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Dalla carta al bit: ma i dati di salute sono protetti e gestiti nel rispetto dei diritti del cittadino?

Filomena Polito nel suo intervento mostra le sue preoccupazioni sull’andamento che sta prendendo l’informatizzazione del sistema sanitario. Giusto per fare un esempio il Ministro non ha ancora pubblicato le norme sul Fascicolo Elettronico Sanitario a fronte di un sistema che già da anni si confronta con questi temi individuando soluzioni “personali”. Per non parlare delle nuove norme del CAD che impongono una serie di obblighi oggi praticamente sconosciuti al mondo della sanità.

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Lo stato attuale dei servizi di telemedicina in Italia

Dopo aver illustrato il reparto di telemedicina dell’Ospedale S. Giovanni Addolorata  - uno dei pochissimi in Italia e per altro non ancora ufficialmente riconosciuto - Michelangelo Bartolo  propone un’analisi quantitativa delle iniziative avviate in Italia. Nel nostro Paese sono catalogati 362 servizi di telemedicina, ma di questi: circa il 40% risulta concluso; circa l’8% ha la stessa data di inizio e di fine; soltanto il 10% riporta dati di attività; alcuni non sono mai iniziati; qualcuno è finito su striscia la notizia come spreco conclamato….

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Nuovi modelli organizzativi del sistema sanitario toscano e trattamento dati automatizzato

Gioacchino Bellone, dopo aver presentato l’ESTAV - l’ Ente per i Servizi Tecnico-amministrativi di Area Vasta - Nord Ovest della Toscana, illustra l’architettura di sistema ideata per tutelare la sicurezza del dato nei processi di assistenza e di cura. Chiave del sistema è il consenso informato da parte del cittadino all’utilizzo del dato, anzi a tre utilizzi differenti del dato. Tuttavia inserire un elemento così vincolante introduce una criticità nel sistema.

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Aspetti applicativi relativamente ai dispositivi medici in rete e loro integrazione nel sistema d’ospedale

L’intervento di Cinzia Spagno si sofferma su un particolare aspetto della sicurezza dei dati in sanità: quello dei sistemi medici in rete. La sanità, infatti, è un mondo estremamente eterogeneo che coinvolge diverse professionalità e questa complessità introduce una serie di difficoltà nel conciliare sicurezza del paziente e sicurezza del dato.

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E-health e ICT security: stato dell'arte e criticità

Nel suo  intervento Graziano De’ Petris propone una riflessione su come internet e le nuove tecnologie hanno cambiato il modo di comunicare e di condividere le informazioni. Non bisogna mai dimenticare, però, che questa facilità di connessione mette a rischio la sicurezza dei dati che possono essere facilmente “rubati” o diffusi per errore. Questo discorso è maggiormente valido per chi tratta dati di tipo sanitario o clinico.

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Le nuove sfide nella tutela dei dati sanitari sul web

L’intervento di Luigi Montuori si concentra sui rischi per i dati sulla salute dei cittadini, derivanti dall’uso che oggigiorno si fa del web. Il Garante si è mosso su due versanti differenti: il primo è quello dell’utente, cercando di diffondere cultura e conoscenza consapevole dei pro e dei contro degli strumenti informatici, mentre il secondo è quello dei gestori dei siti web (pubblici o privati), obbligando al rispetto di una serie di accorgimenti per un utilizzo corretto.

Tra ospedale e territorio: ruolo delle cure intermedie

Fortunato Rao nel suo intervento presenta l’innovativo modello integrato di rete ospedale territorio a cui Ulss n. 16 Padova sta lavorando già dal 2003. “L’implementazione e il perfezionamento di questo modello – spiega Rao – ha permesso di diminuire notevolmente i tassi di ospedalizzazione, portando risposte sempre più appropriate e vicine ai bisogni di salute espressi dal paziente”.  E continua: “abbiamo riorganizzato i servizi secondo il disegno di tre cerchi concentrici al cui centro è il paziente. I servizi sono quelli dell’ospedale, della medicina convenzionata, del distretto.

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Il ruolo di Federsanità per percorsi efficaci di salute

Nel suo breve intervento Giuseppe Napoli sottolinea l’importanza del ruolo di Federsanita, proponendo una duplice riflessione.  Da un lato – sottolinea – è fondamentale coinvolgere i Comuni nei percorsi di assistenza socio-sanitaria, dall’altro bisogna aver ben presente che la sfida non è tanto perfezionare modelli regionali già buoni quanto mettere in moto percorsi virtuosi che possano funzionare anche in altre Regioni italiane.

L’esperienza di ASS1 Triestina: distretto e “governo del territorio”

Fabio Samani propone un’analisi del modello di intervento socio-assistenziale adottato dall’ASS n.1 Triestina. “L’aspetto che ci contraddistingue – spiega – è sicuramente un marcato sviluppo dell’attività distrettuale”.  Dopo aver tracciato i tratti che contraddistinguono il contesto geografico e sociale di riferimento, Samani evidenzia i punti di forza dell’approccio seguito sul territorio triestino, ovvero la  suddivisone in micro aree territoriali e la centralità assegnata alla figura dell’infermiere di comunità.

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L’esperienza dell’ASL di Brescia: medicina generale e clinical governance

L’intervento di Carmelo Scarcella è focalizzato sul ruolo del medico di medicina generale, nei nuovi percorsi di cura, rispettto alla sua capacità di fare governo clinico. Il dato di partenza, secondo Scarcella, è la necessità di fronteggiare la cronicità crescente, assicurando al paziente la continuità temporo –spaziale. A tal proposito riporta l’esperienza della Asl Brescia, sottolineando i fattori critici per il successo del modello di governo clinico adottato. “Il punto centrale – afferma con convinzione  - sono i medici di medicina generale”.

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