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I percorsi dei territori e delle politiche per lo sviluppo territoriale: il Rapporto DPS 2006

Il Rapporto DPS, ormai giunto al 9° anno, è formalmente parte dei documenti di programmazione, spiega Paola Casavola. La sua missione specifica consiste nell’informare il Parlamento e i lettori interessati, da un lato, sullo stato dei territori e sul contenuto e avanzamento delle politiche di sviluppo regionale, dall’altro, introduce e spiega in quali direzioni ci si muoverà per lo sviluppo. Il Rapporto ha una struttura abbastanza standardizzata, fornisce dati dettagliati, non relativi esclusivamente a macro-aree, ma anche a livello regionale.

Il Rapporto DPS 2006 e il Mezzogiorno

Dal Rapporto DPS 2006 emerge chiaramente un problema di sovrapposizione di traguardi, sostiene Massimo Lo Cicero. Molto ancora rimane da spendere del ciclo 2000-2006, in particolare nel Mezzogiorno dove la macchina della distribuzione delle risorse appare più farraginosa, e, contemporaneamente, si pone la difficoltà di impiantare la spesa 2007-2013. Il Mezzogiorno, come evidenzia il Rapporto, è omogeneamente povero e ciò comporta – com’è naturale in una tale situazione di arretratezza - maggiore concentrazione del reddito e opportunismo politico, con conseguente fuga del capitale umano.

L’attività della Svimez

Il rapporto DPS è diventato uno strumento di lavoro estremamente utile per la ricchezza delle informazioni e la qualità delle analisi che contiene, sostiene Nino Novacco. Esso contribuisce ad aumentare la conoscenza economica del nostro Paese, in particolare arricchisce la dotazione nazionale di dati di carattere territoriale decisivi in un Paese come il nostro in cui sono presenti così profonde differenze territoriali nelle condizioni di sviluppo economico e sociale.Leggi tutto

Finmeccanica: tecnologie chiave e soluzioni avanzate per la Sicurezza. L ‘ICT: motore verso l’integrazione

Albero Sarti chiarisce il posizionamento e gli investimenti in ricerca e sviluppo di Finmeccanica. Descrive il nuovo scenario organizzativo in cui convergono alcuni fattori in grado di sviluppare un sistema integrato di telecomunicazione. Propone come esempio CosmoSkyMed. Illustra l’approccio europeo in termini di gestione del territorio e sicurezza dei cittadini. Sottolinea la progressiva abdicazione delle cosiddette infrastrutture critiche del settore pubblico a favore del privato.Leggi tutto

Roma Wireless

Giandomenico Celata illustra l’esperienza di RomaWireless, un consorzio privato di aziende piccole e medie in collegamento con centri di ricerca, pubblici e privati, che sta diffondendo la tecnologia wi-fi su Roma. Il Comune di Roma ha fortemente caldeggiato la nascita del consorzio perché la disponibilità di larga banda è un fattore di competitività territoriale.Leggi tutto

Proposte e riflessioni per lo sviluppo delle comunità montane

Scanu evidenzia come sia fondamentale uscire da una logica che misura azioni ed iniziative politiche per parametri, in quanto incapace di cogliere le realtà specifiche che sono presenti in una comunità complessa come quella di una nazione ed di uno Stato. Si deve, invece, procedere attraverso una logica per criteri, visti come il frutto di un processo di civiltà che, se vuole essere utile, deve essere costantemente aggiornato.

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Presentazione del Rapporto DPS 2006

È importante abbinare una buona programmazione a buoni risultati, afferma Carlo Sappino, perché i risultati rappresentano un linguaggio semplice attraverso il quale la collettività può esercitare un controllo effettivo sull’utilizzo delle risorse pubbliche. È in questa chiave che va letto il rapporto del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo, per la ricchezza dei dati, per le analisi presentate, per il tentativo di ricostruire, tramite un insieme di dati, un filo rosso che consenta di capire come le politiche abbiano impattato su indicatori significativi dello stato di salute dei territori

Riflessioni sulla ricerca “Autonomie locali e competitività del sistema paese. Scenario al 2013”

Per Giampiero Scanu, nell’analizzare la ricerca “Autonomie locali e competitività del sistema paese. Scenario al 2013” è necessario tener presente che essa contiene valutazioni soggettive. L’immagine che esce fuori da questo lavoro è di un’Italia che sta crescendo: non è vero che al Sud i soldi sono pochi e vengono spesi male, non è vero che il nostro Paese è allo sbando. Il Relatore, inoltre, critica l’affermazione, emersa negli interventi precedenti, che la P.A.

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Commenti critici sull’indagine “Autonomie locali e competitività del sistema paese. Scenario al 2013”

Nicola Melideo critica la ricerca “Autonomie locali e competitività del sistema paese. Scenario al 2013”, per il suo carattere “oracolare”. Il rischio è, da un lato, di affermare banalità poiché ciò che non è cambiato negli ultimi anni probabilmente non cambierà nei prossimi sei, dall’altro i processi di trasformazione sono così accelerati che risulta assai facile intuire come andranno a finire. Un altro elemento di perplessità riguarda il fatto che, nonostante il titolo, il tema delle Autonomie Locali non è sufficientemente affrontato.Leggi tutto

Commenti all’indagine: “Autonomie locali e competitività del sistema paese. Scenario al 2013”

Per Marco Zanotelli la ricerca “Autonomie locali e competitività del sistema paese. Scenario al 2013” appare cauta ed attendista: se, tra sei anni, le previsioni del panel si rivelassero esatte, significherebbe che il Sistema Paese non è riuscito a colmare le lacune attuali nei settori nevralgici. Particolare importanza ha il focus della ricerca sul valore del “contesto”, che mette in luce come in Italia esista ormai uno sviluppo a due velocità, quella del sistema nazionale e quella del sistema locale.Leggi tutto