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Investimenti infrastrutturali e programmazione economica.

Francesco Saponaro sottolinea i punti critici nel collegamento tra investimenti infrastrutturali e pronostico della loro efficacia. Propugna l’attivazione imprenditoriale nel campo dei servizi, sviluppando strumenti in grado di far crescere la domanda. Parla della capacità fiscale e della spesa pro-capite della Regione Puglia. Approfondisce alcuni temi relativi alla programmazione economica e alla ricerca, sottolineando l’investimento formativo sui giovani pugliesi sostanziato attraverso il sistema del contratto etico.

Quadro Strategico Nazionale: l’urgenza degli investimenti per il Mezzogiorno

Franco Garufi sostiene la necessità di una coerenza forte tra i programmi operativi regionali e gli interventi centrali. La sicurezza e la legalità sono temi da affrontare con estrema priorità per definire l’assetto del QSN. Sottolinea la necessità di realizzare investimenti infrastrutturali nel Mezzogiorno per far sì che si verifichi una reale crescita dell’economia. Introduce il tema della migrazione delle giovani intelligenze che abbandonano il Mezzogiorno e sottolinea l’urgenza di politiche per la loro reintegrazione nel tessuto meridionale.

Attrazione di Investimenti Esteri

Caterina Meglio è tra gli esperti incaricati dal Ministero per le Riforme e l’Innovazione nella PA della strutturazione di un modello di attrazione di investimenti che vada a recuperare il gap esistente tra il mondo accademico e quello dell’impresa. In particolare, il piano di attività dovrebbe creare le condizioni necessarie per consentire l’insediamento di realtà industriali estere, l’attrazione di capitali stranieri sia con forme di private equity che in forma di venture capital e, infine, lo scambio di know how, expertise e partnership commerciali.

L’accordo Ministero – ICE – CRUI

Questa iniziativa prende le mosse da un accordo firmato nell’Aprile 2001 fra CRUI, ICE e Ministero per il Commercio Estero, afferma Gianfranco Caprioli. Obiettivo strategico del Ministero era dare maggiore internazionalizzazione all’economia, con conseguente attrazione di investimenti e aumento del grado di presenza italiana all’estero. Le nostre imprese medio-grandi sono già internazionalizzate, ma rimane una schiera di 110mila imprese esportatrici con meno di 50 dipendenti che costituiscono la ricchezza e, al contempo, la debolezza della nostra economia.

L’accordo Ministero – ICE – CRUI: una case history

I Paesi nostri diretti concorrenti dispongono, nel settore della promozione delle imprese, quindi della promozione del sistema Paese in senso lato, di fondi 3 volte superiori rispetto a quelli allocati al nostro Ministero e all’ICE, afferma Massimo Mamberti.Leggi tutto

Il rapporto Università-imprese

Il tema del sostegno alle imprese, in particolare alle piccole e medie imprese, sui mercati esteri è soltanto un aspetto di un tema più generale, quello dei rapporti tra imprese e università, sostiene Davide Bassi. Le piccole e medie imprese sono diffuse su tutto il territorio e sono la spina dorsale della nostra economia, è quindi importante per il nostro sviluppo prestare attenzione verso la realtà che rappresentano.Leggi tutto

Metodologia e presentazione di progetti di internazionalizzazione

Marinella Loddo ha curato la parte relativa alla gestione dei progetti e degli studi di fattibilità presentati all’ICE e, dalla lettura dei bandi 2005 e 2006, sono emerse alcune osservazioni di carattere generale e metodologico che oggi espone per facilitare le aggregazioni di impresa per futuri investimenti all’estero. L’esame dei progetti ha infatti evidenziato l’assenza di quella forma strutturale necessaria, nella presentazione del progetto stesso, che a volte ci ostacola nella partecipazione ai bandi di carattere europeo e internazionale, nonostante la validità delle idee progettuali.