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Un mercato legale per i contenuti on line è necessario

Guido Scorza inizia il suo intervento richiamando i due interventi che lo hanno preceduto, quello di Gianluca Scarponi e quello di Alessandro Occhipinti, e sui toni che questi relatori hanno usato, per sottolineare come, in materia di tutela del diritto d’autore, il modello di business legale dovrebbe venire prima delle iniziative di enforcement.

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Un offerta legale in rete per il settore cinematografico

Mario Gallavotti si concentra sul settore cinematografico, basato sul sistema delle finestre temporali che scandisce il mercato dei diversi supporti su cui viene distribuito un film (sala cinematografica, dvd, paytv, televisione…). Gallavotti sostiene la necessità di queste finestre ed anzi ritiene sia necessaria una nuova regolamentazione che richiami questo modello, perché il modello di business del cinema è ancora legato ancora al successo al botteghino e le finestre temporali evitano che un mercato cannibalizzi il “successivo”.

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Chiedilo a Watson! IBM DeepQA e le sue applicazioni nella Pubblica Amministrazione

Dieci anni dopo la vittoria di DeepBlue contro Kasparov nel gioco degli scacchi, DeepQA (meglio noto come Watson) ha sconfitto i campioni umani nel gioco a quiz televisivo Jeopardy!  Rispetto al problema di rispondere ad una domanda qualsiasi su tutto lo scibile umano formulata in linguaggio naturale, il gioco degli scacchi è, per un computer, quasi banale, e fino a pochi anni fa vincere una sfida come quella di Jeopardy! era considerato impossibile. Cosa c'è dietro il successo di Watson?

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Come affrontare i costi di transazione nella diffusione on line delle opere di ingengno

Pierfarncesco Attanasio concentra il suo intervento sui progetti di digitalizzazione di massa, come quelli avviati da Google e dai sistemi bibliotecari nazionali, che hanno dato vita ad un dibattito sul come remunerare correttamente il titolare del diritto d’autore dell’opera. Il punto è che i costi di transazione sono un problema. Tuttavia si tratta di un problema che in passato è già stato risolto utilizzando forme di gestione collettiva dei diritti.

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La rete e le sue prospettive

Innovazione, finanza pubblica e competitività

I paesi del G20 cosiddetti “di economia matura”, hanno un rapporto debito/PIL molto maggiore di quelli a economia emergente. Ciò – spiega Bassanini – apre una competizione per la crescita e per i futuri rapporti di forza economica tra i Paesi, per vincere la quale bisogna creare condizioni favorevoli agli investimenti a lungo termine: regolazioni, trattamento fiscale, incentivi. Ma senza una fortissima innovazione tecnologica nel funzionamento delle Pubbliche Amministrazioni e dei servizi pubblici, che ne comporti una reingegnerizzazione radicale, non è possibile vincere la sfida. 

I cardini concettuali della lotta alla corruzione

Presentando al ricerca Astrid, curata insieme a Francesco Merloni, Luciano Vandelli riepiloga sinteticamente alcuni dei principi cardine a cui rifarsi nella lotta al fenomeno della corruzione amministrativa. Si parte con gli open data, perché le informazioni facilmente disponibili contrastano l’opacità delle misure discrezionali, per arrivare alla valorizzazione della professionalità e del merito.

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Deformazione del principio di responsabilità politica e diffusione della patologia corruttiva

Giovanni Salvi presenta il volume Astrid sottolineando come la ricerca si rivolga alla trasformazione dell’Amministrazione Pubblica dagli anni ’90 ad oggi analizzandola sotto l’ottica della corruzione, illustrando casi pratici e indagandone i presupposti politici: dalla cattiva concezione dello spoil system alla deformazione del principio di responsabilità politica.

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Esperienza e competenza di un centro di formazione regionale

Illusione e realtà nella lotta alla corruzione

Pietro Barrera presenta la ricerca Astrid sul fenomeno della corruzione in Italia sottolineandone l’accuratezza e l’approfondimento e approfittandone per fare un punto sullo stato dell’arte dell’anticorruzione nel nostro Paese. Se il disegno di legge anti-corruzione del 1 marzo 2010 si è inabissato come un fiume carsico, la cosiddetta Riforma Brunetta – pur lodevole dal punto di vista normativo – sembra non aver ricevuto sufficiente applicazione per quel che riguarda i Piani per la trasparenza e l’integrità. Metà delle amministrazioni italiane non hanno neanche iniziato ad impostarli.

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