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Il processo di liberalizzazione del mercato energetico

Per Enzo Pontarollo il problemi e le criticità relative ai processi di liberalizzazione, di regolazione e di apertura dei mercati sono strutturali. Il percorso è stato quello di definire un quadro normativo liberalizzato relativo alle infrastrutture a rete, e di affidare poi alle autorità nazionali di settore (energia, telecomunicazioni, trasporti) il controllo e l’applicazione delle regole. Dal 1° luglio 2007 entrerà in vigore la liberalizzazione della domanda, ma questo non significa che tale processo sarà completo ovunque.Leggi tutto

Le considerazioni del CNEL sul processo di liberalizzazione del mercato energetico

Renato Matteucci espone le considerazioni che il CNEL ha elaborato, nei documenti di osservazioni e proposte, sul tema della liberalizzazione del mercato energetico, richiamando il protocollo firmato con l’Autorità per l’energia volto ad individuare una sede istituzionale di confronto sull’evoluzione dei processi in atto. La prima considerazione riguarda il fatto che, in presenza di processi di liberalizzazione, il compito di controllo vada affidato ad una Autorità di regolazione di settore e non all’Antitrust.Leggi tutto

Maggiore concorrenza e riconoscimenti per merito per una Pubblica Amministrazione più vicina al cittadino

Secondo Maurizio Beretta la Ricerca Giannini riesce a mettere a fuoco il problema dell’efficienza e dell’efficacia dell’Amministrazione, fattore determinante per lo sviluppo di un Paese e delle imprese. Oggi in Italia il sistema imprenditoriale non riesce a posizionarsi allo stesso livello delle aziende concorrenti e in tal senso sono necessari interventi a largo raggio. Due elementi devono essere presi in considerazione: più concorrenza in una logica di sussidiarietà tra pubblico e privato e maggiori riconoscimenti per merito all’interno della Pubblica Amministrazione.Leggi tutto

Quale titolo di Stato per quale profilo di investitore?

Maria Cannata propone una serie indicazioni utili a capire quali sono le opportunità di investimento per il singolo risparmiatore. Illustra le cinque categorie di titoli di stato presenti e spiega l’attività del Ministero dell’Economia quale emittente di titoli del debito pubblico. Propone una serie di considerazioni sui cambiamenti nella relazione tra lo Stato e il risparmiatore in seguito alla dematerializzazione. Approfondisce una serie di aspetti tecnici e procedurali che riguardano l’emissione di titoli di stato e concentrandosi sui B.O.T.

Il partenariato pubblico-privato: dalla decisione Eurostat al public sector comparator

Per Massimo Coltellacci, il project financing può essere utilizzato anche per quelle opere nelle quali è la Pubblica Amministrazione ad essere utente, direttamente o indirettamente, dei servizi forniti; per ospedali, scuole ed uffici pubblici, infatti, potrebbe essere vantaggioso passare dal modello tradizionale, che prevede un appalto per la costruzione dell’opera, ad un partenariato pubblico-privato. Il Relatore, quindi, spiega in che modo debba essere strutturato tale modello, ed illustra un metodo per il calcolo della convenienza di questa nuova procedura: il public sector comparator.

La strategia di Lisbona come strumento per l'integrazione europea: il caso dell'energia e dei cambiamenti climatici

Per Massimo Gaiani la Strategia di Lisbona è uno dei più importanti fattori di integrazione europea. Dopo i primi cinque anni in cui l’Agenda ha trovato delle difficoltà nel raggiungere i propri obiettivi, sono stati fissati nuovi traguardi più comprensibili per l’opinione pubblica quali la crescita economica e l’occupazione e sono stati individuati strumenti che, pur rimanendo nel metodo del coordinamento aperto, hanno accresciuto il loro carattere cogente.Leggi tutto

Riforme strutturali e crescita: quali legami, quali costi e benefici

Per Pier Carlo Padoan, la Strategia di Lisbona è una strategia di riforme e anzi rappresenta il quadro che può fornire coerenza all’attività riformatrice di ciascun Paese. Il Relatore compie una riflessione sul perché le riforme accrescono il benessere di una comunità.Leggi tutto

La valutazione degli effetti delle riforme a livello comunitario e nazionale

Lorenzo Codogno parla del Lisbon Methodology Working Group, istituito nell’ambito del Comitato di Politica Economica. Il gruppo ha il compito di sviluppare un framework metodologico per tracciare, analizzare e “modellizzare” le riforme strutturali attuate nell’ambito della Strategia di Lisbona. Gli obiettivi si realizzano attraverso tre metodi. Innanzitutto, il miglioramento della “griglia” di reporting che riassume le riforme che ciascun Paese ha adottato.Leggi tutto

Il Doha Round: analisi della situazione attuale dei negoziati

Il Round di Doha, iniziato nel 2001, è frutto di quella spinta positiva che il mondo ha voluto darsi dopo gli avvenimenti del 9/11. Dopo 6 anni di negoziati, ci si trova adesso in una fase di stallo dovuta al tema dell’agricoltura.Leggi tutto

Da Lisbona a Goteborg: la sostenibità dello sviluppo in Europa

Per Antonio Saturnino uno dei punti più rilevanti della Strategia di Lisbona è la sostenibilità ambientale, un principio che già il Trattato Costitutivo dell’Unione Europea sanciva come fondamentale; la strategia di Goteborg del 2001 ha poi integrato le previsioni ed i programmi messi a punto dall’UE in questo ambito. Nella prassi, tuttavia, l’importanza della questione ambientale resta più un obbligo che una convinzione.Leggi tutto