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Approccio sistematico alla gestione di interventi per la biodiversità

Antonio Pollutri illustra la metodologia che propone un approccio sistematico alla gestione dei piani di conservazione della biodiversità, che siano habitat, specie, ecosistemi o aree protette, fondato sul principio della gestione adattativa. Questo approccio, che cerca di essere standardizzato a livello internazionale, è oggi sperimentato in diversi contesti nazionali ed è anche utilizzato dal WWF a
livello mondiale. L'obiettivo è progettare ed implementare azioni di conservazione strategiche, con effetti duraturi, gestite in maniera sistematica e orientate al risultato.

La green vision di ENI

Fabio Fabiani parla della green vision di ENI e di quali sono le sue scelte strategiche. ENI sta lavorando per ridurre l'impatto ambientale dovuto all'utilizzo di combustibili fossili. Le sfide da affrontare sono molteplici tra cui l'accesso sempre più limitato a nuove risorse minerarie, lo sfruttamento in condizioni estreme, la crescente sensibilità verso l'ambiente ed il cambiamento climatico. Tutto ciò ha posto numerosi interrogativi sulla sostenibilità del core business dell'ENI che riguarda l'olio ed il gas.

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Piano d'azione regionale per la biodiversità: l'esperienza della Regione Toscana

Edoardo Fornaciari presenta l'iniziativa della Regione Toscana che nasce da una collaborazione con il WWF finalizzata alla redazione di un piano d'azione per la conservazione della biodiversità a scala regionale, coerente con gli obiettivi della strategia UE (“Arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 e oltre”) e comprendente azioni specifiche per la tutela della biodiversità regionale da integrare opportunamente nelle diverse politiche settoriali.

I dati del Censis sulla torsione verde e la green economy

Il Censis fin dagli anni '80 si è occupato di industria verde, oggi la green economy è qualcosa di diverso: è l'economia tradizionale che prova a incorporare la variabile ambiente nei vari settori (agricoltura, industria, energia...), quindi la trasversalità è uno dei punti di forza della green economy.

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A FORUM PA 2010 la PA si tinge di verde

Green economy ed eco sostenibilità a FORUM PA 2010. La pa deve fare la sua parte sia dimostrandosi un esempio di rispetto della natura e dell’ambiente, sviluppando procedure come quelle del green public procurement, sia impegnandosi in prima persona per tutelare l’ambiente e realizzare insediamenti urbani sostenibili.

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Il riciclo dei computer in Italia oggi: a che punto siamo?

Dal 18 giugno 2010 è in vigore un Decreto attuativo che recepisce la Direttiva Europea sullo smaltimento dei rifiuti elettronici individuando la responsabilità del recupero in capo ai produttori e ai distributori dei device.

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Le campagne di Greenpeace sull'Elettronica verde

L’adozione di soluzioni IT amiche del clima potrebbe ridurre del 15% entro il 2020 le emissioni di gas serra. Partendo da questa consapevolezza, Greenpeace ha lanciato da alcuni anni una campagna sull’elettronica verde che ha approfondito diversi ambiti: dalle esportazioni illegali in Asia e Africa dei rifiuti elettronici all’Eco-guida ai prodotti elettronici verdi. Le diverse campagne – spiega Vittoria Polidori – hanno coinvolto attivamente alcune grandi aziende produttrici, mentre altre si sono dimostrate insensibili.

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Le energie rinnovabili e il potenziale per le ICT green.

Nel modello tradizionale di trasporto dell’elettricità, dalla produzione all’utenza si perde il 30% dell’energia prodotta. Quindi sembrerebbe giusto farsi tante piccole centrali vicino casa, ma in realtà – dice Pasquale Russo – più creiamo centrali e più complichiamo il sistema e mettiamo in difficoltà il gestore della rete. La soluzione, secondo Russo è quella delle Smart Grid inserite in un processo culturale che parta dal basso per educare le persone ad un uso consapevole dell’energia.

Il ruolo dei social network per la consapevolezza dell'impatto ambientale dell'ICT

Lorenzo Benussi focalizza alcuni trend di evoluzione della rete – quelli che portano ormai a parlare di Web2 piuttosto che dell’ormai superato Web 2.0 – per poi andare a toccare i temi del Cloud Computing  e dell’ecologia partecipativa. Il concetto di fondo è che le ICT possono istillare intelligenza nei meccanismi e nei modelli di produzione dell’energia favorendo anche – attraverso i Social Network – l’utilizzo di strumenti per la comparazione delle condotte virtuose dei cittadini, delle aziende e delle Pubbliche Amministrazioni in un complessivo approccio bottom-up.

L’impatto energetico dell’ICT in chiave cloud computing.

I datacenter e tutto l' Ict in genere, consumano molta energia e contribuiscono alle emissioni di CO2”. Negli ultimi anni la gestione energetica delle infrastrutture informatiche è migliorata notevolmente, con riduzioni dei consumi che non si osservano in nessun altro settore industriale.

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