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Il ruolo di Federsanità per percorsi efficaci di salute

Nel suo breve intervento Giuseppe Napoli sottolinea l’importanza del ruolo di Federsanita, proponendo una duplice riflessione.  Da un lato – sottolinea – è fondamentale coinvolgere i Comuni nei percorsi di assistenza socio-sanitaria, dall’altro bisogna aver ben presente che la sfida non è tanto perfezionare modelli regionali già buoni quanto mettere in moto percorsi virtuosi che possano funzionare anche in altre Regioni italiane.

L’esperienza di ASS1 Triestina: distretto e “governo del territorio”

Fabio Samani propone un’analisi del modello di intervento socio-assistenziale adottato dall’ASS n.1 Triestina. “L’aspetto che ci contraddistingue – spiega – è sicuramente un marcato sviluppo dell’attività distrettuale”.  Dopo aver tracciato i tratti che contraddistinguono il contesto geografico e sociale di riferimento, Samani evidenzia i punti di forza dell’approccio seguito sul territorio triestino, ovvero la  suddivisone in micro aree territoriali e la centralità assegnata alla figura dell’infermiere di comunità.

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L’esperienza dell’ASL di Brescia: medicina generale e clinical governance

L’intervento di Carmelo Scarcella è focalizzato sul ruolo del medico di medicina generale, nei nuovi percorsi di cura, rispettto alla sua capacità di fare governo clinico. Il dato di partenza, secondo Scarcella, è la necessità di fronteggiare la cronicità crescente, assicurando al paziente la continuità temporo –spaziale. A tal proposito riporta l’esperienza della Asl Brescia, sottolineando i fattori critici per il successo del modello di governo clinico adottato. “Il punto centrale – afferma con convinzione  - sono i medici di medicina generale”.

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Le cura primarie in un sistema in cambiamento

Angelo Lino del Favero introduce i lavori del workshop dedicato ai percorsi di salute nelle cure primarie. Il suo intervento intende contestualizzare la riflessione su due piani. “Innanzitutto – sottolinea – occorre rimarcare che siamo passati da un confronto tra " buone pratiche" a un confronto tra "modelli" di sanità”.

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Le linee guida per la salute mentale.

Marco D'Alema illustra la collaborazione avvenuta qualche anno fa tra un gruppo di lavoro del dicastero della Salute di cui lui era parte - ai tempi del ministro Livia Turco - e l'organismo istituito dalle Regioni sul tema della salute mentale, che in 18 mesi permise di stabilire delle linee di indirizzo al riguardo.

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Salute mentale, necessaria terapia basata sulla relazione.

Gianluigi Di Cesare dichiara che la 180 non solo è una legge nuova, ma anche semplice, nell'affermazione stessa che malato e curante psichiatrico sono un malato ed un curante come gli altri. Dalla modifica del loro statuto deriva un'operazione straordinaria, per cui la relazione tra i due va articolata in modo diverso, secondo una logica di comunicazione ed inclusione e non più di esclusione. Da qui una nuova organizzazione dell'intervento, quella dei dipartimenti di salute mentale.

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La legge 180 e la rivoluzione della psichiatria di comunità.

La 180 è stata una legge rivoluzionaria, la più radicale dell'Occidente, che ha cambiato un mondo, interrompendo da un giorno all'altro le degenze negli ospedali psichiatrici a favore dei servizi integrativi, spostando l'asse sul concetto di comunità e inserendo l'ambito della salute mentale nel Servizio Sanitario Nazionale. Così la pensa Angelo Fioritti rispetto al dibattito sulla 180 come riforma riuscita o mancata, di certo lui non cambierebbe la psichiatra di oggi con quella di 30 anni fa

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Salute mentale, una legge nuova in una cultura vecchia.

Josè Mannu introduce il tema del convegno, spiegando che cosa si intende per legge ancora nuova in una cultura vecchia. La 180 è una legge ancora nuova perché è decaduta subito, confluendo solo un mese dopo la sua promulgazione nella riforma sanitaria 833 con cui fu istituito il SSN e perché in questo modo il tema della salute mentale divenne competenza del ministero della Salute, mentre prima i manicomi venivano gestiti a livello provinciale.

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Fondazione di Liegro, costruiamo una rete contro il disagio mentale.

Luigina Di Liegro presenta le attività della Fondazione Di Liegro, intitolata allo zio don Luigi Di Liegro, fondatore della Caritas diocesana, e creata nel '97 subito dopo la sua morte. Riconosciuta come onlus nel 2000, da allora, soprattutto con l'aiuto dei volontari, si occupa di tematiche legate ad emarginazione, solidarietà, partecipazione civica. Per la prima volta a FORUM PA, grazie alla fondazione, viene affrontato il tema della salute mentale, tema esplosivo e dal costo sociale molto gravoso.

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Contro il disturbo mentale investire su empowerment ed early prevention.

Ernesto Muggia è presente al convegno per difendere i diritti dei pazienti con disturbo mentale e dei loro familiari, diritti che non sono solo cura e casa, ma anche lavoro, che è uno degli strumenti più potenti per la guarigione dei sofferenti psichici. Non è vero che l'internamento forzato aiuta a guarire, bisogna tenere sempre presente il rispetto della persona, tanto più che la segregazione cronicizza e peggiora la sintomatologia.

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