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Nuova Strategia di Programmazione Territoriale e Progettazione Integrata in Sardegna

Con la revisione intermedia del Complemento di Programmazione del POR, avvenuta nel dicembre 2004, sono state apportate importanti innovazioni al metodo della programmazione economica territoriale in Sardegna e si è aperta una nuova fase di rilancio della Progettazione Integrata.

Piano Strategico del Comune di Cagliari

Due sono i presupposti che caratterizzano la metodologia proposta di elaborazione del piano strategico: il primo attiene alla esigenza di valorizzare e rafforzare la nuova visione della città di Cagliari che ha preso le mosse dal programma di governo che caratterizza il mandato amministrativo in corso; il secondo muove dal convincimento che una visione programmatica che continui ad essere ristretta alla sola dimensione comunale non possa dare alla strategia lo spazio necessario al suo successo e le decisioni comunali devono essere concordate ad un livello più generale (area vasta).

Piano Strategico dell'area vasta Lecce 2005/2015 - ''Un ponte verso lo sviluppo economico-sociale e culturale''

La proposta di elaborazione di un piano strategico per l'area vasta di Lecce mira a creare un sistema di sviluppo locale che intende rafforzare la cornice sociale, istituzionale e di governance in vista della nuova programmazione dei fondi strutturali 2007-2013.

Piano Strategico Territoriale

La sfida è quella di promuovere Barletta come città di incontro tra culture, tradizioni ed etnie, coniugando tradizioni ''forti'' e capacità di cambiamento, valorizzando la città come ambiente di vita, patrimonio e fonte di benessere, investendo in qualità, efficienza ed attrattività del sistema ''città/territorio''.

Piano Strategico per Piacenza "Piacenza 2020"

Provincia, Comune e Camera di Commercio hanno espresso la volontà di rilanciare il Piano Strategico per Piacenza del 2002 partendo da un concetto nuovo che supera il precedente: la sfida che si vuole vincere è ora quella di provare ad immaginare l'intero territorio provinciale in una prospettiva di medio-lungo periodo; quello che si vuole costruire è un quadro di riferimento che indichi quale vocazione si intende attribuire a questo territorio per i prossimi 20 anni, in modo tale che le decisioni prese da qui in futuro siano coerenti con le strategie di sviluppo intraprese.

Sistema Integrato per la nautica da diporto: nel Porto dell'Emilia Romagna, a Ravenna, lo ''Sbocco'' per il Distretto romagnolo.

Il progetto si è posto l'obiettivo di individuare delle strategie operative finalizzate al rafforzamento del livello della coesione territoriale nell'area romagnola operante nel settore della nautica da diporto, per raggiungere alti livelli di efficienza nella gestione di un sistema integrato e dedicato, in assenza di un centro urbano di grandi dimensioni ed importanza internazionale ma con molti centri di dimensioni medie e piccole, creando così le condizioni per una massa critica territoriale tale da rendere possibile la competizione a livello globale.

Un futuro sostenibile per il Po: costruzione di un programma di azioni condiviso

Il fiume Po costituisce un ecosistema complesso e dinamico che si evolve nel tempo con equilibri resi sempre più fragili a causa dell'intensificarsi della pressione antropica. L'esperienza ha dimostrato che un approccio settoriale alle questioni del fiume, oltre ad essere ovviamente parziale, può essere pericoloso. Solo una politica integrata nel settore della difesa del suolo, della tutela delle risorse idriche e ambientali e della valorizzazione del territorio è in grado di affrontare aspetti idraulici, biomorfologici, naturalistici ed economico-sociali.

Agenzia per lo Sviluppo del Vallo di Diano

La Comunità montana Vallo di Diano ha inteso rinnovare la sua funzione di essere ente sovracomunale di programmazione e coordinamento rendendo il processo di costruzione della mission dell'Ente partecipato e condiviso.

Il Piano Strategico della Spezia: un primo bilancio della città che cambia.

L'amministrazione comunale a partire dal 1999 ha sentito la necessità di avviare un nuovo percorso di governance urbana che consentisse alla città di uscire dalla crisi economica e sociale dei primi anni '90. La caduta di un modello di sviluppo basato su una monocultura produttiva legata alle grandi imprese statali, specializzate nel settore difesa e armamenti, lasciava infatti alla città un vuoto, non solo in termini di crisi occupazionale e imprenditoriale, ma anche e soprattutto in termini di identità locale.Leggi tutto