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Dalla riforma Brunetta alla manovra finanziaria: quale futuro per la dirigenza pubblica?

La relazione analizza gli elementi di continuità e discontinuità tra la “riforma Brunetta” (il decreto legislativo 150/2009 che attua la legge 4 marzo 2009, n. 15) e i precedenti processi di riforma della PA, in particolare per quanto riguarda il ruolo della dirigenza pubblica. Elementi di continuità: la riforma Brunetta si innesta per larga parte sul decreto legislativo 165/2001 (che aveva sistematizzato le precedenti riforme) conservandone l’impianto complessivo e i principi fondamentali, come la distinzione politica-amministrazione che è la base dell’autonomia della dirigenza.

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Trasparenza e valutazione per una PA che riconosca il merito e persegua l’efficienza

Il Ministro Brunetta ripercorre i punti salienti della riforma introdotta con il D.lgs. 150/09 leggendone i diversi passaggi sotto il profilo della trasparenza. Dalla pubblicazione sui siti istituzionali delle consulenze, degli stipendi e dei curricula dei dirigenti, alla divulgazione dei dati sull’assenteismo, dagli obblighi introdotti con il nuovo CAD alle azioni di semplificazione, tutta l’attività del Ministero dal suo insediamento – spiega Brunetta – è stata rivolta a rendere l’azione amministrativa misurabile, valutabile e per questo “rendicontabile”.

Riforma Brunetta: a che punto siamo?

Alfredo Ferrante introduce il convegno “A due anni dalla riforma, cosa è cambiato e cosa no?”, che tenta di chiarire soprattutto i seguenti aspetti: quanto la “riforma Brunetta” è legata alle precedenti riforme della PA (quelle avviate da  Amato-Ciampi e  Bassanini) e poi, soprattutto, quanto e come la PA è cambiata, per operatori e cittadini, a seguito del dlgs 150/2009.

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Decreto 150 fra luci e ombre. Ora un’alleanza tra lavoratori e dirigenti per cambiare la PA

Confronto e partecipazione responsabile al processo di riforma della PA, in un percorso che veda coinvolti tutti gli attori (amministrazioni, professionisti, sindacato e utenti) all’interno di un circolo virtuoso di modernizzazione. Questo, secondo Daniela Volpato, è l’approccio da adottare affinché  la riforma non segua la logica del semplice adempimento burocratico, ma sia realmente un processo imperniato sulla risposta a un bisogno, ad esempio quello di avere davvero una burocrazia più snella e servi più efficienti per imprese e cittadini.

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Gli effetti della Riforma Brunetta sulla contrattazione

Eugenio Gallozzi anima la tavola rotonda sulla nuova contrattazione integrativa evidenziando come, a seguito del D.lgs. 78/10, per qualche anno la contrattazione integrativa sarà l’unica contrattazione possibile. Negli anni passati – sottolinea Gallozzi – la contrattazione integrativa nella sostanza non ha seguito alcune alcune delle direzioni indicate dalla contrattazione collettiva nazionale, ciò ha reso necessario l’intervento di riforma, intervento che si trova però ora a scontare i limiti impostigli dalle nuove misure di finanza pubblica.

Ruolo e sfide dei controlli nella nuova contrattazione

Mario Nispi Landi affronta nel suo intervento le modifiche apportate al sistema dei controlli sulla contrattazione integrativa dal D.lgs. 112/08 e le modifiche successivamente introdotte dal D.lgs 150 del 2009, si concentra  sul raccordo tra i nuovi compiti demandati alla Corte dei Conti e gli altri momenti di controllo e verifica degli andamenti della contrattazione integrativa, e spiega alcune  problematiche metodologiche affrontate nella rilevazione ed aggregazione dei dati provenienti dai diversi enti.

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“Con i poteri del privato datore di lavoro”: D.lgs. 150/09 e rafforzamento della dirigenza.

Arturo Maresca compara nel suo intervento alcuni aspetti della gestione del rapporto di lavoro nel settore pubblico e nel settore privato. Dopo la prima e la seconda privatizzazione del pubblico impiego degli anni ‘90, la realtà applicativa ha registrato nella contrattazione numerosi sfondamenti sia rispetto ai limiti di spesa che rispetto alle materie che devono essere negoziate.

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La base normativa del nuovo corso contrattuale

 Elvira Gentile analizza nel dettaglio gli articoli di legge che hanno modificato – all’interno della riforma Brunetta – l’equilibrio delle relazioni sindacali con l’obbiettivo di rafforzare la parte datoriale del rapporto di lavoro pubblico. La contrattazione deve assicurare adeguati livelli di efficienza e produttività dei servizi pubblici ed incentivare l’impegno e la qualità della performance al fine del miglioramento dei servizi all’utenza; scopo del D.lgs.

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Ragioni, processi e criticità del nuovo assetto contrattuale dopo il D.lgs. 150/09.

 Qual è lo stato dell’arte della contrattazione integrativa?

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Presentazione della Relazione 2011 della Corte dei Conti sul costo del lavoro pubblico

 La Relazione 2011 della Corte dei Conti sul costo del lavoro pubblico contiene una complessiva ricostruzione delle politiche di personale, con particolare attenzione alle misure di contenimento della spesa relativa. La Relazione effettua un’analisi critica sull’andamento dell’ultima tornata contrattuale con una sintesi delle osservazioni formulate dalle Sezioni Riunite in sede di certificazione.

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