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L'esperienza della Regione Puglia: i giovani per lo sviluppo locale

Guglielmo Minervini presenta l’attività della Regione Puglia in materia di politiche giovanili soffermandosi sul disagio economico in cui versa il nostro paese, impedendo così uno sviluppo e maggiori possibilità per i giovani, e sulla necessità di intraprendere politiche per i più giovani intersecandosi con altri enti e ministeri. I giovani devono ritornare al centro per rilanciare il paese in tutti settori. Leggi tutto

L'esperienza della Regione Marche: l'impegno a sostegno dei giovani

Luigi Minardi sottolinea la novità e fa un parallelismo tra la creazione del Ministero delle Politiche Giovanili e dell’Assessorato alle Politiche Giovanili nella Regione Marche. Nonostante l’Assessorato sia nato poco più di un anno fa, già nel 1995 la Regione aveva emanato una legge sulle politiche giovanili; oggi si contano numerose iniziative volte a garantire sicurezza e impegno nei confronti dei giovani come per esempio i buoni casa o il prestito d’onore per avviare un’azienda.Leggi tutto

L'esperienza della Regione Lazio: una filiera tra istruzione, formazione e lavoro per i giovani

Alessandra Tibaldi concentra il suo intervento sulla necessità di potenziare la cooperazione interistituzionale tra gli enti locali e quelli centrali in materia di politiche giovanili. Leggi tutto

Introduzione al convegno “Politiche giovanili e sport: parole chiave accesso e partecipazione”

Roberto Giovanni Marino introduce il convegno “Politiche giovanili e sport: parole chiave accesso e partecipazione” che vuole essere un momento di riflessione sul tema delle politiche giovanili proprio perché per la prima volta è presente nel settore un’istituzione a livello centrale. Questa si presenta come un'occasione per avere un primo sommario bilancio dell’attività del Ministero per le Politiche Giovanili dopo la sua creazione.

Bilancio di un anno di attività e le sfide per il futuro

Il Ministro Melandri fa un primo bilancio dell’attività del Ministero, positivo nonostante ancora non sia stato colto il motivo per il quale si è scelto di istituire questo dicastero. In un anno si sono poste le basi per un lavoro da portare avanti per tutta la legislatura.

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Un bilancio sulle attività del Ministero per le Politiche Giovanili.

Giovanni Lolli fa una prima verifica e un primo bilancio dell’attività del Ministero sottolineando come l’Italia abbia colmato un divario tra gli altri Paesi dell’Unione grazie all’istituzione di un dicastero con compiti e obiettivi che erano sempre a carico di altre istituzioni non sempre in grado di gestire politiche del genere.

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L'ANCI per i giovani

Roberto Pella sottolinea l’impegno e il ruolo dell’ANCI nel settore delle politiche giovanili. L’istituzione del Ministero ha dato la possibilità agli enti locali di avere un punto di riferimento per le linee guida da seguire e per un eventuale coordinamento. Secondo Pella la Politica non ha ancora compreso l’importanza di investire sui giovani e su politiche giovanili coraggiose.

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Una forte cooperazione interistituzionale per politiche migliori per i giovani

Palmiro Ucchielli incentra il suo intervento principalmente sull’importanza di una cooperazione interistituzionale per implementare politiche per i giovani che siano ad ampio respiro e che tocchino tutti i settori di maggiore interesse per la crescita di un individuo (lavoro, scuola, sport, politica). Inoltre un’attenzione particolare richiede il rapporto dei giovani con l’Europa e la necessità di formare gli stessi affinché siano testimoni di una nuova classe dirigente.

L'impegno del Ministero per garantire uguaglianza

Silvia Della Monica sottolinea quanto ancora in Italia si avverta una totale mancanza di uguaglianza tra donne e uomini. Data la sua carriera pregressa di magistrato, Della Monica riporta alcuni dati significativi delle presenze femminili in magistratura: 41% di donne e solamente il 4% raggiunge posizioni di rilievo. Tra gli impegni del Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità vi è quello di presentare una legge sull’uguaglianza con l’obiettivo di intervenire su alcune questioni come la violenza contro le donne, il lavoro, l’occupazione etc….

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Un cambiamento culturale per le pari opportunità: partiamo dal buon esempio

Renata Polverini ribadisce il profondo cambiamento culturale che occorre intraprendere nella società italiana. Rimarca la persistenza di un profondo divario tra l’impianto normativo e la realtà. Ritiene che il mercato del lavoro e la politica siano i luoghi da cui occorra partire per imprimere un cambio di rotta. Il primo passo da intraprendere è la creazione di un contesto di flessibilità e di strumenti di sostegno alle donne come gli asili nido.

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