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Web e copyright un connubio difficile anche per Tim Berners-Lee

La notizia è passata un po' in sordina, con un'insolita disattenzione dei protagonisti della rete poi, sabato, Stefano Epifani, professore universitario alla Sapienza di Roma, l'ha rilanciata con un tweet diretto e provocatorio: "(@stefanoepifani) Ma lo speech di Tim Berners Lee, li valeva 25000 euro per 45 minuti non riproducibili sui media? #hbw11"
A cosa ci riferiamo? Alla partecipazione di Tim Berners-Lee, l'inventore del world wide web,  all'incontro dedicato a lui e alla sua creatura e che si è tenuto a Roma con il titolo Happy Birthday Web.

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Come affrontare i costi di transazione nella diffusione on line delle opere di ingengno

Pierfarncesco Attanasio concentra il suo intervento sui progetti di digitalizzazione di massa, come quelli avviati da Google e dai sistemi bibliotecari nazionali, che hanno dato vita ad un dibattito sul come remunerare correttamente il titolare del diritto d’autore dell’opera. Il punto è che i costi di transazione sono un problema. Tuttavia si tratta di un problema che in passato è già stato risolto utilizzando forme di gestione collettiva dei diritti.

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Diritto d'autore e internet: le sfide e le opportunità

Maria Concetta Cassata porta i saluti del Sottosegretario Francesco Giro e del Direttore generale per i beni librari, gli istituti culturali e il diritto d'autore del Ministro per i beni e le Attività culturali, Maurizio Fallace leggendo il messaggio di benvenuto quest’ultimo. Parlare oggi di diritto d’autore vuol dire prendere atto dei vantaggi che internet offre, ma anche valutare spinose questioni che la rete pone ed individuare soluzioni che sappiano mediare tra i diritti dell’autore e gli interessi del fruitore.

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Un offerta legale in rete per il settore cinematografico

Mario Gallavotti si concentra sul settore cinematografico, basato sul sistema delle finestre temporali che scandisce il mercato dei diversi supporti su cui viene distribuito un film (sala cinematografica, dvd, paytv, televisione…). Gallavotti sostiene la necessità di queste finestre ed anzi ritiene sia necessaria una nuova regolamentazione che richiami questo modello, perché il modello di business del cinema è ancora legato ancora al successo al botteghino e le finestre temporali evitano che un mercato cannibalizzi il “successivo”.

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Diritto d'autore nelle reti. Dalla Giornata mondiale a FORUM PA 2011

Il 29 aprile è ricorsa la XI Giornata mondiale della proprietà intellettuale.

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Università e proprietà industriale: trasferimento tecnologico e formazione.

Esiste un problema generale nell’economia della conoscenza che riguarda la protezione delle informazioni. L’esperienza di questi anni ci dice che l’informazione è un bene complicato e non bastano gli strumenti giuridici per un’adeguata protezione, servono strumenti tecnologici, DRM e misure organizzative dentro le imprese, nella PA, nelle università ecc. Stiamo andando verso la percezione dell’importanza della dimensione istituzionale della proprietà intellettuale.Leggi tutto

La Commissione Europea e la strategia per i "Creative Content Online"

Il mercato dei contenuti multimediali in rete è in continua espansione. E' possibile definire delle regole condivise per non perdere risorse e opportunità? Viviane Reding, commissaria europea per i media e la società dell'informazione promette una strategia europea per la governance di questo settore e un accesso più semplice e veloce ai contenuti musicali, ai video e ai giochi attraverso la rete internet e il cellulare.

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Il Comune di Bologna "sdogana" il Peer to Peer

Finanziato dal programma europeo eTen, il progetto P2P for Major Events ha portato il Comune di Bologna a sperimentare durante l'ultimo Motor Show la modalità di scambio peer to peer tra i visitatori della fiera per produrre e condividere informazioni e materiali sui vari eventi a cui partecipavano. Un progetto semplice che però racchiude un concetto interessante: la società della conoscenza si fonda sulla condivisione delle informazioni e la Pubblica Amministrazione dovrebbe facilitare questi processi.

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Creative Commons, alcuni diritti riservati

Nell'epoca della copia a costo zero e del peer to peer sembra, a volte, che l'unica grande preoccupazione di chi detta le regole sia quella di fermare la pirateria, bloccare la copia, sorprendere il mariuolo di turno che sottrae risorse all'industria e al povero artista che vive del proprio ingegno. Tutelare va bene, ma non bisogna dimenticare che spesso chi pubblica contenuti in rete non lo fa a scopo di lucro ed ha tutto l'interesse che il frutto del proprio lavoro circoli liberamente. A tale scopo sono state pensate le Licenze Creative Commons. Ma di che si tratta in realtà e perché occorre occuparsene?

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Istituzioni e licenze aperte, connubio per lo sviluppo

Un'intervista con Juan Carlos De Martin - Facolta' di Ingegneria dell'Informazione del Politecnico di Torino, coordinatore del Gruppo di Lavoro Creative Commons Italia.

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