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Il Comune di Venezia per la conciliazione di vita e lavoro.

Premesso che la vera questione alla base della disuguaglianza di genere è di tipo culturale, Tiziana Agostini illustra le iniziative messe in campo dal Comune di Venezia per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne, testimoniando un'attenzione che la distingue ormai da trent'anni. E oltre alla collaborazione con il dipartimento delle Pari Opportunità, ora sono previsti accordi anche con Confindustria.

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Il progetto futuro@lfemminile.

Roberta Cocco illustra futuro@lfemminile, il progetto di responsabilità sociale con cui l'azienda Microsoft da anni è attiva in Italia sulle tematiche femminili, promuovendo la diffusione della tecnologia. Un'iniziativa di successo tutta italiana , che funge da esempio anche all'estero.

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Lavoro Femminile e Salute delle Donne

I cambiamenti della composizione per sesso della forza lavoro implica la necessità di esplorare le possibili differenze tra uomini a donne sia nelle esposizioni, che nella valutazione dei rischi e dei danni da lavoro. Tali differenze possono essere di origine sia biologica che socio-ambientale o di “genere”. Con l’eccezione delle differenze dovute alla funzione riproduttiva, molte altre differenze, sono finora poco note e ancora meno approfondite dalle ricerche.

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Il lavoro del Gruppo Donne, Salute, Lavoro

Marina Finardi presenta vision, mission e attività del Gruppo Donne, Salute, Lavoro in una riflessione che parte dalle novità introdotte dal Testo Unico su salute e sicurezza sul lavoro. L’obiettivo del lavoro del Gruppo è definire una valutazione dei rischi che consideri le differenze di genere. Il metodo di lavoro proposto è quello della collaborazione e del dialogo culturale nei sistemi di rappresentanza, a fronte di una certa rigidità riscontata non solo nei datori di lavoro ma anche negli stessi lavoratori.

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Introdurre salute e sicurezza sul lavoro in ottica di genere

Introducendo la tematica dell’approccio di genere alla salute e sicurezza sul lavoro, Antonella Ninci, evidenzia la responsabilità dell’INAIL in termini di prevenzione, formazione e forme di incentivazione alle imprese.

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Quali elementi distinguono un'azienda che valorizza le differenze di genere? L'esperienza del Friuli Venezia Giulia

I criteri di scelta per valutare le aziende partecipanti al concorso "Parità di genere, conciliazione e sicurezza nelle imprese del FVG".

Per una nuova politica dei diritti nelle organizzazioni

Daniela Belotti ripercorre brevemente la storia dei Comitati di Pari Opportunità – CPO nella realtà italiana. Partendo dai dati attuali dal mondo del lavoro, ancora non soddisfacenti, auspica da un lato il potenziamento della rete degli organismi di parità attraverso obiettivi comuni, scambio di buone pratiche e azioni di monitoraggio, dall’altro lo studio e l’avanzamento di proposte positive da raccogliere in un Documento comune.

Le politiche di genere come parte integrante della natura antidiscriminatoria dell'INAIL

Nell’INAIL il Comitato delle Pari Opportunità esiste da quasi vent’anni e dal punto di vista del personale dirigente in un decennio la componente femminile è triplicata. Alberto Cicinelli spiega che questo è dovuto al fatto che per un Istituto che si candida a prendere in carico il lavoratore sarebbe un’antitesi culturale non preoccuparsi di creare al suo interno delle condizioni per una politica antidiscriminatoria. Questa politica - continua Cicinelli - costituirà anche il punto centrale del Programma 2007/2009.

Riformare il sistema delle Pari Opportunità

Fausta Guarriello commenta il lavoro portato avanti sotto la spinta delle Consigliere di parità, elogiandolo e condividendo le principali istanze segnalate nelle Linee guida per i Comitati Pari Opportunità.

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Comitati di Pari Opportunità: l’esperienza della Regione Emilia Romagna

Chira Costa riporta l’esperienza della Regione Emilia Romagna in materia di Comitati di Pari Opportunità. Sintetizza le principali innovazioni apportate sotto la sua presidenza, ovvero: elezione del presidente a suffragio universale tra i dipendenti regionali, costituzione di un unico comitato del comparto e della dirigenza, attenzione posta a tutte le discriminazioni all’interno dell’ente, partecipazione del Comitato di Pari Opportunità alle trattative in materia di personale su tutte le materie con ricadute ipotetiche in tema di discriminazione.

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