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La città intelligente: Reggio Emilia, città delle persone.

Nel primo intervento Mauro Bonaretti premette che la questione del patto di stabilità pesante e del blocco dei finanziamenti è fondamentale, quando non era invece necessario che le problematiche della finanza pubblica ricadessero sugli enti locali.

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Città e nuove convivenze: le analisi, il governo, l’impegno e le esperienze per la città delle moltitudini

Le città sono un insieme diverso di soggetti, interessi e singoli più o meno variamente associati; insomma un arcipelago di isole unite da interessi e fortemente in movimento. Carlo Mochi Sismondi, introducendo il convegno "Città e nuove convivenze", sottolinea come negli ultimi anni questo fenomeno di trasformazione e "mobilità" delle città si sia accentuato, anche per via dell'entrata in scena di nuovi soggetti che, sempre più numerosi, stanno influenzando la percezione del quotidiano: basti pensare al fenomeno dell'immigrazione.Leggi tutto

Garantire le sicurezze per permettere una migliore vita nella comunità sociale

Il Prefetto Carlo Mosca spiega come oggi più che parlare di sicurezza si dovrebbe parlare di sicurezze al plurale. Al di là delle statistiche criminali - che presentano una netta riduzione dei fenomeni di criminalità violenta - esistono infatti diversi motivi per cui il sentimento di insicurezza è tanto diffuso. In primis – sostiene Mosca – si deve ricreare una situazione infrastrutturale accogliente e un tessuto sociale e valoriale che trovino il modo per ridare sicurezza e certezza all’incremento qualitativo della nostra vita quotidiana.

'Guadagnare salute'' in un'Azienda sanitaria: il programma ''Prevenzione e promozione della salute'' dell'Azienda USL di Modena

Il progetto ha l'obbiettivo di contrastare le crescente diffusione di abitudini di vita non salutari, attraverso strategie intersettoriali e multidisciplinari, che consentano di intervenire in modo efficace sui diversi determinanti di salute (ambiente, condizioni sociali ed economiche, stili di vita e accesso ai servizi, intendendo non solo la sanità, ma anche la scuola, i servizi sociali, i trasporti ...).

L’indulto: una possibilità di re-inclusione sociale

Subito dopo l’approvazione della L 241/2006, spiega Bernardino Tuccillo, l’Assessorato al Lavoro della Provincia di Napoli ha raccolto le sollecitazioni provenienti da movimenti e associazioni che chiedevano di offrire una possibilità di recupero e re-inclusione ai beneficiari del provvedimento.Leggi tutto

Il progetto ‘Oltre l’indulto’ e la realtà del territorio di Napoli

Il progetto ‘Oltre l’indulto’ nasce da un’iniziativa congiunta dei Ministeri del Lavoro e della Solidarietà Sociale, spiega Gemma Infantocci, che hanno affidato ad Italia Lavoro l’incarico di avviare una serie di iniziative per il re-inserimento lavorativo dei beneficiari dell’indulto. Sono state così individuate 14 aree metropolitane e selezionate le aziende che avrebbero offerto tirocini agli indultati.Leggi tutto

Il Progetto ‘Oltre l’indulto’

Monica Buonanno presenta il progetto ‘Oltre l’indulto’, finalizzato al reinserimento socio-lavorativo dei beneficiari del provvedimento ai sensi della Legge 241/2006, una legge che ha rappresentato un grosso punto di svolta per il sistema carcerario e ha avuto un grande impatto su territori quali quello della Provincia di Napoli.Leggi tutto

Il ruolo dei Centri per l’Impiego Provinciali

Con la riforma del mercato del lavoro, afferma Domenica Coppola, gli attori provinciali delle iniziative di inserimento e reinserimento lavorativo sul territorio sono i Centri per l’impiego provinciali. Il loro ruolo principale consiste nel realizzare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro; essi si rivolgono quindi ai cittadini attraverso servizi di accoglienza e di orientamento, ed alle imprese attraverso consulenza e pre-selezione. Si occupano poi di accoglienza nei confronti delle cd.Leggi tutto

Vantaggi collettivi dell’inclusione sociale

I tempi di inclusione di un percorso di inclusione sociale e lavorativa sono indubbiamente più lunghi dei tempi della carcerazione, afferma Luca Sorrentino. Ciononostante è molto più conveniente per la collettività, sia da un punto di vista economico sia in termini di ricaduta sociale, intervenire con programmi di recupero sociale e lavorativo degli ex-detenuti piuttosto che abbandonarli a se stessi, creando le basi di un circolo vizioso che li riporterà in breve tempo ad affollare nuovamente le carceri da cui sono appena usciti.