dei Conti riferisce principalmente al Parlamento e la CiVIT al Governo, il CNEL abbia il compito di parlare alle forze sociali.

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La valorizzazione dei talenti nella PA italiana.

Federico Minelle illustra la ricerca condotta sulla valorizzazione dei talenti nella PA realizzata a partire dalla letteratura esistente. Talenti intesi come le capacità di ciascuno di noi valorizzate nel giusto modo, secondo l'approccio “la persona giusta al posto giusto”.

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La valutazione in Regione Lombardia

 Renato Ruffini presenta l’esperienza dell’OIV in Regione Lombardia, dove il processo  valutativo si basa su un forte legame con la programmazione. All’interno delle Aree di Programmazione infatti vengono delineati – con la partecipazione di tutti i dirigenti – gli obbiettivi a cui viene collegata la successiva valutazione del ciclo della performance, mantenendo così una sostanziale omogeneità del sistema.

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La riforma Brunetta e la sanità: il punto di vista della U.I.L.F.P.L.

“Apprezzo il lavoro compiuto da Brunetta rispetto alla valorizzazione delle professioni, ma perché il sistema della fasce non viene applicato anche nel suo dipartimento?” Inizia con questa provocazione l'intervento di Giovanni Torluccio, il quale comunque riconosce l'esigenza di ridisegnare l'organizzazione della sanità sulla base di professionalità che si sono evolute negli anni e di bisogni della salute ora diversi - dovuti anche all'invecchiamento della popolazione -, con un necessario incrocio tra soluzioni in ambito sanitario e sociale.

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Valori, comportamenti, parallelo decreto 150 - 150esimo nazione

De Maria introduce la parte conclusiva del convegno “Movimentitaly: come aprire responsabilmente l'accesso ai vertici della PA” lanciando un tema particolare: un parallelo tra il decreto 150 e il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Come si collega questo argomento al progetto Movimentitaly, che si pone l’obiettivo di verificare le professionalità richieste ai dirigenti della PA e quindi contribuire alla scelta di figure davvero adatte a questo ruolo?

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Il ruolo della dirigenza pubblica tra nuove esigenze e limiti normativi

Accreditare e sviluppare le professionalità per avere una dirigenza pubblica all’altezza del compito richiesto è un’impostazione corretta, ma per rendere davvero più efficace il rapporto tra cittadini e PA bisogna tenere conto di alcuni aspetti centrali: lo sviluppo della flessibilità tra comparti e della mobilità tra enti e la necessità di investire in tecnologie in grado di aumentare l’efficienza della PA. Questa la posizione di Graziano Delrio, il quale sottolinea come la discussione sulla PA debba rientrare sempre all’interno di una discussione più ampia sullo sviluppo del Paese.

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Ruolo della dirigenza e misurazioen dei comportamenti operativi

Sandro Mameli è stato coinvolto direttamente nella stesura della riforma Brunetta ed anche per questo vede l’esperienza dell’INPS all’interno del quadro più generale della riforma. In particolare Mameli pone l’accento sul nuovo ruolo che il modello della misurazione dei comportamenti operativi chiede al dirigente: valutare il dipendente in base al raggiungimento di un obiettivo, non tenendo in considerazione la devianza rispetto allo standard, ma anzi valorizzandola come comportamento innovativo.

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Le sfide della riforma Brunetta in Croce Rossa Italiana

Patrizia Ravaioli presenta il processo avviato dalla Croce Rossa per la misurazione dei comportamenti operativi.

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Dalla misura quanitativa delle pervormance a quella qualitativa

Antonio De Luca illustra l’innovazione dell’INPS per quanto riguarda la misurazione delle performance nell’ottica del controllo di gestione. Per valutare la performance il volume dei servizi prodotti è sicuramente un indicatore importante, ma non può bastare. La misura della qualità, sia di interna ai processi sia di percepita all’esterno, è infatti fondamentale e occorre trovare indicatori validi.

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Le risposte alle proposte per l'Agenda Digitale italiana

Renzo Turatto a conclusione dell’incontro dedicato al percorso dell’Agenda Digitale italiana, presenta lo scenario in cui si sta muovendo l’Europa. La Commissione Europea ha pensato l’Agenda Digitale come uno strumento per impostare la propria attività, proponendosi di affrontare il tema del digitale non più dal punto di vista dell’offerta (incentivo allo sviluppo dell’ICT), ma soprattutto da quello della domanda lavorando su tre macro aree: regolazione, sviluppo del mercato, pervasività.

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